di Mauro Baldrati
Tra le altre qualità Giancarlo de Cataldo ha un’ottima capacità di sintesi nella lettura della storia. Questa infatti è una delle prerogative – una delle libertà – della letteratura: guarda indietro, o avanti nel tempo e legge gli avvenimenti con lo conoscenze di oggi. Nel suo ultimo, atteso romanzo Nelle mani giuste, che inizia dove finisce il precedente Romanzo Criminale (ma si legge anche come opera autonoma), il successore del Vecchio (personaggio ambiguo dei servizi segreti che tutto controlla perché tutto sa) va a trovare un “onorevole” della vecchia guardia malato di cancro. Siamo negli anni Novanta, la Prima Repubblica è ridotta in briciole da Mani Pulite. Emergono nuove formazioni politiche, i partiti si riconfigurano. la Mafia si sta riorganizzando, si stringono patti tra Massoneria, criminalità organizzata e Stato. Queste le parole dell’anziano deputato:
“Questi c’hanno le idee chiare. Primo, abbattere la classe politica e distruggere i partiti, come si dice, rappresentativi, noi, i rossi, i socialisti. Secondo, favorire le formazioni locali. Che magari ce fanno ‘n’antra lega a Palermo e così l’Italia se ne va a puttane ‘na vorta per tutte… Terzo: mette’ bombe, spara’ e danneggia’, così ‘a gente se mette paura e je core ‘n braccio… Quindi, ricapitolando: ci attaccano dalla strada cor piombo e cor tritolo, e dar palazzo colle inchieste… Ce vonno fa’ a pezzi. E’ il cambio della guardia, me so’ spiegato?”
(…)
“Io ce vojo bene a ‘sto paese, che te credi? Tutti noi d’a vecchia guardia je volemo un bene dell’anima… Certo, schifezze n’avemo combinate… e mica solo noi, nun te crede’ che i rossi so’ angioletti… io nun vojo che si sfascia tutto! E sta’ sicuro che se je riesce il colpo, altro che democristiani ladri e compagnia cantante! Questi la politica la schifano. Questi so’ banditi de strada, Scialo’…”
Dietro al colorito dialogo in romanesco si nasconde una perfetta pagina noir. Il Male consuma il vecchio sistema dall’interno, lo porta alla distruzione. Forze nuove, oscure, si affacciano sullo scenario italiano. Ha detto De Cataldo in una intervista a cura di Pierfrancesco Pacoda apparsa sull’ultimo numero della rivista Hot Contemporary Magazine: “Avevo, con Romanzo Criminale, la consapevolezza di avere scritto un romanzo destinato a far discutere. Ed è così anche con Nelle Mani giuste, che è un romanzo storico. Entrambi nascono da una domanda: come mai in Italia non era stato scritto un romanzo sugli avvenimenti criminali e politici degli ultimi anni?”
Su Hot Giancarlo De Cataldo segnala anche cinque libri, film e dischi da non perdere in questa lunga, torrida estate gialla:
I libri
Confine di Stato di Simone Sarasso (Marsilio), imperdibile. Un filo rosso lega i misteri ‘d’Italia. Dal caso Montesi a Tangentopoli. E’ la prima parte di una trilogia scatenata, complottistica e dichiaratamente ispirata alle strategie di scrittura di James Ellroy. Stupisce anche per la giovanissima età dell’autore. Un progetto ambizioso, che ci fa venire il desiderio di leggere rapidamente il seguito.
Il Libro Nero di Orhan Pamuk (Einaudi) . Ogni tanto i Nobel sono delle autentiche rivelazioni. E’ il caso di questo autore turco. Il libro ha una storia particolare. Era stato tradotto in italiano dal francese ed era incomprensibile in alcune parti. Adesso, finalmente, è stato tradotto dal turco. Ed abbiamo un libro affascinante e misterioso, con una esile trama gialla. Ad un avvocato di successo scompare a moglie. Lei lo abbandona con un biglietto di 19 parole. Lui inizia a cercarla ad Istambul. E’ un pretesto per raccontare la città, la storia della Turchia.
