Attenzione Uscita Operai

di Savio Loquace

Mai nome di collana fu più azzeccato di quello che da alcuni anni contraddistingue la principale peculiarità della casa editrice milanese NoReply. Parliamo della collana “Contagi”, nella quale musica e letteratura si sposano spesso alla perfezione, qualche volta in maniere più insolite, sempre all’insegna di un messaggio: il libro è morto, viva il libro.
Che gli amanti della carta stampata stiano però calmi: nessun funerale è stato ancora annunciato. Molti alberi continueranno a cadere, molte librerie continueranno a lavorare.

Ma di fatto, oggi, affiancare all’oggetto “libro” supporti che possano renderlo più multimediale, più moderno, non è affatto un errore – così come non è un errore che in questo tipo d’operazione ognuno svolga il proprio mestiere: gli scrittori scrivono, i musicisti suonano.
È quanto accade nel recente “Attenzione Uscita Operai” (NoReply, pp. 112, € 19 – con cd), antologia di racconti curata da Leonardo Pelo e dal gruppo dei Banda Putiferio, autori del disco allegato. Ricco di ospiti, l’album propone brani a cui gli autori dei racconti inclusi nel libro si sono liberamente ispirati – ed è questa la parte più intrigante: vedere quanto e come i due linguaggi a confronto si sono compenetrati a vicenda, dando infine luogo, felicemente, a una serie appunto di “contagi”. Parecchi gli illustri ospiti che i Banda Putiferio hanno invitato a partecipare nel disco. La scelta e il gusto musicale sono ampi: si va col massimo della disinvoltura da Sergio Berardo ad Alberto Morselli, rispettivamente di provenienza Lou Dalfin il primo e Modena City Ramblers il secondo, per arrivare all’eclettico performer Antonio Rezza, fino a Max Tozzi dei Cinemavolta (anche lui apparso da pochissimo sempre per NoReply, col romanzo “Smetti di essere felice”) e gli Yo Yo Mundi.
Tema portante dell’album e dell’antologia è il lavoro: altro tassello, questo, che si aggiunge dunque a una letteratura capace di rendersi testimone e strumento di critica all’immediata contemporaneità. Storie su contratti a breve termine e più in generale sul problema del precariato, che possiede nostro malgrado tante e tali sfaccettature da scriverci sopra altro che un’antologia di racconti, si sprecano – e, non a caso, nessuno degli autori ci risparmia neppure qui un piccolo calvario di qualche pagina, l’interpretazione personale, e letteraria, di un mestiere. E se i nomi sono quelli di Andrea Bajani, Fran Krauspenhaar e Luca Ricci, tanto per pescare dal libro tre esempi a caso, possiamo stare certi che la lettura di questo agile volumetto sarà intelligente, a tratti grottesca, senz’altro stravagante, come lo è la sua calzante, e non necessariamente tale, colonna sonora.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *