Per la seconda volta

di Emanuele Kraushaar

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E fu proprio quando lo scrupoloso e diligente studente della facoltà di Lettere e Filosofia Gianmaria Ventola, ventuno anni il giorno dopo, chiese per la seconda volta: “Ma perché scrive?” che il giovane scrittore svedese neokafkiano D. H., dopo aver fissato per un paio di secondi Gianmaria Ventola, decise di mollare definitivamente il mondo della scrittura.
“Ci sono tanti muri da imbrattare” pare abbia detto ad un suo amico intimo, iniziando a spruzzare un po’ di vernice sopra a un muro vicino alla fermata metro della Garbatella.

23 pensieri su “Per la seconda volta

  1. mariobianco

    Ecchèdiavolo!
    ‘Sto giovine svedese non poteva andare a imbrattare il sottosuolo di Stoccolma sua?
    No.
    Era meglio, a pensarci bene, che imbrattava carte co’ stampante di pc, così non scialaquava in bumbulette, barattoli, pennelli e non insozzava muri, ecco!
    Meglio ‘nu scrittore recluso in suo stambugio vuoi camerino,
    che ‘nu pittore sciacurato che sporchezza l’Esquilino,

    come dissero Quintiliano e Lattanzio

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  2. Marina Pizzi

    Emanuele, perché il raccontino si intitola così?
    sai, sono un po’ vecchiarella come quella barbona con il topo con 3 occhi che… (oscenità davvero imperdonabile dello pseudo racconto)

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  3. Luciana L. (e non S.!!!)

    Per superare queste scaramucce, perché non si va tutti insieme al cinema a vedere SCRIVILO SUI MURI? 😉

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