Bi-post / Bresson – Bunuel

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“Non riesco a capire l’ossessione che alcuni hanno per dare una spiegazione razionale a immagini spesso gratuite. La gente vuole sempre la spiegazione di tutto. È la conseguenza di secoli di educazione borghese. E per tutto quello per cui non trovano spiegazioni ricorrono in ultima istanza a Dio. Però, a cosa gli serve? Dopo dovranno spiegare Dio”.

(Robert Bresson – Diario di un curato di campagna / Luis Bunuel – Da un’ intervista rilasciata nel 1962 dopo aver vinto il premio della critica al Festival di Cannes con L’angelo sterminatore)

15 pensieri su “Bi-post / Bresson – Bunuel

  1. elena f

    l’educazione bigotta vorrebbe far stare Dio in una paginetta da mandare a memoria così pensa “vivi tranquillo”
    ma Dio non si spiega, si ama e l’amore non si può chiudere in un teorema.

    buona giornata

    elena f

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  2. Stefano

    Esistono spiegazioni anche per ciò che è irrazionale. Sicuramente l’irrazionale ha radici profonde dentro di noi e causa precise reazioni. Ci spaventa perchè noi ne chiediamo una spiegazione quantificabile, misurabile, tangibile da bravi ingranaggi del ciclo produttivo…

    Il senso di ciò che non ha senso si esperimenta coi sensi…

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  3. robertorossitesta

    Caro Franz,
    indovinatissimo l’accostamento fra l’acqua santa del curato di Bernanos/Bresson e il “diavolo” Bunuel, qui le virgolette sono davvero d’obbligo.
    Un invito: fermiamoci per un momento a riflettere sulla sorniona ambivalenza dell’espressione usata nel testo:”immagini spesso gratuite”.
    Un caro saluto,
    Roberto

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  4. Giovanni Nuscis

    Sono d’accordo con Roberto sulla non trascurabile valenza delle parole di Bunuel, anche in relazione a temi e riflessioni recenti, su questo blog.
    Concordo appieno su quanto afferma Bunuel nelle prime due proposizioni (e il discorso è perfettamente estensibile alla poesia), meno sulle altre. Credo infatti che l’ostacolo non sia tanto “l’educazione borghese”, ma, più semplicemente, “l’educazione”, all’arte, di cui è responsabile anche la scuola. Per allargarci alla poesia, si ama, si accetta solo ciò che si comprende appieno (o si crede). C’è quasi una paura ancestrale per il “buio”, tutto va sottoposto ad uan spiegazione logica, e chi è senza peccato… L’oscurità, la polisemia, il gioco verbale, la pura icasticità – messi nell’identico calderone dell'”incomprensibile” – sono le ragioni, credo, della disaffezione del lettore. Proprio dalla scuola bisognerebbe ripartire.
    Tornando al cinema, e a proposito di nonsense, chi ricorda “Il fascino discreto della borghesia”? Una scena in cui il protagonista, se non ricordo male, appare in frac e nudo, in parte, conservando l’ablomb borghese. Bunuel era un burlone – congegnava scherzi memorabili per gli amici; nei suoi films ricorre questa giocosità fine a sé stessa – come non amarla? –facendo “rompere la testa” ai suoi detrattori.

    Grazie, Franz

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  5. riccardo ferrazzi

    “Conseguenza di secoli di educazione borghese”? Sarebbe a dire che Dio come spiegazione ultima sarebbe una invenzione dell’illuminismo? O cosa diavolo (!) vorrebbe dire?
    Vediamo di rimettere i piedi per terra: di Dio come spiegazione ultima si parlava anche prima di Cristo e poi in tutto il medioevo, quando la borghesia non esisteva proprio.

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  6. lorpat

    …e poi non c’è soltanto da spiegare, ma anche da giustificare…

    Forse Dio non ha bisogno delle nostre spiegazioni, forse Dio è soltanto una nostra spiegazione.

    Uno scrittore, un uomo che parla e che ragiona con eleganza, dovrebbe avere sempre una spiegazione pronta.

    Una spiegazione? Non credo esista tortura più atroce, tormento più duro da infliggere o da sopportare.

    Quoth the raven, “Nevermore”. Mi scappa di citare.

    Una spiegazione? No, nessuna spiegazione, mai più.

    Io questa cosa credo di averla capita con IL FASCINO DISCRETO DELLA BORGHESIA di Luis Bunuel.

    Una spiegazione? No, nessuna spiegazione, mai più. Questo mi sono detto, uscendo da quel cinematografo bolognese.

    Ognuno ha la folgorazione che si merita, e io, nel mio piccolo, credo di essere stato molto, ma molto fortunato.

    Dopo aver ringraziato il vecchio Don Luis, mi chiedo se chi riesce a non spiegare Dio è poi anche capace di fare altrettanto con tutto il resto.

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  7. antonio

    Mi chiedo se non ci sia anche bisogno di riflettere sulla «sorniona» valenza (storica) del concetto di «borghese». Su come allora venisse contestualizzato da Buñuel, su come oggi noi (non) lo percepiamo (più).

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  8. fabry2007

    anch’io ho imparato che nella vita le cose più importanti non si spiegano.
    per questo il suo segreto può essere solo ricevuto, non trovato.

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  9. Orazio

    Ciò che non si può spiegare può certamente essere ricevuto. Il problema è quando si pretende di spiegarlo o addirittura imporlo – in qualsiasi veste – a qualcun’altro.

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  10. andrej mussa

    Cercavo Dio, l’ho intravisto attraverso i volti, i gesti, la disperazione dei personaggi di Bresson.
    Bresson attraverso i suoi film mi ha insegnato ad avvicinarmi alla pietà come nessuna religione o politica di questo mondo è mai riuscita a fare.
    Cercate la pietà attraverso la disperezione e il dubbio e di conseguenza troverete il volto di Dio.

    Andrej

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  11. controreazioni

    Interessante riflessione, questa di Bunuel, che ‘però, al solito, non si accorge di quanto europea e cattolica sia la sua concezione di Dio.

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