ma quanta “cattiveria” verso un tipico, ancorché modesto, rappresentante delle nostre genti!
si sia, suvvia, inclini ad un religioso perdono, e si conceda la possibilità che ove il caso (?) in luogo di letture ci avesse dato potere, non troppo dissimili ci troveremmo a rimirarci.
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io ne esprimo un altro di desiderio,
ma non lo dico per educazione!
😉
cattivo! è solo ricchissimo!
Una sola parola: fantastica!
Quando vedo
Giancarlo mordente
aguzzo il desiderio
che lo sia per sempre
MarioB.
an-co-ra! an-co-ra!
splendente, come ogni ottimo epigramma. Complimenti, Viola
marziale ti fa ‘na pippa
bravo, bis. Paolo
dopo Ballarò, mi pare che il tuo desiderio sia stato esaudito:-)
amen
Se Veltroni
sorge all’orizzonte
preferisco
la barca di Caronte
Tutti, sia a destra che a sinistra,
potrebbero essere bersagli
sulla mia lista…
e, per chi mi conosce,
non esiterei un attimo 🙂
le liste.
già.
saluti,
rs
quello clemente senza nemmeno sapere di clementine
MASTELLEIDE
Gran Visir Clemente Mastella
parmi un rigurgito democristiano
né carne né pesce, neppur Mortadella.
Gran bardo sei della famiglia
ma di accezione alquanto bislacca
di chi, potendo, affastella e piglia.
In punta di piedi, anzi di dita,
in sella andasti al cavallo morente
mercé il Sultano Ciriaco De Mita.
Poi la carriera, che dalla RAI
in parlamento ti porterà, giunse
senza fatica né alti lai
alla poltrona, anzi sofà,
di un ministero, nota dolente,
della giustizia (marcescente)
in un’Italia tanto avvilita,
in cui stipendio costa fatica,
non come chi per divertirsi
usa aerei presidenziali
per godersi come turisti
corse di macchine e baccanali!
Un figlio qui, una figlia là
un amico giù e uno su,
con sicurezza d’impunità,
hai installato nelle istituzioni
una colonia di terroni
giunti esangui da Ceppaloni.
Vanti amicizie, quali Campanella,
non Tommaso ma Francesco, e un Totò,
non già de Curtis, ma quel santo di Cuffaro:
a me sembra alquanto strano
il tuo monumento alla Famiglia:
a ben vederlo, è un vespasiano.
eh, magari…
ma quanta “cattiveria” verso un tipico, ancorché modesto, rappresentante delle nostre genti!
si sia, suvvia, inclini ad un religioso perdono, e si conceda la possibilità che ove il caso (?) in luogo di letture ci avesse dato potere, non troppo dissimili ci troveremmo a rimirarci.
sicuramente no?
un saluto