“Poetiche della precarietà”.In uscita il nuovo numero di Re:.

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E’ finalmente uscito, per la casa editrice ZONA, il terzo numero di Re: (viste sulla letteratura e le arti) dal titolo “Poetiche della precarietà”, un numero che affronta da più punti di vista il tema tanto dibattuto della precarietà, dalla forma-saggio sul precariato sociale e lavorativo ai testi di stile “precario” proposti da una nuova ondata che nasce dal web e dalla performatività delle arti.

Con saggi e testi inediti di alcuni dei migliori scrittori, poeti e critici italiani e alcune interessanti traduzioni dalla Spagna.

Verrà presentato questo mercoledì 18 luglio dai due curatori Tommaso Lisa e Alessandro Raveggi presso l’Italia Wave Love Festival – Firenze (zona Osmannoro), alle ore 17 – Speak Corner –

ospiti: Gabriele Merlini e Vanni Santoni. INFO: http://www.arezzowave.com/italiawave/faq.php

Maggiori informazioni, acquisto, presentazioni e richieste su: www.editricezona.it

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Poetiche della precarietà

con saggi e testi inediti di

Cecilia Bello Minciacchi, Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Franco Buffoni, Francesco Calanca, Angelo Calvisi, Chiara Cretella, Sara Davidovics, Riccardo Donati, Lorenzo Durante, Gabriele Frasca, Salvador Galán Moreu, Rino Genovese, Paolo Gentiluomo, Marco Giovenale, Andrea Inglese, Fernando Iwasaki, Rosaria Lo Russo, Paolo Maccari, Giovanna Marmo, Francesca Matteoni, Gabriele Merlini, Adriano Padua, Marco Palladini, Angelo Rossi, Vanni Santoni, Federico Scaramuccia, Marco Simonelli, Luigi Socci, Italo Testa, Giulia Tellini, Eloy Tizón

a cura di Tommaso Lisa e Alessandro Raveggi

(immagine di copertina di Federico Donelli)

INDICE
Re: saggi
IL COGNITARIATO. ARCHEOLOGIA DEL PRESENTE
di Chiara Cretella
PRECARIETÀ
di Rino Genovese
ENTROPIE INCONTROLLABILI: LA POETICA DELLA METROPOLI
NEI ROMANZI DI WILLIAM BURROUGHS
di Francesco Calanca
LA VOCE DI PENELOPE
di Cecilia Bello Minciacchi
I LUOGHI DESOLATI
di Francesca Matteoni
Re: testi
IL SISTEMA DELLE COINCIDENZE NELLE REGIONI OCCIDENTALI
di Gherardo Bortolotti
DA QUADERNI APERTI
di Alessandro Broggi
QUATTRO POESIE
di Franco Buffoni
DA MANICOMIO
di Angelo Calvisi
CATALISI
di Sara Davidovics
LO SPETTACOLO DELLA MORTE
di Riccardo Donati
HAIKU-SESTINA: CONCORRENTE CONTROCORRENTE
di Lorenzo Durante
IL NOME
di Gabriele Frasca
ANNOTAZIONI
di Salvador Galán Moreu – Traduzione di Andrea Perciaccante
DA LO SMALTIMENTO
di Paolo Gentiluomo
DA “DOMINIO DEL MONDO”
di Marco Giovenale
DIX-SEPT TENTATIVES DE POÉSIE CANADIENNE
di Andrea Inglese
VESCICHE LETTERARIE
di Fernando Iwasaki – Traduzione di Andrea Perciaccante
CROLLI
di Rosaria Lo Russo
ORAZIONE
di Paolo Maccari
TRE POESIE
di Giovanna Marmo
OCEANCHILD AND MORNING MOON
di Gabriele Merlini
DA RADIAZIONI (BUIO/LUCE/CORPI)
di Adriano Padua
STURM UND ABFLUSS
di Marco Palladini
FILOSOFAR PERVERSI
di Angelo Rossi
ATIPICO
di Vanni Santoni
INOX
di Federico Scaramuccia
RECITATIVO DI CUPIDO
di Marco Simonelli
IN ATTESA DELL’ONDA ANOMALA DELLE 15.30
di Luigi Socci
IN ATTESA
di Giulia Tellini
L’ALBA DEI CANTIERI
di Italo Testa
TEORIA DEL VUOTO
di Eloy Tizón – Traduzione di Andrea Perciaccante

