Rousseau tradotto da Mauro Candiloro

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De l’esclavage

Puisqu’aucun homme n’a une autorité naturelle sur son semblable, et puisque la force ne produit aucun droit, restent donc les conventions pour base de toute autorité légitime parmi les hommes.
Si un particulier, dit Grotius, peut aliéner sa liberté et se rendre esclave d’un maître, pourquoi tout un peuple ne pourrait-il pas aliéner la sienne et se rendre sujet d’un roi ? Il y a bien là des mots équivoques qui auraient besoin d’explication, mais tenons-nous en à celui d’aliéner. Aliéner c’est donner ou vendre. Or un homme qui se fait esclave d’un autre ne se donne pas, il se vend, tout au moins pour sa subsistance : mais un peuple pourquoi se vend-il ? Bien loin qu’un roi fournisse à ses sujets leur subsistance, il ne tire la sienne que d’eux, et selon Rabelais, un roi ne vit pas de peu. Les sujets donnent donc leur personne à condition qu’on prendra aussi leur bien ? Je ne vois pas ce qu’il leur reste à conserver.
On dit que le despote assure à ses sujets la tranquillité civile. Soit ; mais qu’y gagnent-ils, si les guerres que son ambition leur attire, si son insatiable avidité, si les vexations de son ministère les désolent plus que ne feraient leurs dissensions ? Qu’y gagnent-ils, si cette tranquillité est une de leurs misères ? On vit tranquille aussi dans les cachots ; en est-ce assez pour s’y trouver bien ? Les Grecs enfermés dans l’antre du Cyclope y vivaient tranquilles, en attendant que leur tour vînt d’être dévorés.

J.J. Rousseau, Du contrat social, Livre 1, début du chapitre IV.

Della schiavitù

Poiché nessun uomo ha alcuna autorità naturale su di un suo simile, e poiché la forza non produce alcun diritto, restano dunque le convenzioni alla base di ogni autorità legittima tra gli uomini.
Se un singolo, dice Grozio, può alienare la propria libertà e rendersi schiavo di un signore, perché tutto un popolo non potrebbe alienare la propria e rendersi suddito di un re? Vi sono qui diverse parole equivoche che avrebbero bisogno di spiegazione, ma soffermiamoci su “alienare”. Alienare è dare o vendere. Dunque un uomo che si fa schiavo di un altro non si dà, si vende, perlomeno per la propria sussistenza: ma un popolo perché si vende? Il re non fornisce affatto sussistenza ai suoi sudditi, e anzi ricava la propria da loro, e secondo Rabelais, un re non vive di poco. I sudditi danno dunque la loro persona a condizione che si prenda loro anche gli averi? Non vedo cosa resta loro da conservare.
Si dice che il despota assicuri ai suoi sudditi la tranquillità civile. Sia; ma cosa ci guadagnano, se le guerre che la sua ambizione procura loro, se la sua insaziabile avidità, se le vessazioni del suo ministero li affliggono più di quanto non farebbero le loro discordie? Cosa ci guadagnano, se questa tranquillità è una delle loro miserie? Si vive tranquilli anche nelle segrete; è abbastanza per trovarvisi bene? I Greci rinchiusi nell’antro del Ciclope ci vivevano tranquilli, aspettando che venisse il loro turno di essere divorati.

9 pensieri su “Rousseau tradotto da Mauro Candiloro

  1. Marco Saya

    Mi ricordo che Marx aveva analizzato il tema dell’alienazione, in cui si riassumevano le contraddizioni fondamentali della società borghese. Tale analisi faceva riferimento a Hegel, in particolare alla Fenomenologia dello Spirito, dalla quale, in seguito, è nata la definizione di ‘fenomenologia del lavoro alienato’

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  2. Blackjack

    Carla, no no, intendevo proprio Visco: “Il re non fornisce affatto sussistenza ai suoi sudditi, e anzi ricava la propria da loro, e secondo Rabelais, un re non vive di poco.”

    Questo è Visco, senza tema alcuno di smentita 🙂

    Blackjack.

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  3. cara polvere

    l’alienazione volontaria della moltitudine a primi (il re) – di solito non per scelta – ma vessata e incazzata dal “Fato” (incazzata con terzi) ma con diecimila virgolette – serve a non pensare e quindi a sopportarsi di continuare a vivere per fare la proprio parte
    e serve al re che non si pensi. eccome serve.
    fare leva sull’orgoglio di “appartenenza collettiva” – cancellando l’individuo è un’operazione abbastanza semplice di marketing.

    pisciare tutti nello stesso pannolino fa sentire parte un unicuum, l’importante è non ci si chieda mai il perchè.per dire. un dire confuso. bel post-
    un saluto
    paola

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  4. vbinaghi

    Poiché nessun uomo ha alcuna autorità naturale su di un suo simile

    E’ falso. I genitori ne hanno sui figli. L”esperto nell’arte sull’inesperto anche.
    Da questo falso presupposto nascono un concetto di società anti-comunitaria e di stato che trascinano con sè ogni tipo di aberrazione politica.

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  5. Marina Pizzi

    davanti alla Natura siamo tutti UGUALI: più o meno all’inizio, a parte lo stupro con concepimento.
    oggi, in data odierna, si sono aggiunte della “sfumature” dovute alla biogenetica più o meno manipolata e anche, presto o tardi, alla eugenetica. la schiavitù muta con il passare del tempo. ieri la/il TATA/O era una contadina/o, oggi la/il badante è una/un disperata/o. questo per dire, alla De André, che non esistono poteri buoni, che il dolore degli altri è un dolore a metà perché non è il tuo, ecc. solo il DENARO è la schivitù-vittoria trionfante. religione e stato sono gregari.

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