di Lawrence Ferlinghetti
I
Siate ingenui, innocenti, non-cinici, come se foste appena atterrati sulla terra (come in realtà siete, come in realtà noi tutti siamo), sbalorditi da quello su cui siete stati scagliati.
II
Scrivete viventi quotidiani. Siate un reporter dallo spazio esterno, che inoltra dispacci a qualche supremo caporedattore che creda alla rivelazione totale dei fatti e abbia scarsa tolleranza per le stronzate.
III
Evitate la provincia, mirate all’universo.
IV
Non frequentate laboratori di poesia, ma se lo fate, andateci non per apprendere “come” ma per imparare “cosa” (Cosa è importante scrivere).
V
Resistete molto, obbedite meno.
VI
Il detto di William Carlos Williams “Non idee se non nelle cose” va bene per la prosa, ma stende un peso morto sul lirismo, dal momento che le “cose” sono morte.
VII
Lavorate su una frontiera, se riuscite a trovarne una.
VIII
Coltivate la dissidenza ed il pensiero critico. “Il primo pensiero è il pensiero migliore” è forse detto che non fa al caso della più grande poesia. Il primo pensiero potrebbe essere il pensiero peggiore.
IX
Mettete in discussione tutto e tutti. Siate sovversivi, mettendo costantemente in dubbio la realtà e lo status quo.
X
Siate poeti, non affaristi. Non soddisfate, non assecondate, specialmente non un possibile pubblico, lettori, redattori o editori.
XI
Uscite allo scoperto, fuori dall’armadio. E’ buio lì dentro.
XII
Aprite le tende, spalancate le imposte, alzate il tetto, svitate le serrature dalle porte, ma non gettate via le viti.
XIII
Impegnatevi in qualcosa al di fuori di voi. Siate militanti. O estatici.
XIV
Essere poeti a sedici anni vuol dire avere sedici anni, essere poeti a quaranta vuol dire essere poeti. Siate entrambe le cose.
XV
Vi auguro una bella giornata.
(Lawrence Ferlinghetti, editore e poeta, nato a New York nel 1919, è stato uno dei protagonisti della scena beat americana. Nel 1956 pubblicò, con la sua casa editrice-libreria City Light, la prima edizione di Howl di Allen Ginsberg, e per questo finì in prigione per pubblicazione oscena.)



memorabile ed indimenticata, agli occhi ignoranti dei miei vent’anni, la sua presenza sul palco (improvvisato) del festival della poesia a Castelporziano. Parlo del pleistocene. Non l’ho dimenticato. Un grande.
“Lavorate su una frontiera, se riuscite a trovarne una.”
Sottoscrivo, grazie del post
Troppo simpatico, troppo bravo. Sono consigli non solo per i poeti ma per tutte le persone capaci, oserei dire le persone libere. Evviva.
Grazie, Mauro. Ottima sfida e non solo per giovani
Dalla VIII alla XIII le preferite.
Giovanni
“Il vero maestro difende i suoi allievi contro la sua stessa influenza”.
Amos B. Alcott
E Grazie!
Chiara
XI
Uscite allo scoperto, fuori dall’armadio. E’ buio lì dentro.
XII
Aprite le tende, spalancate le imposte, alzate il tetto, svitate le serrature dalle porte, ma non gettate via le viti.
“Ma non gettate via le viti”, ci fosse stata questa frase in meno, sarebbe stata molto meno bella.
Sì, sembra un consiglio new age… Oppure, nell’insieme delle due frasi riportate da Michele, si può vedere anche un piccolo manuale dell’Ikea. 🙂
“Siate poeti, non affaristi. Non soddisfate, non assecondate, specialmente non un possibile pubblico, lettori, redattori o editori.”
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Viva la gran faccia della resistenza e del coraggio!