Il Demone, di Alan D. Altieri (Corbaccio). 700 pagine di battaglie, massacri con pradossalmente un grande pacifismo di fondo. E’ ambientato nella guerra dei 30 anni, in Vestfalia. Scrittura epica e personaggi scolpiti nella pietra. Una lettura avvincente. Molto meglio di Frank Miller
Un classico da leggere e rileggere è Nemici Amici Amanti di Alice Munro (Einaudi). E’ un scrittrice immensa, sa fare male e raccontare grandi storie, come fa in questa raccolta di racconti.
Un’altra scrittrice, Doris Lessing, Le Nonne (Feltrinelli). Tre storie. Una d’amore incrociata tra due donne e i rispettivi figli. Molto paradossale. E’ uno dei più bei racconti inglesi di sempre. Ci parla del rapporto tra una ragazzina nera ed una famiglia di borghesi illuminati. Talmente perfetti che viene voglia, man mano che le pagine scorrono, di massacrarli.
I film
L’Orchestra di Piazza Vittorio, film dell’anno secondo me. Decisivo.
Poi, un piccolo film che ha circolato pochissimo, davvero un ‘do it yourself’ del cinema. Un gruppo di persone si tassano, acquistano i biglietti e versano l’incasso al gestore della sala e il film finalmente esce. Questo ha vinto il Festival di Montreal e non ha trovato distribuzione in Italia. E’ L’Estate di mio Fratello, scritto e diretto da Pietro Reggiani. Un film poetico e surreale, dolce.
La Sconosciuta di Tornatore, per la forza delle immagini.
Le Vite degli Altri di Florian Henckel von Donnersmarck, miglior film straniero dell’anno.
L’Ombra del Potere. Il film controverso con de Niro sulla CIA. Un film durissimo, spietato, che ha fatto innervosire i repubblicani.
La musica.
Blue Alert della corista di Leonard Cohen, Anjani. Meraviglioso Lei è arrivata al successo a 50 anni. Una scena folk che scopre talenti coltivati in segreto, che all’improvviso si rivelano. Il pop non è solo cantato dai teenager. Io poi sono un amante di Cohen, per cui ogni disco vicino al suo suono diventa per me imperdibile. Proprio come questo.
Live in Europe di Danilo Rea. Un’opera per solo pianoforte.
African Suite di Abdullah Ibrahim, un classico, la scoperta e delle vertigini africane del jazz.
A Camorra Song’ Io degli A 67. Vivo, forte, un disco che porta in scena l’irruenza del ritmo delle metropoli che unisce poesia e suoni ai confini del rumore.
American Idiot dei Green Day. Un disco che va ascoltato ogni estate. Che bisogna conoscere.

Manca la ricetta della pastiera napoletana, e poi siamo a posto per l’estate.
certe cose bene, certe ‘nzomma. Tipo i Green Day. A me l’estate piacciono gli Offlaga Disco Pax.
ma non ho mai mangiato i tatranki.
binaghi, ho girato a De Cataldo la tua esigenza di avere una sezione gastronomia. Certo che sei esigente, eh.
No, giragli piuttosto questa: tra i misteri d’Italia si occupa anche delle collusioni tra Prodi e la Goldman Sachs e la Bonino con la Bilderberg o è la solita storia del potere denunciato quando non conta più (puzzone sbeffeggiato a piazzale Loreto, monetine a Craxi) in ossequio al nuovo che avanza?
No, Valter, il tuo è un discorso di corto respiro, non c’entra con la letteratura. Qui c’è un discorso sul Male interno al potere, non le beghe di partito e rancori vari. Questa non gliela giro.
P.S. una risposta mia umile di corto respiro: su sta storia tormentosa della Goldman Sachs e di Prodi, ti faccio presente che nelle consulenze Goldman Sachs c’è, o c’era, praticamente TUTTO l’establishment politico-finanziario italiano. E’ quindi un argomento debole.
Mi limito a osservare che certi autori sono talmente contro al potere da diventare misteriosamente i letterati di punta dell’establishment culturale. Corto respiro?
Questa è una libera e generica interpretazione che non corrisponde ai libri di De Cataldo. Corto respiro, sì.
romanzo criminale l’ho letto e mi è piaciuto molto. un grande romanzo anche storico, il crimine degli anni 70, il potere. questo nuovo mi interessa e sto per iniziarlo. riferirò…