Lettera a due madri, di Jolanda Catalano.

Lettera a due madri, Città del sole edizioni , 2004.

Relazione di Benedetta Borrata

Perché a due madri? La risposta è data dalla stessa poetessa in una delle composizioni dedicata a Gilda Trisolini : due madri Gilda/ due nella mia vita,/ una di sangue che mi diede amore,/ l’altra di poesia e di parole. In questo corpus di poesie, di Jolanda Catalano, è centrale la figura della donna ( la donna che non piange mai ),in quanto detentrice di una forza naturale ed autentica che è l’amore materno; anche dopo la sua morte, la madre è sempre un saldo punto di salvezza, di protezione, energia vivificante, corrispondenza di segrete verità, è percorso iniziatico di elevazione, di rigenerazione spirituale per il superamento dei valori terreni e la conquista di valori metafisici.

Una raccolta di poesie,dunque, dedicate alla madre e a Gilda; i versi per Gilda sono testimonianza d’affetto, di devozione, di gratitudine e diventano anche locus ideale per esprimere l’idea stessa di poesia. La poesia è gioiosa dimensione dell’esistenza. Importante, poi, il richiamo alla madre, attraverso numerosi versi: il tono elegiaco accompagna il recupero memoriale del passato da cui emergono momenti di dolore, le fatiche dell’esistenza anche attraverso la figura del padre; la stessa sofferenza, toccato il punto più alto e più oscuro, è catarsi,diventa liberazione e pace.

La particolare abilità poetica di Jolanda Catalano sta qui nel creare, attraverso la forma epistolare in versi, un’atmosfera di miracolo e di sogno, lo scenario di apparizioni sovrannaturali in cui la figura della madre, la madre di sangue o la madre di parole o l’amica Marisa, anche lei madre a cui è negato il sogno di madre canuta, è collocata in una dimensione oltre umana ed è contemplata in una sorta di rapimento estatico, in una riconquistata armonia; una giusta risposta di fronte al Gran Mistero delle cose.

Attraverso l’espediente poetico della lettera aperta, senza conformismi e condizionamenti, la poetessa, cosciente della propria fragilità, volgendo anche lo sguardo al passato, apre di fatto un dialogo con se stessa, sereno ma struggente, che è bisogno di comunicazione, ricerca di contatto con un mondo di Luce che la affranchi dalle angosce. La forma epistolare fa sì che la poetessa sia narratrice delle vicende; i sentimenti, gli affetti, le sofferenze sono parte integrante dei fatti narrati. Inoltre,Jolanda Catalano, nel confessarsi senza veli, si abbandona anche ad una serie di appassionanti riflessioni. La morte non è il nulla assoluto: l’estinto sopravvive tramite la memoria, il ricordo. La morte, poi, è conquista di Luce e serenità. Il nulla della morte si traduce in Luce. E’ il mare di Luce in cui i poeti usano naufragare; un procedimento analogico per sottolineare il passaggio da una dimensione materiale a una dimensione immateriale dell’esistenza. Morire è riconquistare l’originaria purezza e innocenza dell’Eden.

Altro punto focale è la considerazione sul Tempo. Il Tempo è fermo,scrive la Catalano. Il Tempo si ferma sui segni che lascia nello spirito e sul corpo degli uomini. Il Tempo è fermo dunque, siamo noi a girare intorno ad esso, a creare i movimenti del tempo poiché viviamo nel ricordo di ciò che è avvenuto e nell’attesa di ciò che avverrà. Il Tempo sprofonderebbe nel buio se non diventasse Tempo soggettivo, dimensione della coscienza. L’avventura della Recherche proustiana continua. Il Tempo non è perduto perché, sottratto allo spazio arido, inerte, respira tra palpiti, emozioni, rimpianti, speranze. Valerio Magrelli dice : soltanto il tempo veramente scrive. Da una parte la scrittura del tempo, spesso su pagine grigie; dall’altra la scrittura consolatoria della poesia. Il poeta è traduttore della scrittura del tempo. Segue allora la grande applicazione del poeta nel cercare la verità, lo sforzo non solo di trovare le parole adeguate per esprimere visivamente e plasticamente l’astrattezza del pensiero, ma anche quello di promuovere il godimento estetico attraverso l’armonia dei suoni e del ritmo. Le parole di Jolanda Catalano sono cristalline,perfettamente cesellate e hanno soprattutto il potere di cambiare l’animo di chi legge.

