Ritorno
Non sparate sulla mia malinconia
lasciatemi alla deriva del silenzio
affinché ogni mio pensiero possa
trovare il suo respiro
Per me – vi prego – non battete il tempo
perché il mio tempo è acqua
è la schiuma che scivola con l’onda
sopra l’abisso dell’istante
E allontanatevi quando i miei occhi
rubano al sogno un’altra fantasia
o toglietevi il cappello: oggi sono,
anche se ieri mancavo all’appello
*
Non scherzare
Quando mi dicono di non scherzare
so bene d’aver centrato il bersaglio:
la sporca coscienza mette il bavaglio
alla parola che vuol denunciare
*
Fiction
Quando i sentimenti dei personaggi
restano rinchiusi come ostaggi
e sostenuti non sono dalla recitazione
stai guardando una fiction in televisione
*
Televisione
Sul video l’ossimoro resiste:
la realtà sbiadisce e il nulla consiste.
*
Tre minuti
M’hanno offerto tre minuti in televisione
per tentare di sanare il mondo ferito
ho scelto il silenzio, per mera riflessione…
ci ho provato, ma nessuno l’ha sentito
*
Giornalisti
Apprezzavo i giornalisti, ottimi traduttori
di vicende incomprensibili a molti lettori
ma oggi sono in aumento i cronisti fessi
che scrivono il giornale soltanto per sé stessi
*
Carpe diem
La mia puntualità viene fraintesa
La mia precisione viene fraintesa
La mia educazione viene fraintesa
Non c’è che fare: è l’ora della resa
*
Chat
soufflé on-line
Parole come orgasmo della mente
in attesa d’un appuntamento che
l’animo attento sempre rimanderà
II
La sicurezza della propria tana
la certezza di non mostrare il viso
il volo immaginario di fantasie
e il silenzio disonesto col mondo
fanno esplodere libera l’essenza…
è questo il nostro pianto più intimo
III
Schegge di solitudini distratte:
“Stanotte mi porti in giro per Roma?
Ho voglia di passeggiare, parlare…
..e forse proprio con te”
IV
“E quando si fa notte
il mio cuore di fanciulla tradita
e il mio corpo di moglie trascurata
cercano te e la placida illusione
della parola che rasserena”
V
Mentre le parole diventano
sempre più calde e trasformano
l’amicizia intellettuale
in perverso abbandono e senza fiato
esprimo un desiderio delicato:
cogliere il bagliore dei tuoi occhi
lontani
VI
Canto immaginario di una sirena
che dirigo come un preludio verso
le tenebre sataniche del verbo…
e ascolto muto il silenzio carnale
VII
L’artiglio d’un aggettivo s’incastra
nel guscio di un sospiro che fugge via
scorrendo su un rigo pieno d’errori
VIII
Anima galeotta d’ignoti cuori feriti
che giochi tra la disperazione astratta
di un marito e il muto dolore di una moglie,
accarezzi con perfidia il pianto secco
dell’uomo e asciughi le lagrime alla donna
con ricami di dolcezza innata…
ma negli intenti non si scorge il fine
*
Burrasca
Quanto ti costa rischiare la vita
a mare tra le onde in rivalità
se sulla terra ogni sortita
diventa il rogo della tua libertà?
*
Navigare
Lasciarsi cullare sull’eco infinita dell’onda: una danza
antica per assaporare il fascino del disagio
come l’appoggio precario della frase d’un adagio
ma anche l’elegante dondolio di una speranza
che brulica tra un ricordo e una fantasia,
il sogno primordiale che avvolge e fugge via
“Quelle che smuovono…” – Fausto NICOLINI
Campanotto Editore, 2007
Nota introduttiva di Vito Riviello
Fausto Nicolini, napoletano del 1965. Adolescente si appassiona alla danza e partecipa anche a un “Don Chisciotte” con Rudolph Nureyev. Nel 1980 incontra lo scrittore e regista Giuseppe Patroni Griffi, il quale, intuendone passione e volontà, lo sceglie come suo assistente. La collabo¬razione continua fino al 1997. In questi anni Nicolini lavora con i più famosi attori della scena italiana: Valeria Moriconi, Franca Valeri, Vittorio Caprioli, Ilaria Occhini, Leopoldo Mastelloni, Mariano Rigillo, Umberto Orsini e i giovanissimi Luigi Lo Cascio e Giulio Scarpati. Dal 1988 è iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti e, parallelamente al teatro, svolge l’attività di corrispondente sportivo da Roma per “Il Mattino” di Napoli e saltuariamen¬te di cronista teatrale per l’edizione romana del “Corriere della Sera”, quotidiano presso il quale, poi, trova stabile impiego. Comincia, quindi, per lui un periodo professionale estremamente noioso, ma poeticamente prolifico. Nel 2000 fonda e dirige il mensile “Ronciglione e dintorni”. Dall’aprile 2006 collabora con l’Associazione Patroni Griffi, conti¬nuando a coltivare il suo amore per il teatro. La sua prima raccolta poetica è del 2007: “Quelle che smuovono…” (ed. Campanotto).
Nota
C’è una tensione costante nelle poesie di Fausto Nicolini, originata da una coscienza vigile e un senso di disillusione – lo sguardo ai mali endemici della nostra società: politici, di costume, relazionali – espressa con registri di stile che vanno più o meno a coincidere con le tre sezioni del libro: Quelle che smuovono il sorriso…, Quelle che smuovono il mare…, Quelle che smuovono il cuore… Ad una vena comica, prevalente, se ne aggiungono dunque una metafisica e una lirica, quali estrinsecazioni di una naturale disposizione d’animo che ogni giorno, in ogni momento, si manifestano verbalmente o in versi con urgenza e varietà di tono, di umore, di sentimento.Il titolo del libro e delle tre sezioni – “Quelle che smuovono…” – ci sembrano rivelare una resistenziale, ottimistica fiducia nella parola poetica e, in fondo, nell’uomo. Perfettamente in linea col “non prendersi sul serio” che è spirito fortemente aleggiante in questa raccolta. Non possono sfuggire, già dalla lettura dei primi versi, i richiami alla tradizione (antica e recente, dalla poesia gnomica trecentesca a quella del Gruppo ’63, e di Toti Scialoja) per quanto concerne il registro comico – come segnalato da Vito Riviello nella sua nota introduttiva – e la metrica, per l’uso frequente dell’endecasillabo e della rima alternata o baciata, o dell’assonanza; scelte che accentuano nel dettato, rispettivamente, una maggiore discorsività e musicalità.
GN
