Jolanda Insana

stanno chini sullo stufato

senza una lascrima di miele

né una scarda di mandorla

ma non mangiano e sulle labbra

hanno un sorriso raggelato

[da Tutte le poesie, 1977-2006, Garzanti]

7 pensieri su “Jolanda Insana

  1. sparz

    cara Marina, io sono un vero fan della Insana, la leggerei da mane a sera, o forse meglio a piccoli sorsi nei buoni momenti della vita. Posso solo dire che dopo poco che ero entrato in Nazione Indiana mi sono affrettato a pubblicarla:
    http://www.nazioneindiana.com/2005/08/25/sono-questi-i-fiori/

    http://www.nazioneindiana.com/2005/08/21/mastra-di-trame-e-telai/

    http://www.nazioneindiana.com/2005/08/19/minchiababba-e-babbannacchia/

    grazie a te di questo ulteriore contributo e aggiungo che chi volesse ascoltarla di persona domani sera, dovrebbe andare qui:
    http://www.lapoesiaelospirito.it/2008/04/18/inverse-2008-italian-poets-in-translation/#more-4717

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  2. rmorresi

    Mi associo: io adoro la poesia di Insana, la sua coda di scorpione, le sue erbe mediche, la fragranza pungente e intensissima.

    “Sa che è tempo di spolpatori
    e sta altrove
    dove non vuole che il male gli tenga compagnia”

    Renata

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  3. Michele Ortore

    L’ho sentita leggere durante un incontro quest’anno a Roma. La prima cosa che noto è una femminilità chiara e brillante dello stile, ma ho letto troppo poco per dire di più…cercherò di rimediare. Grazie anche da me.

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  4. enricodelea

    sin dai tempi in cui abitavo nella sua città d’origine (Messina) -vivevo (in) quei luoghi, quel linguaggio, quella gente (mia? allora no, nell’incosciente “jeunesse à tout abservie” – ora sì,
    nel dolore della distanza) alla luce dei versi della Insana, di Cattafi, della prosa e dei versi di D’Arrigo – lessi d’un fiato la sua (della Insana)”Fendenti fonici” sotto la statua di Don Giovanni d’Austria, con alle spalle le scene scolpite delle varie fasi della Battaglia di Lepanto (in bronzo) – La ascoltai per la prima volta alla libreria Hobelix, piccola oasi di cultura in città – i suoi versi un raggrumare di forza al contempo fluida e scolpita, una fenditura biologica, la rema dello Stretto violenta e mai pacificante – grande (grazie)

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  5. angelo pini

    sesso e folla
    dialetto e generosità di se
    in un mondo secco
    la gente spolpata come un apparenza normale
    dentro assenza
    sono senza pelle
    angelo pini

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