“La potenza intellettuale di un uomo si misura dalla dose di umorismo che è capace di utilizzare.”
(Gerhard Richter – Rosen, 1994 / Giorgio De Chirico)
21 pensieri su “Bi-post / Richter – De Chirico”
robertorossitesta
Caro Franz,
l’età cresce e la vista diminuisce: a tutta prima avevo scambiato il vaso di rose dell’illustrazione per un fungo atomico, e, nel mio abbaglio, l’associazione tra fungo atomico e umorismo mi è sembrata molto in linea con la sulfurea ironia dechirichiana.
Poi ho guardato meglio e ci ho ripensato, ma non so sono riuscito a scacciare del tutto quella prima impressione.
Un caro saluto,
Roberto
il vortice di rose che sale dall’acqua associato alla parola umorismo (umore, fluido, liquido) mi ha fatto venire in mente la creazione, l’incipit, la folgorazione del primo istante della vita e ad ogni istante in cui la potenza vitale ci si rende manifesta
Ma non ho capito mica il post,
ho visto il pollastro ‘rostito,
non so se è di Richter,
se l’ha cucinato lui midesimo e sua zia Gudrun,
me non mi sembra buono,
no puzza bene…
poi tien ciuffetti su le zampe che non sono più trendy,
per dire.
Poi, sempre per dire,
De Chirico Giorgio mica era umorista manco per niente,
anzi bizzoso assai,
se gli saltava la mosca al naso eran cazzi!
Perdipiù permaloso oltremodo.
Suo fratello De Chirico Andrea detto Savinio,
invece discretamente autoironico,
scrittore raro, e musicista.
Sì, era un pò un azzardo, questo post. Mi pareva un fungo atomico, all’inizio, così che un velato umorismo forse ci può stare. Tra un fungo atomico e un mazzo di rose a bagno… Vabbè, un salutone a tutti.
Anche a me a prima vista era parso fungo atomico. Dopo, mazzo di rose roteante su se stesso. Una cosa tipo Gestalt: o vedi il fungo, o vedi le rose. Non entrambi. Non fa molto ridere! 🙂
be’, non è per niente umorista Richter -le foto che lo imbalsamano lo dimostrano serio fino all’imbarazzo-, le sue opere poi! Poi è facile postare il vaso con fiori di lui, meglio De Chirico: non altro i suoi modi burberi strappavano sorrisi, e poi lo potevi (magari) mandarlo a cagare.
a proposito dell’a proposito mio di prima: ci ho messo un bel Delta t (di tempo) a capire che la frase era di De Chirico e le rose di Richter e non in viceversa… mi dicevo, “De Chirico ?? mai saputo fotografo ?? ” ecc ecc
Un’esplosione di rose sembra effettivamente di vedere, dal “cannone” di un vaso.
Considerata l’intelligenza di De Chirico, questa sua frase credo che non va presa in senso assoluto. Dalla potenza intellettuale di un uomo ci aspettiamo, ovviamente, qualcosa di più. Ma la “gufite” è brutta bestia, e vi è un crescente bisogno -e sviluppo-, nel mondo (e dunque nelle comunità e nelle organizzazioni) di intelligenza sociale; proprio all’interno di questa forma di intelligenza si può forse meglio inquadrare l’umorismo.
Richter è un gigante che ho avuto il piacere di conoscere alla Biennale del 1984. Per chi non lo sapesse quella che Franz ha riportato non è una foto di un vaso di rose, ma un olio su tela eseguito dal Gerhard – è pittura, amici miei. Il grande artista tedesco (nato e allevatosi nell’allora Germania Est – e questo spiega il perché, per anni, si sia concesso di lavorare a tutto campo, cioè sfruttando ogni tecnica visiva-installativa-plastica… perché, appunto, non pressato dal mercato-sistema artistico occidentale in cui la ‘riconoscibilità ripetitiva’ è spesso formula richiesta dai galleristi)… dicevo, il grande artista tedesco fa parte della famosa triade di maestri intoccabili che oggi può vantare l’arte europea: Kiefer, Baselitz e, appunto, Richter (tutti tedeschi, tutti bravissimi, tutti, oggi, giustamente ricchissimi visto che vendono le loro opere a centinaia di migliaia di euro, sebbene ancora viventi… ma già internazionalmente storicizzati).
PS. Tutti e 3 hanno fatto la fame per tantissimo tempo, in particolare Kiefer perché tacciato di ‘revisionismo’ storico e filo nazismo a seguito di alcune sue dichiarazioni giovanili e del come intende ‘sacralmente-etnicamente-assolutisticamente’ il gesto espressivo (oggi abita a Parigi proprio per come la Germania e quella critica lo hanno trattato per anni, a mio avviso senza capire bene cosa egli stesse, in verità, sostenendo, cioè il primato dell’arte europea innanzitutto).
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Caro Franz,
l’età cresce e la vista diminuisce: a tutta prima avevo scambiato il vaso di rose dell’illustrazione per un fungo atomico, e, nel mio abbaglio, l’associazione tra fungo atomico e umorismo mi è sembrata molto in linea con la sulfurea ironia dechirichiana.
Poi ho guardato meglio e ci ho ripensato, ma non so sono riuscito a scacciare del tutto quella prima impressione.
