Siano spoliazioni da ramaglie arse, da cui sia giunto
nunzio, osservante et mirato. Lo sguardo
che domina l’insano, dal manto
all’austera casa del’interrogante. Al nero, all’abisso
dell’estinzione in un arco senza tremore.
P.S. Questi versi sono stati scritti in agosto, dopo aver visitato Palazzo Corvaja a Taormina, dove era esposta “L’Annunciata” di Antonello da Messina. Dal 04.10.2007 tale dipinto è in mostra al Museo Diocesano di Milano.

Versi davvero molto belli per uno dei massimi capolavori della pittura di tutti i tempi.
fm
http://www.enricomariaradaelli.it/aureadomus/convivium/img/giotto_porta_aurea.jpg
a me ricorda la donna in nero di questo quadro di Giotto. Misteri e meraviglie dietro agli sguardi di donna.
quell’arco senza tremore
mi fa vedere un tremore…
intensa, come ogni cosa quando è spinta dall’arte.
ciao Enrico
molto belli.
un saluto
paola
ho bei ricordi di palazzo Corvaja, che mi fanno apprezzare ancora meglio.
suggestivo il riferimento di Antonello Sparzani.
sì, belli
A dire il vero, caro Frank Marotta, io credo che codesti versi siano stantii, meccanici, polverosi e pieni di muffa… C’è una tendenza – e per fortuna non in tutti – in molti poeti meridionali all’ uso di una lingua pseudo-aulica o pseudo- antica, malpensando che sia poetica, e che, invece, non ha proprio nessun riscontro con la lingua parlata, viva … Non vedo e non sento troppe spoliazioni di ramaglie o di et che nemmeno fosse il Petrarca …
Un indagatore del profondo o dell’inconscio forse potrà spiegare il perché accada ciò, in molti “poeti” del sud …
Io dico solo che non leggerei o pubblicherei mai roba di questo tipo : mi è capitato di incrociare poeti secondo me con qualche potenzialità, qui in rete, o bravi: e l’ho sempre detto apertamente: purtroppo uno di questi ha smesso, un altro pare deciso a smettere e un altro ancora se ne sta molto appartato … Invece quelli scarsi non smettono mai … (purtroppo) …
Un altro motivo di assurda comicità è collocare i suddetti brutti versi vicino ad uno dei massimi capolavori della pittura, l’Annunciata di Antonello, un dipinto così misterioso e splendido nel suo silenzio che non ha certo bisogno di quel fastidioso ronzio di versacci al fianco … L’amico Sgarbi sarebbe inorridito …
Non volermene, Frank… Vi frusto per fortificarvi nel carattere …
E poi ormai mi aspetto di tutto, in arte … Mon dieu …
Ciao
Andrea Margiotta
l’amico sgarbi. fortificare il carattere.
margiotta.
la vita è insulsa.
saluti, nonostante
rs
Chiedo scusa se oso intromettermi in una questione che non è propriamente mia,almeno nel senso che i versi massacrati non sono miei,fermo restando il principio che una volta scritti possano
essere di tutti.In tal senso credo,ma l’autore stesso potrà dirlo,che quando si è difronte a
un’opera d’arte che ci prende a tal punto emozionalmente e per la sublime bellezza e per il suo significato-significante,e quando poi l’opera in questione addirittura è “così tanta”,forse può
scapparci un “et” che all’autore è sembrato in tema con la sacra immagine rappresentata.Forse.
E poi,chiedo al poeta sceneggiatore autore tv Margiotta,se i canoni della poesia vengano stabiliti da lui come se fosse un ricettario per dolci o una sfilata di alta moda.
In poesia ,per me,non c’è moda che tenga,ognuno scrive secondo l’ispirazione del momento e non farei molte distinzioni geografiche altrimenti io che vivo al sud e poeti,mi creda,ne ho conosciuti anch’io,potrei dire,ma è solo una mia opinione,che molti poeti del nord sono freddi,asettici e per nulla generosi nel dono della parola.
“Vi frusto per fortificarvi nel carattere….”.E torniamo al punto di partenza,chi è lei per
fustigare? Solo il poeta sa e non ha certo bisogno di metodi coercitivi per rendere migliore il suo verso.La Poesia nasce da sola,guai a spingerla nei canoni di una modernità,che per me,potrebbe significare spersonalizzazione,non identificazione ,perchè se tutti si mettessero a scrivere allo stesso modo,sarebbe come se nessuno più scrivesse.
Cari saluti
jolanda
Non posso fare a meno di collegare questo dipinto a un momento personalissimo, per cui grazie ..un ricordo rimbalza, un’emozione mi stringe e mi ammutolisce.
“se tutti si mettessero a scrivere allo stesso modo,sarebbe come se nessuno più scrivesse.”
VERO
Dimenticavo,due poeti del sud,caro Margiotta,se gia non li conoscesse,ci può provare ora:Lorenzo Calogero e Franco Costabile. Due, ma ce ne sono ancora.
Risaluto
jolanda
A guidare nella scrittura è l’ispirazione, e dunque ben vengano et, lo, etc.. vuol dire che l’autore qui è rimasto così (inconsapevolmente) coinvolto che così si è espresso. Sgarbi per quel che mi riguarda si può esprimere inerentemente all’arte, non certo alla poesia ..anche se oggi tutti sono tutto ..poeti, critici d’arte, scrittori, e quant’altro.
Una buona domenica ..anche a Sgarbi ..e alla sua mamma Rina 🙂
Una volta io ho scritto: -con lo sorriso più tenero stampato nel volto- ..e mi pento di aver sostituito quel -lo- con il, che sinceramente ..non mi risuona musicalmente per niente.
Dunque benvenuti ..dic, duc, fac, fer, etc.. Perché considerarsi prigionieri di eleganze stilistiche e non permettere al proprio cuore di volare come sente?
..per eleganze stilistiche intendevo espressioni corrette alla luce della lingua italiana corrente, dell’oggi.
..ribadisco il valore dello spontaneo (inconsapevole), perché se così non è risulta artificioso il tentativo dell’aulico ad ogni costo ..solo perché considerato fascinoso.
Questo il mio pensiero con rinnovati saluti
Sempre per Margiotta,altri due grandi con i quali ho avuto la fortuna e l’onore di dialogare di poesia,di problemi sociali,di vita. Due grandi che purtroppo non ci sono più.
Gilda Trisolini con i suoi versi sobri,fini,eleganti.Una Donna con la D maiuscola.
Emilio Argiroffi medico,senatore a vita,sindaco,Artista a trecentossessanta gradi e non basterebbero neanche cento pagine per dire del suo credo e di come si sia speso anche umanamente per lo stesso.
risaluti
jolanda
chi di voi ha mai visto questo dipinto nella sede di Palazzo Abatellis ? e chi di voi si è sorpreso nel vedere quanto sia ‘piccola’ l’enorme dimensione di questo dipinto ?
sui versi stantii e moderni ma è rinascimentale questo dipinto? nella composizione lo è di certo ma quella mano che si veste di una energia che non necessita neanche dell’accenno di un polso è un cavallo pazzo che corre sulla scia del tempo e che sfiorandoci con la sua criniera ci oltrepassa. qual’è il tempo di questo quadro? io ne riconosco solo il luogo.
@Jolanda
poesia non è mai nata. poesia era. poesia è. propagazione dell’età dell’albero
e ancora prima e dopo spirale attorta all’unisono
incompiuto tutto compiuto del DNA di ogni cosa.
da prima dell’uomo già nell’uoo.
e prima di Jolanda Catalano e di me.
come scrissi già su liberinversi.
questo è quando io penso.
un saluto
paola
Cara Paola proprio a me dici queste cose?
E’ ovvio che il mio “nasce” indica il vedere la luce del foglio bianco sul quale con levità o forza ancestrale si posa.Bimbo in grembo materno da sempre prima di noi,con noi e speriamo anche senza di noi.
cari saluti
jolanda
“Cara Paola proprio a me dici queste cose?”
si. e (si ° –> per gradi) c’intende per l’intesa. un doppiano al piano –
movimenti di puntatori d’azione
un saluto caro a te.
paola
Caro Andrew Margiotta, scusa il ritardo, ma ti leggo solo in questo momento. E ti ringrazio. Starei quasi per chiederti di continuare a frustarmi e di rafforzarmi nel carattere, ma ti prego solo di pazientare un po’: ce n’è già parecchi in lista, e non sono solo poeti.
