Un giovane re, desiderando trovare la sposa giusta, mandò in giro gli araldi per chiamare le aspiranti regine al castello, dove avrebbero dovuto sostenere una duplice prova.
Le giovani più belle e più savie del regno accorsero, ma la duplice prova: senza utensili far sciogliere un blocco di ghiaccio e una roccia, nessuna riuscì a superarla, e se ne andarono tutte, chi perplessa chi furibonda, convinte d’esser state burlate.
Ma dopo di esse venne una ragazza né brutta né stupida, anche se non bella e intelligente come quelle che l’avevano preceduta; e davanti al blocco di ghiaccio sorrise e davanti alla roccia pianse, ed il blocco di ghiaccio e la roccia in men che non si dica si sciolsero.
Il giovane re e la ragazza si guardarono, e nello stesso istante le loro mani si levarono l’una verso l’altra, delicatamente si presero.
I due si sposarono e vissero a lungo felici e prosperi secondo misura; ed il regno con loro.

a me ha ricordato l’incontro del Candido di Sciascia (non quello di Voltaire) con Francesca. Sciascia scrive, più o meno: “non si poteva dire bella, ma era negli occhi e nel sorriso luminosa” – e non lasciò più Candido. è ciò che si augura ad ogni persona di buona volontà: quell’incontro felice, che riempie la vita, “secondo misura”, e la salva (può salvarla). grazie, sempre
massimo
Carissimi amici grazie,
avete colto ciò che era lì apposta per farsi cogliere.
E’ il nostro “moderno” desiderio di pepato e di drogato, d’avventura e di romanzo,
d’eccessivo e di proibito, che soprattutto ci perde.
L’amore è altro, sono le nozze necessarie e lecite fra Sara e Tobia.
La lettura dei folli arabi e dei provenzali doveva essere un’apertura sull’immaginale, non un manuale per districarci o imbrogliarci negli amori terreni.
Aver capito l’eros dell’agape trent’anni fa, ed avere la vita in pugno. Nel pugno giusto.
Un caro saluto,
Roberto
caro Roberto sono rimasto proprio “preso dentro” da questo apologo. Da questa somma condensazione dell’avventura, un’invenzione sopraffina. Perché naturalmente anche qui c’è l’avventura, quella che davvero si dice in una riga. Grazie.
Caro Sparz,
fortunatamente mi resta un po’ di discrasia fra il giudizio morale (per qualcuno magari da trombone) e la dimensione estetico-esistenziale. Il gioco fa cigolare la struttura, ma non la fa grippare. Almeno per ora.
Grazie a te e un caro saluto,
Roberto