OMAGGIO A BAUDELAIRE
All’ultimo momento come sempre sopraggiunta
Nel taxi già strapieno di notte e su di me
Stipata dentro fra ilare e compunta
Ma poi bastò che di colpo lo sgangherato veicolo
Si tramutasse tutto nuovo e più grande
Con ben tre file di sedili e un nasuto ridicolo
A nome mi sembra Frigerio capo non so di chi
E subito tu da lui baciandolo sulle guance
Tutta effusiva e me lasciandomi lì
Che tuttavia non mi potevo a questo punto più tirare
Via dalla festa in quel lontano pianoterra
Dove poi ci sbarcarono mettendosi a parlare
Del giovinotto che s’era buttato
Giù dal terrazzo dello stesso palazzo
E io forse il solo che non ero invitato
Tanto che tu travestendoti a tua volta
Da neurotico mondano in odore di suicidio
Protervamente mi additavi rivolta
IL QUESTIONARIO
Poi vengono per l’inchiesta sulla famiglia
Se tutto è come si deve raccomandabile
Ma per fortuna telefonano
Un giorno prima allo scopo di dare modo
Ordine pulizia tendine fiori
La zia cretina via presso parenti
Mamma che dice “ecco qui la bambina”
Tutti bei rosa e sorridenti
Sì che si possa con compunta meraviglia
Rispondere al questionario fra molte riverenze
Che ci vogliamo bene che ci vogliamo bene
Benché al giorno lontani molte miglia
Chi al lavoro chi a scuola agli accidenti
Che lo portano ma la sera
Tutti insieme a mangiare scambiandoci esperienze
La bella scena quasi vera
LA MONETA
Provvido dal taschino del panciotto la moneta
Parsimoniosa estraendo e snocciolata
Sul polpastrello pensieroso – per cui
Prontamente ghermendola beata mezzaluna
Di sorriso correva l’infante
A comprarsi cosa e lui con un sospiro
Ancora con un dito per metà dentro il taschino
E perplesso come ogni vero amore
LE GRIGE DONNINE
Avevano ragione le grige donnine
Perché te canti, me fante, perché te canti?
Con tanti dispiaceri che abbiamo avuto
E morti in casa che abbiamo dovuto
Letti e muri rifare bianchi
Stattene al posto non farti avanti
Tüta roba do diàvô queste parole e l’amore
Cosa vuoi metterti con i grandi
Risospiravano le grige donnine
Tra briciole apparecchiando la nostra fine
LA BELLE ENDORMIE
Nobiltà del casto sonno
Dopo il vano trafficare.
Per questo chissà la pellicola di sudore
Dall’uno occhio all’altro
Ti svasa il bel naso tartaro.
Ancora ti avviluppano i fili?
Ti punzecchiano i sèduli insetti?
Profondali nel tuo buio, o vas electionis!
Mentre indago il farsi del tuo volto
Adulto e popolare:
E dai tuoi zigomi dal mento che sorge
Colgo una grazia di prosa.

Grazie, Marina, per questa proposta.
Ciao. Giovanni