Progetto culturale a cura di Tommaso Lisa e Alessandro Raveggi
Collaboratori: Fabrizio Cilento (USA), Andrea Perciaccante (España)
ISBN 978-88-89702-37-6

© 2007 Editrice ZONA, via dei Boschi 244/4 loc. Pieve al Toppo
52040 Civitella in Val di Chiana – Arezzo
tel/fax 0575.411049
www.editricezona.it – [email protected]

9 pensieri su ““Poetiche della precarietà”.In uscita il nuovo numero di Re:.

  1. Domenico Lombardini

    a vedere il bicchiere mezzo pieno, a volte scorgo nell’estrema mobilità del precariato una possibilità di crescita continua. certo che se gli stipendi fossero più dignitosi e non tarati sulla sofferenza o sull’impossibilità di vivere …
    un’ultima cosa: forse per motivi generazionali a volte trovo i cinquantenni, o giù di lì, poco “simpatetici” nei riguardi dei loro “fratellini”: quasi bastasse ogni tanto un buffetto sulla guancia e il dire: “sei solo un viziato, infondo”. o no? (la politica, tra l’altro, sta discutendo la riduzione dei coefficienti di trasformazione per le pensioni…)

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  2. lucaariano

    Si prospetta un numero interessante. Mi sarebbe piaciuto (ma forse c’è e mi è sfuggito) un questionario-intervista ad intellettuali-poeti-scrittori precari su come vivono questa condizione…Complimenti!
    Un caro saluto

    Rispondi
  3. mariapia

    Cra Francesca,
    è fondamentale se ne parli, forse i buffetti di cui si parla, riguardano intellettuali di potere; personalemnte, credo vero il contrario: cioé che, soltanto a partire da realtà vive, e condivise, possa risorgerer quel dibattere e operare libertario o liberatorio, che annulli quel luogo comune, purtroppo verificato, dagli anni ottanta in poi, di spaccature generazionali su tanti temi, ed anche questo tema,certamente.
    Che anche negli anni settanta si affacciò con violenza di domanda e di risposte..come sappiamo, e che oggi esige analisi più difficili perché soffocate, ma diffuse, e globalizzate, ahimé, nel corpo sociale.

    Maria Pia

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  4. Domenico Lombardini

    “cioé che, soltanto a partire da realtà vive, e condivise, possa risorgerer quel dibattere e operare libertario o liberatorio, che annulli quel luogo comune, purtroppo verificato, dagli anni ottanta in poi, di spaccature generazionali su tanti temi, ed anche questo tema,certamente. (…)”

    come vorrei fosse possibile, cara Maria Pia! il problema è secondo me trovare il qualcosa da condividere: dato che, i precari, che arebbero questo qualcosa, non raggiungono massa critica; la mia generazione ha inoltre un furiosa avversione per ogni forma di collettivismo; siamo in gran parte un po’ rammolliti, non vedo come si possa raggiungere una consapevolezza tale da far “risorgerer quel dibattere e operare libertario o liberatorio”. io ci spero, sempre. ora la penso così: la situazione è grave e irreversibile, e solo chi la vive può capirla appieno. urge quindi capire una cosa: noi non avremo lo stato sociale che ha protetto noi, da piccoli, e i nostri genitori, per questo è necessario essere mobili, viaggiare, con il pretesto e il bisogno di lavorare, per crescere professionalmente e, soprattutto, guadagnare il più possibile. non dimentichiamo che non avremo pensione e che qualcosa ai figli bisogna pur lasciare, no?

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  5. Domenico Lombardini

    mi sento come un massone che
    obtorto collo accetta e si lancia.
    dietro l’angolo, il mondo in punta di lancia.
    che questa vagotonìa sia opportunità …
    non importa, è il mezzo di individuazione, e certo
    non farò il buon borghese, non ne ho il pedigree, le budella,
    nulla, solo il memento mori e sottobraccio un libro di poesie (Campana?)
    escavato, la carta via, dentro una rivoltella.

    “precariato” mi ha fatto venire in mente questa.

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