In Lettera breve a Gilda Trisolini, è centrale il ritratto dell’amata poetessa; pochi e sfumati i riferimenti ai tratti fisici che, comunque,servono solo ad alimentare la dimensione spirituale e culturale: il tuo sorriso malinconico e profondo…. Il grigio perla della tua saggezza…. un diniego celato nell’incavo delle ciglia…..E in questi mesi/ di forzata prigionia/ anima-corpo sospesi nel Mistero…. La “ E “ congiunzione dà proprio il carattere della narrazione che si ripete in forma anaforica sul motivo di anima-corpo sospesi nel Mistero,il mistero dell’esistere,del farsi e del disfarsi, del nascere e del morire. Le parole vivono nel silenzio dell’anima, superano la fisicità della realtà. Lo snodarsi dei versi,nella misura del tutto variabile, sembra adeguarsi all’andamento della stessa esistenza. Quindi c’è un’attenzione cronachistica, scandita dalla precisa indicazione dei termini, che finisce tuttavia col porre l’accento sullo sfiorire e sul decomporsi della vita, laddove sembra racchiudersi il mistero delle cose nell’incerto confine tra il contingente e l’assoluto.

Nella lirica A mia madre c’è una successione incalzante di momenti esposti con una voce che non conosce pause; si coglie la foga di un sentimento inarrestabile e infinito. Non ci sono segni d’interpunzione; sono le parole l’importante elemento di comunicazione. Il tono narrativo è particolarmente evidente nella poesia Rhegium julii edito 1998 in cui accanto a Gilda Trisolini appare la figura ieratica di Emilio Argiroffi. Qui, il primo verso, ripetuto integralmente anche più avanti, è introdotto dalla congiunzione “ e “ , il polisindeto che sembra voglia collegare ad un discorso inesauribile di sentimenti, di venerazione, di devozione, di gratitudine; e poi l’imperfetto “ parlavamo “; funzione dell’imperfetto durativa e insieme iterativa: non si può non continuare a parlare di Gilda e di Emilio. La loro speciale identità è presenza costante. Il ritmo lento dei versi suggerisce un clima d’incantesimo, un mondo rarefatto e prezioso in cui tra vita e poesia non vi è distacco. Le voci di Gilda ed Emilio sono talmente alte da superare la soglia misteriosa che sta tra la lontananza estrema e questo mondo; questo mondo è il punto di ritorno.

La poesia di Jolanda Catalano, dunque, si identifica completamente con l’io profondo,con la sua dimensione spirituale più autentica, in quanto mira ad una purezza e assolutezza di valori, alla ricerca della verità ontologica, relativa all’essenza, e non fenomenica,relativa alle apparenze superficiali e contingenti. E’ una poesia che vive nell’intimo legame tra la poetessa e il testo stesso,nel rapporto che si crea tra la parola e ciò che di fatto è ineffabile; la realtà da indagare è immateriale, di cui non si avverte la consistenza perché è tutta interiore e spirituale. Il rapporto tra la parola e ciò che di fatto è ineffabile, si risolve puntando sui cromatismi, sulle anafore, allitterazioni ed ossimori, sulle contrapposizioni: …parole dal silenzio… al pianto di un sorriso… abbraccio di nuvole e di luce. In Lettera a due madri Jolanda si confessa coraggiosamente e, senza infingimenti, denuncia la sua fragilità. La poesia è la sua forza,la reazione dignitosa e consapevole di chi, con umiltà, piega il suo capo di fronte a forze ineluttabili.