Che dirti? Penso solo che Enrico abbia voluto, scrivendo quel testo, esprimere la sua “emozione” (senza tempo) proprio in quel linguaggio, e con quelle volute lessicali e sintattiche, per adeguarsi a ciò che quel dipinto suscita: indefinibile e incontestualizzabile.
Poi penso anche (due pensieri in una sola giornata!) che una poesia può piacere e non piacere, ma ciò nulla toglie alla sua esistenza: il fatto che a qualcuno possa non piacere ciò che scrive Margiotta, e a qualcun altro ciò che scrive Marotta, cambia qualcosa nella vita e nella scrittura di Margiotta e Marotta se, come è sperabile, credono con sincerità a quello che fanno e scrivono?
Ho piacere di rivederti (sta per “rileggerti”: il privilegio della visione diretta mi è, purtroppo, spero per poco, ancora negato) bello pimpante di nuovo in azione; se ti dico che mi mancavi tu non mi crederai mai, ma ti assicuro che è la verità. Solo, non riesco a seguirti, soprattutto sul sud e sul nord e sugli altri punti cardinali. Vedi, io sono di centro: abito al terzo piano di un palazzo di cinque, ubicato a metà strada (proprio al centro, come l’amico Pierferdinando, che sicuramente conscerai anche tu) tra un quartiere di celoduristi (tutti appassionati di poesia, arte e letteratura: se li senti declamare versi, ti commuovi) e uno di leghisti (tutti appassionati di letteratura, arte e poesia: se li senti disquisire di Antonello da Messina, ti commuovi ancora di più).
“Non volermene, Frank”: e perché dovrei volertene, Andrew? Ti ripeto: mi sei mancato: e sono stati mesi da incubo.
Ti saluto, caro, col desiderio struggente, purtroppo inappagato, di baciare la mano con la quale hai digitato il tuo commento. Un abbraccio anche all’amico Sgarbi.
fm
grazie a tutti per l’attenzione ( E SCUSATE PER IL RITARDO CON CUI LEGGO I COMMENTI).
@ Sparzani
@ Fabry :
in effetti la citazione di Giotto è assai suggestiva – mi ha sempre colpito un certo nero al femminile, questo lato lunare in prossimità del tempo fertile, le Madonne nere meridionali/orientali, ma anche il nero del lutto (ricordo donne in nero per venti/trentanni in una Siclia di non troppi decenni passati)
@ Fabrizio: a Taormina, ai suoi luoghi, paesaggi, monumenti, alla sua aria, sono legato visceralmente (sarebbe bello fare un’estate da quelle parte un pubblico incontro di LPELS)
@ FM, ti ringrazio di cuore, al solito cogli in pieno l’essenza di un testo e l’animo di un autore: in effetti io sono stato mosso (com/mosso), nel rivedere il dipinto di Antonello da Messina, da una sorta di oscura luce atemporale che ne fa un unicum nella sua epoca, anche quando i suoi quadri hanno come sfondo i luoghi della sua giovinezza (lo Stretto, le isole Eolie, il paesaggio urbano/rurale della Messina della sua epoca), sembra andare ogni provincialismo per approdare ad una grande metafora del mondo e dell’umano
@grazie a Marina Pizzi (VERO…)
@ grazie a Carla, Jolanda (ho letto con trasporto Calogero, conosco solo di nome Costabile – provvederò…), Rina, Ruggero, Angela, Paola, Andrea (mi sono fortificato assai, ma amo una lingua che sublimi e non copi il reale, che sia in/attuale, ed “eternamente” contemporanea, come i quadri di Antonello da Messina o i versi di Emilio Villa, in italiano, latino ed accadico,
e poi… de gustibus non est sputazzellam, diceva il Prince De Curtis…)
Signor Enrico,
per sublimare non c’è bisogno di usare una lingua paludata o patinata d’antico …
Non per mimesi della realtà (in cui non credo, io discepolo di Mario Luzi, poi…) bensì per semplice buon senso …
Lei è libero, ovvio, di amare la lingua che crede … Di esprimersi come vuole … Di confondere diritto all’espressione-emozione soggettiva ed eterna, come lei dice, con il dovere di esprimersi ad arte …
Ma, come ho già detto in un altro post, l’arte è sempre una forma di obbedienza …
E per nulla democratica …
Continui pure, dunque, ad usare una lingua in/attuale ma metta in conto il rischio che il vero in/attuale potrebbe diventar lei, proprio come incidenza nel discorso della poesia d’oggi …
Mon dieu …
PS Francesco (Marotta) , se trovo un po’ di tempo vorrei risponderti nel mio blog …
Il tempo è la mia bestia nera …
Ciao
PS II Solmi(parente del grande critico?) dici che non sei un poeta ma ti assicuro che il tuo quasi haikù giapponese non è male, di una malinconica quotidianità un po’ rassegnata … 😉
Andrea Margiotta
….o con me o senza di me….
così non ci può essere dialettica
peccato Margiotta,peccato!
saluti
jolanda
Che quadro totale! Giusto l’omaggio, anche se non condivido formalmente il poetare di Enrico. Ma è solo una questione di gusti… di orecchio.
è sì, Gian
è proprio un quadro totale
il tuo passaggio stasera!;-)
Bonsoir
bonsoir.
passaggio totale.
stasera. quadro.
emoticon di rappresentanza.
baveno e lavoro meno.
quando farà le pulizie?
mai.
saluti,
rs
ci avrei giurato
che sarebbe passato!
clap clap…
Lei è molto divertente!
saludos
Buenas tardes!
;-))
non mi prenda per uno prevedibile. sono un gatto selvatico.
allora, ci sono i mocio vileda in offerta, questo mese.
saluti,
rs
# 26 Carla. In effetti stasera ho spaziato in lungo e in largo, sotto e sopra, avanti e indietro… 😉 neanche avessi fatto io le pulizie 🙂 ché, se m’impegno, tutto infine spumeggia e luccica, tintinna, trilla e gorgheggia, visto che ci do di gomito alla romagnola… una vecchia ma sempre sana abitudine.
# 27 Liste. Non pensavo che Carla ed io generassimo gelosie 😉 significa che siamo pensone in vista? 🙂
@ caro , caro Gian, davvero…
non credo che Liste sia geloso ( a differenza di me ) ma conosce bene le sue bestie(come me del resto…)
le sane abitudini vanno mantenute, quelle romagnole poi … dandoci di gomito sempre e comunque. 😉
@Gian, sei una cara persona!
non dubiterò mai del tuo nome.
ciao
🙂
# 31 Paola. Cara, cara Paola, davvero… non ti sapevo così gelosa della mia persona e della ‘bestia’ romagnola che la vive 🙂 ciò mi lusinga e mi incita a pulire ancora di più. Hai bisogno di una colf? Mi accontento di vitto e alloggio (ormai noi italiani non possiamo pretendere di più, vista la concorrenza slava) 😉 Un bacio a te… rovente… direi vulcanico, quindi arietino. 😉
# 32 Carla. Perché, dolcezza mia, avevi dubitato del mio nome? Per quale motivo? Io, di te, non ho mai dubitato e mai dubiterò, visto che so quel che scrivi e mi piace… e ciò è un biglietto da visita non da poco. Un bacio anche a te, acquoso… direi lagunare, quindi scorpionico. 😉
non chiamatemi liste, mi chiamo ruggero solmi.
saluti, nonostante tutto
rs
Ma la simpatica signora (o signorina) Jolanda – la figlia del Corsaro nero di salgariana memoria –
per qual motivo perora con così grande passione la causa del signor Enrico?
Sarà mica innamorata? 😉
E tanto mi punzecchia e stuzzica, io che invece apprezzo l’energia mitica di alcuni suoi versi (della Jolanda) ?
Vabbé che i miei antenati pare che fossero castigliani, e con i catalani non s’azzeccano molto … Però …
Mon dieu …
Andrea Margiotta
Caro Margiotta,ero signorina poi signora,nel senso di coniugata,ora non so se dico bene,sto per
ritornare signorinarimanendo comunque sempre signora.
non conosco Enrico,ergo non posso esserne innamorata.
Io la punzecchio perchè non mi sono mai oiaciuti i discorsi che scendono dall’alto,forse inconsapevoli?,come se fossero la sola verità possibile.
Così come nella vita,anche in poesia ci possono essere ampi spazi d’espressione.
Lieta che lei apprezzi l’energia mitica dei miei versi ( miei? ) anche se non so dove abbia
potuto leggermi visto che vivo la penitenza del mio poetare.
Castigliani o catalani cosa importa,non sono violenta,amo solo puntualizzare il mio sentire.
cari saluti mom dieu
jolanda
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