Un caro saluto,
Roberto
Caspita, è vero… Non è un fungo atomico!!!
😛
il vortice di rose che sale dall’acqua associato alla parola umorismo (umore, fluido, liquido) mi ha fatto venire in mente la creazione, l’incipit, la folgorazione del primo istante della vita e ad ogni istante in cui la potenza vitale ci si rende manifesta
sono d’accordo!
L’umorismo ci aiuta anche a superare le difficoltà.
è un buon ingrediente.
Buona giornata
carla
Ma non ho capito mica il post,
ho visto il pollastro ‘rostito,
non so se è di Richter,
se l’ha cucinato lui midesimo e sua zia Gudrun,
me non mi sembra buono,
no puzza bene…
poi tien ciuffetti su le zampe che non sono più trendy,
per dire.
Poi, sempre per dire,
De Chirico Giorgio mica era umorista manco per niente,
anzi bizzoso assai,
se gli saltava la mosca al naso eran cazzi!
Perdipiù permaloso oltremodo.
Suo fratello De Chirico Andrea detto Savinio,
invece discretamente autoironico,
scrittore raro, e musicista.
MarioB.
io avrei fatto una biposto familiare
che in quanto ad umorismo…
Monumento marino ai miei genitori
Franz, questi bi/post son troppo belli
mi dichiaro tuo discepolo e imitatore
http://valterbinaghi.wordpress.com/2007/08/29/bipost-elio-copetti-e-stefano-benni-il-filosofo/
Sì, era un pò un azzardo, questo post. Mi pareva un fungo atomico, all’inizio, così che un velato umorismo forse ci può stare. Tra un fungo atomico e un mazzo di rose a bagno… Vabbè, un salutone a tutti.
Anche a me a prima vista era parso fungo atomico. Dopo, mazzo di rose roteante su se stesso. Una cosa tipo Gestalt: o vedi il fungo, o vedi le rose. Non entrambi. Non fa molto ridere! 🙂
be’, non è per niente umorista Richter -le foto che lo imbalsamano lo dimostrano serio fino all’imbarazzo-, le sue opere poi! Poi è facile postare il vaso con fiori di lui, meglio De Chirico: non altro i suoi modi burberi strappavano sorrisi, e poi lo potevi (magari) mandarlo a cagare.
INDOVINELLO
Lo mandavi anche a cagare / ma sapeva pitturare!
(Risposta: De Chirico)
Che rose velate meravigliose
A proposito della potenza intellettuale, anche la debolezza ha il suo fascino…
fem
a proposito dell’a proposito mio di prima: ci ho messo un bel Delta t (di tempo) a capire che la frase era di De Chirico e le rose di Richter e non in viceversa… mi dicevo, “De Chirico ?? mai saputo fotografo ?? ” ecc ecc
sig
fem
quando metto i link mi mettete sempre in moderazione essì che son così moderata di mio…
c&c
come me.
😉
Un’esplosione di rose sembra effettivamente di vedere, dal “cannone” di un vaso.
Considerata l’intelligenza di De Chirico, questa sua frase credo che non va presa in senso assoluto. Dalla potenza intellettuale di un uomo ci aspettiamo, ovviamente, qualcosa di più. Ma la “gufite” è brutta bestia, e vi è un crescente bisogno -e sviluppo-, nel mondo (e dunque nelle comunità e nelle organizzazioni) di intelligenza sociale; proprio all’interno di questa forma di intelligenza si può forse meglio inquadrare l’umorismo.
Grazie, Franz
Giovanni
e.c.
“…che non vada presa…
queste rose che prendono il volo per sorridere comunque.
mai prendersi sul serio..semplicemente, ridere Viola
Diamine, quel quadro è il mio desktop!
Richter è un gigante che ho avuto il piacere di conoscere alla Biennale del 1984. Per chi non lo sapesse quella che Franz ha riportato non è una foto di un vaso di rose, ma un olio su tela eseguito dal Gerhard – è pittura, amici miei. Il grande artista tedesco (nato e allevatosi nell’allora Germania Est – e questo spiega il perché, per anni, si sia concesso di lavorare a tutto campo, cioè sfruttando ogni tecnica visiva-installativa-plastica… perché, appunto, non pressato dal mercato-sistema artistico occidentale in cui la ‘riconoscibilità ripetitiva’ è spesso formula richiesta dai galleristi)… dicevo, il grande artista tedesco fa parte della famosa triade di maestri intoccabili che oggi può vantare l’arte europea: Kiefer, Baselitz e, appunto, Richter (tutti tedeschi, tutti bravissimi, tutti, oggi, giustamente ricchissimi visto che vendono le loro opere a centinaia di migliaia di euro, sebbene ancora viventi… ma già internazionalmente storicizzati).
PS. Tutti e 3 hanno fatto la fame per tantissimo tempo, in particolare Kiefer perché tacciato di ‘revisionismo’ storico e filo nazismo a seguito di alcune sue dichiarazioni giovanili e del come intende ‘sacralmente-etnicamente-assolutisticamente’ il gesto espressivo (oggi abita a Parigi proprio per come la Germania e quella critica lo hanno trattato per anni, a mio avviso senza capire bene cosa egli stesse, in verità, sostenendo, cioè il primato dell’arte europea innanzitutto).
Onore a loro!