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Perdere il sonno e cambiare lingua. Due prove, l’una indipendente da sé stessi, l’altra deliberata. Da soli, faccia a faccia con le notti e con le parole.
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Un silenzio improvviso nel mezzo di una conversazione ci riporta d’un tratto all’essenziale: ci rivela a quale prezzo dobbiamo pagare l’invenzione della parola.
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Ciò che non è straziante è superfluo, almeno in musica.
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Non è grazie al genio ma grazie alla sofferenza, e solo grazie ad essa, che smettiamo di essere una marionetta.
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Più si è sofferto, meno si rivendica. Protestare è segno che non si è attraversato alcun inferno.
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Divorare una biografia dopo l’altra per persuadersi meglio dell’inutilità di qualsiasi impresa, di qualunque destino.
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Pubblicare un libro comporta lo stesso genere di noie di un matrimonio o di un funerale.
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Si insiste sulle malattie della volontà, e si dimentica che la volontà come tale è sospetta, e che non è normale volere.
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Alla minima contrarietà, e a maggior ragione al minimo dispiacere, bisogna precipitarsi nel cimitero più vicino, dispensatore immediato di una calma che si cercherebbe invano altrove. Un rimedio miracoloso, per una volta.
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Quale sollievo gettare nella pattumiera un manoscritto, testimone di una recrudescenza di febbre, di frenesia costante!
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Di tutto ciò che si prova, niente dà tanto l’impressione di essere al cuore stesso del vero quanto gli accessi di disperazione senza ragione: a paragone, tutto sembra frivolo, sofisticato, privo di sostanza e d’interesse.
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La musica esiste solo fintantoché dura l’ascolto, come Dio finché dura l’estasi.
L’arte suprema e l’essere supremo hanno questo in comune: dipendono interamente da noi.
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Se obbedissi al primo impulso, passerei le giornate a scrivere lettere di ingiurie e di addio.
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La meditazione è uno stato di veglia mantenuto per via di un’oscura turba, che è insieme devastazione e benedizione.
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E’ l’umanità tarata a costituire la materia della letteratura. Lo scrittore si rallegra della perversione di Adamo, e prospera solo in quanto ciascuno di noi la assume e la rinnova.
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La conversazione con lui era convenzionale come quella con un agonizzante.
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Sono talmente appagato dalla solitudine che il minimo appuntamento è per me una crocifissione.
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Incontrato L. per caso, gli ho detto che la rivalità fra i santi era la più accanita e la più segreta di tutte. Mi ha chiesto di citargli qualche esempio: al momento non me ho trovati, e non ne trovo ora. Ciò nonostante il fatto mi sembra certo…
E.M. Cioran, Confessioni e anatemi; traduzione di Mario Bortolotto, Adelphi 2007
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