Giovedì di fine luglio tarda mattinata,
C’è coda non appena lo svincolo vomita
nella grande arteria.
E’ una sorta di buongiorno,
volevi far prima ? Eccoti punito.
E c’è il sole, impietoso,
già alto, che tutto bombarda.
Lamiere arroventate, che procedono
a passo d’uomo,
sigaretta dopo sigaretta,
suggerimento commerciale dopo
suggerimento commerciale.
Fa caldo, naturalmente, in spregio
alla velocita MAX che indica la
rotella del condizionatore.
Fumo in lontananza,
fatale pensare a Peschici.
Qualche mozzicone, aiutato dal vento.
Si procede, a passo di lumaca.
I minuti scorrono lenti ed accaldati,
anche loro.
Il nastro d’asfalto che sembra
muoversi per conto suo trascinando
tutto ciò che si trova sopra.
Dopo una porzione di tempo
Indefinibile,
la scena.
Una moto, di quelle con due ruote
davanti, rovesciata come un cavallo
morto, e carbonizzata sulla corsia
d’emergenza, in prossimità di uno
svincolo.
Poco più in la, uomini con le mani
nei capelli si accalcano intorno
alla sagoma di un altro uomo
disteso a terra, ai bordi della strada,
vicino al guard-rail, che si muove
lentamente, soprafatto dal dolore.
Qualcosa brucia per conto suo nella
paglia impazzita accanto alla strada.
Fumo.
Dolore.
Tutto questo bisogno di amore,
disatteso,iincanalato su corsie sbagliate,
spontaneo. La coda rallenta, osserva
silenziosa, di la dai vetri come un
grande schermo, irreale nel mix di
aria condizionata e spot commerciali
delle radio.
Poi, passato l’escursus del curioso,
si sfilaccia, si riallunga,
fino al prossimo rallenty che
arriva, puntuale,
pochi chilometri dopo, stessa corsia,
con gli evidenti segni sull’asfalto,
un festival di guarnizioni bruciate e
vetri infranti che riflettono
come il mare di una spiaggia caraibica,
di un altro incendio.
Quello di qualche auto
che alle sei, cosi aveva detto il notiziario,
si era già schiantata, di suo, sullo spartitraffico
di cemento.
E’ il cemento del cuore, ad accettare
tutto questo, mentre, bizzarria delle
Sinapsi, pensi nell’ordine ad Apocalypse Now,
ai cori in falsetto delle Supremes,
alle rate da pagare,
e all’ordine che ti dovrebbe fare,
il cliente dal quale stai andando.
Nota biografica
Cletus Alfonsetti vive e lavora a Malta.
Si occupa da sempre di pescherecci da diporto e di aquiloni di
provenienza etiopica.
Alterna queste ludiche attività con una più prosaica gestione di
un’autofficina di vendita e riparazione pneumatici.
Saltuariamente scrive per autorevoli testate internazionali («Zidane
Magazine» su tutte).
Coltiva la passione per manoscritti antichi; encomiabile il suo
sforzo di recupero dell’intera produzione letteraria di Alex Frigberger.
Tra una battuta di pesca e l’altra si dedica al suo blog che è http://cletus1.blog.dada.net

Tutto questo bisogno di amore,
disatteso,incanalato su corsie sbagliate,
spontaneo.
se si riuscisse a trovare la corsia giusta, se imparassimo davvero cos’è amore.
grazie
elena f
la “chiave” è il verso dei cori in falsetto delle Supremes. Dovrò cambiare enoteca. E comunque, grazie, Elena F.