Benedetta Borrata vive a R.C. Insegnante liceale,ora in pensione, è tra i componenti la giuria dei Premi Rhegium Julii. La sua prima fatica letteraria è un saggio sulla letteratura dal titolo. IL TAPPETO DI EUDOSSIA, Potenzialità della scrittura a più voci ed. Rubbettino dicembre 2007.

11 pensieri su “Lettera a due madri, di Jolanda Catalano.

  1. jolanda catalano

    Pubblicare queste lettere, Fabrizio, ha richiesto molti e molti anni di riflessione, poi mi sono resa conto, per diversi motivi, che avevo fatto la scelta giusta.
    un caro saluto
    jolanda

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  2. jolanda catalano

    Anche di te, Gaja, solo che in questi giorni ho avuto qualche disguido tecnico.
    ti abbraccio forte
    jolanda

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  3. Domenico

    Lettera a due madri di Jolanda Catalano è un esempio di diario intimo concepito in forma di poesia con un continuum che abbraccia una fase della vita di due poetesse reggine dal rapporto sincero sia umano che poetico, che poi la scrittrice lega alla presenza dolce e nostalgica della madre e di un’amica cara cui sono dedicati due canti a chiusura dell’opera.
    I brevi poemi contenuti in essa si dispongono in un flusso di rapporti tra la preghiera ed il vero e proprio dialogo interiore con le due dolci presenze: la poetessa rievoca la dipartita della Trisolini e la vede come luce e conforto nei suoi pensieri e nella vita di tutti i giorni, rivolge ad essa ed alla cara madre una preghiera perchè all’unisono le facciano comprendere l’assurdo della ‘esistenza, il tutto però infuso in un’atmosfera di pacata riflessione che non oscura necessariamente il cammino verso il futuro.
    A tratti poi vengono messi in risalto i piccoli atti quotidiani in cui Jolanda percepisce quasi con mano la presenza di Gilda e della madre: i momenti dell’abbandono con le mani di tante persone che al funerale non potranno mai sondare l’anima in burrasca di chi ha perso qualcosa di gran valore; le piccole cose coome due vecchie scarpe o i libri che ricordano chi ci ha lasciato e tanto ha fatto per riempire d’affetto la nostra vita.
    I due canti finali sono infine dedicati all’amica Marisa, e più cupi, visto che rievocano i momenti del passaggio verso la dimensione eterna, sono comunque pervasi dal desiderio di voler mantenere un contatto anche solo dell’anima, per affermare ai presenti che in fondo ” Cresceranno anche gli anni sui nostri pensieri d’amore o dolore, non temere Marisa, cresceranno le ore su binari già scritti, cresceranno i minuti e ti verremo a cercare”, nel senso della ricerca di un futuro contatto con la vera vita in cui tutto si unirà alla verità, all’aura luminosa dei veri affetti . Un abbraccio forte cara Jolanda

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  4. jolanda catalano

    Grazie a te caro Domenico per la lettura e per avere ricordato alcuni versi dedicati a Marisa scritti in un momento davvero difficile.
    ti abbraccio
    jolanda

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  5. Paolina

    “Il Natale, madre,ora non ha senso,
    una parola che scivola veloce
    lungo pendii bui di dolore
    e fitte lancinanti dentro il petto….”Ho trascritto questi versi di Jolanda perchè li sento , in questi giorni terribilmente miei e altri, immagino, proveranno la stessa sensazione.Voglio però, in questi giorni di Avvento ricordarmi che nel cuore occorre far posto alla speranza che viene ,che torna ogni anno a ricordarci che ” Il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi”Buon Natale a tutti quelli che leggono . Ciao ,Jolanda.

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  6. jolanda catalano

    Ciao Paolina. Dietro le luci dell’albero, volti e volti e qui accanto a me, per fortuna, due figlie. Grazie per essere passata amica mia.
    ti abbraccio
    jolanda

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  7. jolanda catalano

    Lieta di esserle utile, Egregio, in su la via del suo website, mi sento onorata per la giustezza della causa.

    Glielo dico in confidenza, non era da Grand Hotel ma da Museo dello strumento musicale.
    saluti e riverenze
    jc

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