Questo pezzo è uscito ieri su Liberazione e costituisce uno dei commenti possibili alla vicenda dell’accordo su Welfare e lavoro in discussione in questi giorni nelle assemblee dei lavoratori. E’ scritto da Don Gianni Oderda, prete operaio e delegato Fiom di Rivalta all’Avio.
Romano Prodi questa mattina è venuto a Rivalta all’Avio. Alcuni lavoratori hanno distribuito il volantino: “C’è chi dice no!!!”. All’ingresso dello stabilimento abbiamo atteso l’arrivo del Presidente del Consiglio e per un’occasione favorevole mi sono trovato di fronte a lui. Gli ho consegnato il volantino delle nostre Rsu per il No. I lavoratori fanno fatica a comprendere certi disegni politici che li penalizzano gravemente. Ho detto a Prodi che sappiamo della sua convinzione religiosa e gli ho detto che un cristiano non può eludere il vangelo nelle sue scelte di vita. E’ fondamentale tutelare i lavoratori più deboli e come battuta (ma non era una battuta!) gli ho detto che il vangelo ci impedisce di privilegiare l’interesse di una parte calpestando i più deboli. Naturalmente Prodi ha accettato il volantino. Speriamo ricordi che se lo è messo nella tasca sinistra della giacca.
La foto: Manovale, di August Sander, 1928


Mi sembra di rileggere Come un atomo sulla bilancia di don Luisito Bianchi.
(Luisito, prete operaio negli anni 60, un giorno, venuto a conoscenza che il Vaticano ha una partecipazione azionaria in Montecatini si domanda che nesso ci sia tra la Parola e i dividendi).
Vasco solo con “C’è chi dice no” ne ha fatti di soldi.
Lasciate le speranze agl’innamorati
Mauro, Vangelo? Poveri? eh, beata innocenza. In qualunque paese occidentale normale la carriera di Prodi sarebbe terminata da anni; altro che affidagli volantini.
Blackjack.
Io ho parlato con alcuni delegati dell’azienda dove lavoro. Mi hanno detto che per il referendum di domani è scontato il voto negativo della maggioranza. Come è scontato che l’esito “finale” sarà positivo….
…è che non v’è altro che Prodi, almeno per ora. e per fortuna, e senza nessuna intenzione di offendere intelletto alcuno.
Sarà che ho gli occhi vecchi, ma il-nuovo-che-avanza proprio non lo scorgo…
Saluti
che pizza la politica… serve solo a scaldare il deretano a chi si spaccia per essere quello che ha la soluzione a tutti i problemi . sono tutti uguali con i loro sorrisi sornioni e gli stipendi da nabbabbi(sarà per quello che sorridono tanto?)…e tutto il resto è noia
Romano Prodi è una bella persona e, per quel che ne so, è anche un bravo cattolico.
Anche Silvio Berlusconi è un bravo ragazzo e, se non ricordo male, ha fatto sempre tanto per i più deboli.
L’altro giorno Don Gianni Odorda è riuscito a infilare un bigliettino nella tasca sinistra del Professore, e tra un paio di mesi ne infilerà sicuramente un altro nella tasca destra del Cavaliere.
Visto che della bellezza non ce n’è mai abbastanza, io, se ne avessi facoltà, li farei governare per un po’ di tempo insieme, così tutti gli umiliati e gli offesi avrebbero finalmente quello che si meritano, e il resto della compagnia potrebbe tranquillamente continuare a spartirsi quello che resta.
Quando si dice la speranza…
“E se saltasse tutto, i più deboli starebbero meglio o peggio?”
Sarcasmi a parte, a me sembra che questa domanda di Epifani meriti almeno una risposta.
Nel mio sito ho postato questa riflessione, che quasi sicuramente metterò in pratica alle prossime elezioni per la prima volta:
http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?cat=20
vota antonio.
saluti,
rs
Un bel film con una interpretazione prestigiosa di Totò.
Ne approfitto per congedarmi da voi.
Pensavo all’autunno caldo sindacale, era il lontano 1969, Prodi non sarebbe uscito vivo da qualsivoglia fabbrica. Mastella ha dichiarato che siamo di fronte a un neoterrorismo. Ma quand’è che ci liberiamo da questi tristi e pericolosi soggetti politici?
Considero riduttivo usare questo testo per una filippica contro Prodi. Almeno io non l’ho postato con questo obiettivo. Quello che trovo interessante è la considerazione su vangelo e povertà. Don Oderda dice le stesse cose di Giorgio La Pira, il sindaco di Firenze che ha speso la sua intera esistenza aiutando i poveri (perché i poveri esistono in Italia, e come), con una organizzazione da lui stesso fondata e la donazione, che ha fatto per tutta la sua vita, del suo stipendio da deputato. Diceva La Pira, dice Don Oderda, che seguire il vangelo è incompatibile con lo sfruttamento dell’uomo. Questo dovrebbero ricordarsi tutti quei potenti – politici e capitalisti – che non si perdono una messa e il lunedi continuano ad arricchirsi in maniera scandalosa. Riflettere su questi temi è un conto, approfittarne per gettare il solito malanimo su Prodi e company (che non è “pericoloso”, Marco, è semplicemente in conducente temporaneo di una diligenza che procede lungo un percorso già tracciato, che è il profitto dell’impresa, il potere economico, e certamente lo è meno di tanti altri) è inutile e scontato.
Non è inutile e scontato, Mauro, attenzione! Con gli scontati… nascono le dittature!
Marco, ci sono riflessioni, che noi facciamo ogni giorno, di alto profilo e di basso profilo. Io ne faccio tante, troppe di basso profilo, ma vedo che non portano da nessuna parte, sono sterili, inutili, fine a se stesse. Evocare la dittatura accostandola a uno come Prodi è una battuta di basso profilo, oltre che del tutto inconsistente.
le dittature del “silenzio” , Mauro, cerca di leggere tra le righe. é difficile che faccia battute di basso profilo, leggimi in giro…per la rete. Non essere presuntuoso.
commentando su Ni, scrivevo che la politica ha senso solo se difende i deboli. i forti, infatti, si difendono da soli. il resto non è politica, è quello che oggi si definisce “casta”.
Marco, non ti irritare per niente. Buon per te se non fai battute di basso profilo, perché a me ne scappano a carriolate. Ma è utile riconoscerle.
D’accordo con Fabry.
# 13. Allora ben vengano gli scontati! 🙂
Post intelligente, Mauro, condivido il tuo # 12. “Quello che trovo interessante è la considerazione su Vangelo e povertà. Don Oderda dice le stesse cose di Giorgio La Pira, il sindaco di Firenze che ha speso la sua intera esistenza aiutando i poveri (perché i poveri esistono in Italia, eccome)…”