Jolanda Insana – Tutte le poesie (1977 – 2006)

Questo “elefante” garzantiano viene a colmare un vuoto editoriale particolarmente sentito fra i lettori dell’ultima ora di Jolanda Insana: ripropone infatti integralmente tutte le sue compagini pubblicate dal 1977 in poi (anno del suo esordio con “Sciarra Amara”, edito nei quaderni collettivi della Guanda) aggiungendo inediti accumulati alla fine degli anni ‘70 che hanno il compito di illustrare il suo iniziale progetto di ricerca linguistica e brani di una raccolta ancora in fase di elaborazione. Insana, nata a Messina nel 1937, si è dedicata negli ultimi trent’anni ad una sperimentazione fra le più rigorose e coerenti nell’ambito del linguaggio creativo: una scrittura incandescente, fulminante (a tratti roboante), che non abbandona mai la sua tematica centrale, da cui partono e si diramano le sue “suite”, i suoi “poemetti”, agglomerati testuali tendenzialmente narrativi al cui interno un ritmo questionante e ossessivo coerentemente declina l’aspro corpo a corpo della Vita con la Morte, una lotta umana (degli esseri umani) tutta interiore eppure politica, sociale, necessariamente legata a dinamiche psicologiche, fisiologiche e filosofiche che spesso si muovono, con un incedere a tratti proverbiale, a tratti comico-realistico, fra le pieghe (piaghe) dei tempi moderni e relativi disastri. La poesia della Insana (per usare il titolo di una delle sue opere più fortunate) è una “medicina carnale”, un ritrovato linguistico quasi alchemico (miscuglio di veleni e medicamentose sentenze) atto a sovvertire la serpeggiante ipocrisia della realtà per ripristinare una elementare salvifica salute che si apre alle possibilità della vita passando per le possibilità del linguaggio. Per comprendere l’ampiezza poematica e strutturale, la vastità e complessità del discorso a cui Insana è pervenuta negli ultimi quindici anni, è quindi indispensabile recuperare i testi delle prime compagini (ormai da tempo introvabili e oggetti ricercatissimi dal filologo-lettore): si potranno così osservare i mutamenti di aggregazione testuale (impercettibili ma esistenti) e la coesione che questa scrittura manifesta fin dal suo apparire, in una tempesta d’intemperanze linguistiche che sono insieme ascolto, fedele definizione della realtà e ribellione viscerale.

da “Pupara sono I”

14

pupara sono

e faccio teatrino con due soli pupi

lei e lei

lei si chiama vita

e lei si chiama morte

la prima lei percosìdire ha i coglioni

la seconda è una fessicella

e quando avviene che compenetrazione succede

la vita muore addirittura di piacere

 

 

Jolanda Insana – Tutte le poesie (1977 – 2006) Garzanti 2007 Euro 19,50

9 pensieri su “Jolanda Insana – Tutte le poesie (1977 – 2006)

  1. mariapia

    Queste sono le belle notizie della vita: carissma Jolanda
    e caro Simonelli che ne dai annuncio, grazie.
    Tutto di lei ricordo, e ho presente, nel cuore.

    Pareva una delle tante vittime del caos mediatico e pressapochistico degli ultimi decenni..pareva “soppiantata” dalla sterile (e stupida) contrapposizione fra giovani, detentori di titolo al best sellers,(in poesia, poi) e maturi o già forti(preferisco che “vecchi”, i poeti veri non si dividono in età), e invece eccola più forte e matura, fra i veramente grandi della poesia.
    Ho il piacere di possedere tutti i suoi libri, prima ancora del suo grande lancio e conservo le sue belle immagini, di lei cheo “Donne in poesia”), accanto a Vicinelli, Sicari, Rosselli e persino la dolce Merini vestita da streghetta, e le giovani ( di allora).

    Beh, non vorrei sembrare nostalgica ma eravamo un parecchio più felici nelle relazioni, più ossigeno fuori e dentro,e non soltanto a causa della giovinezza, che era nei cuori

    Maria Pia Q.

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  2. marcosimonelli

    Grazie a tutti gli intervenuti. Chiedo scusa se non sono stato esattamente presente ma fra gli altri, sto anche sperimentando dei problemi di connessione. Ripasso presto. Baci!

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  3. enrico de lea

    Oso un ricordo e delle sensazioni personali. Ho scoperto/amato i versi della Insana leggendo Sciarra amara sui gradoni alla base della statua secentesca dedicata a Don Giovanni d’Austria (il comandante della flotta cristiana nella battaglia di Lepanto), a Messina, dietro la Chiesa della Madonnna dei Catalani, con alle spalle le riproduzioni in bronzo di tale battaglia. Amai questo suo battagliare indomito con la vita/parola. Con l’aria dello Stretto, con le correnti eternamente cicliche di esso, la c.d. “rema”. Nei suoi versi il gorgo di un eterno presente, come nell’opera di D’Arrigo e di Cattafi. La Insana aveva, nella mia scoperta di ragazzo, però il “dipiù” di essere un poeta/donna/pupara. Era davvero un obbligo pubblicare questo volume.

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  4. marcosimonelli

    Sono contento di sapere che ha lettori così sensibili.
    Fra le tante qualità della scrittura della Insana, quella che io vorrei sottolineare di più è la sua capacità di applicare una sperimentazione sulla/nella lingua riuscendo a mantenere un’aria meravigliosamente classica.

    Ho saputo di questa raccolta dalla Insana stessa, quando l’ho incontrata per la prima volta a giugno, qui a Firenze, dov’era per una lettura. Avevo alcuni suoi libri da farmi autografare e ci tenevo moltissimo. Di passaggio le dissi che oltre a comprarli, i libri, li leggevo anche. E che li avevo tutti, da Medicina carnale in poi e che mi ero ripromesso di andare a cercare quelli fuori catalogo su maremagnum.com. Lei mi guarda e fa: “No no, non spenda i suoi soldi, guardi qui” e mi tira fuori dalla borsa la copia civetta di questo libro.

    Devo dire che nel caso della Insana, la complessità e la bellezza degli ultimi libri si apprezzano di più leggendo ciò che è accaduto prima. Se ne apprezza proprio la coerenza e si capisce cosa si intende quando si parla di “percorso” all’interno della scrittura.

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  5. Flora Restivo

    Iolanda Insana non è facilmente incasellabile. La sua poesia va a momenti, segue la sua anima, smuove i suoi pensieri, mescola vigore e ripiegamenti in sé, si distingue dal marasma che l’ha vista, navigare in mezzo,, con la fierezza di chi sa essere se stessa e non si piega a leggi di mercato e meretricio di editori.Una personalità unica, sempre chiara e, a tratti, quasi sprezzante, ma senza livore. talvolta ha colpito il fatto che lei abbia scritto, prima di me, ciò che mi si agitava dentro. So che potrebbe non piacere a tutti, ma lei se ne infischierebbe! Bisogna conoscerla e poi parlare.Grazie antonio Fiori.

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