Maravigliata

Bozza 48: Maravigliata – Rachel Blau DuPlessis

(traduzione di Renata Morresi)

 

“La mia voce non esiste fuori della maraviglia”

– Rochelle Owens

 

 

[…]

Rachel Blau DuPlessis sarà a Macerata dal 20 al 23 maggio prossimi in occasione del festival di letteratura aggiornata Licenze Poetiche (info: www.licenzepoetiche.it) e per un seminario su “Translation and Intertextuality in Contemporary Literary Scholarship” presso il Dottorato di Letterature Comparate del Dipartimento di Lingue.

 

13 pensieri su “Maravigliata

  1. massimo

    una meraviglia – di pensiero e di linguaggio *orale* messo lì: quasi teatro [dico la parola *magica*, dunque]. e soprattutto questo colpisce forte:

    Donne” fluttuano, si spargono, attratte da

    rosso, le cose color vendite di lusso, tutti i nomi, uditi, visti

    ribassi, interi stock al discount

    le facce fatte a strisce

    lezzo retinale di specchio argenteo dietro

    gli occhi in lotta con la faccia;

    si mettono da parte 40 anni di ritagli in

    ripostiglio, Famiglia Cristiana, la prima Marylin

    da pastorella, che tiene un agnello

    sopra le spalle, ammucchiate

    nella “casa” spazio afflitto

    affidato a cose vulnerabili e stupende, le distrazioni “lei intellezione

    ce l’ha” “Io voglio” maschera “lui ha” “quel che voglio io” chiamata (maraviglia) mascolinità

    ***

    così, ad occhio/orecchio e croce, immagino che sia *anche* una grande lettrice di quello che scrive: perché è qualcosa che trionfa nei suoni e nel ritmo – o no?

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  2. rmorresi

    Mi dispiace non aver inserito il testo inglese, non volevo appesantire il post, ma vi assicuro che sì, è un gran tripudio di ritmi e sonorità! E un fitto gioco di citazioni e glosse a una serie di mastodontici americani dal “poema lungo”, e, insomma, una complessità SINFONICA direi, da vera e propria orchestra.

    Una poesia che lì per lì ha tutte le sembianze della teatralità, ma, invero, l’autrice non è una performer di per sé, ma più una che “mette in pagina” (impagina?) la performance.
    E’ abbastanza interessante che la sua poetica (anzi, poietica) prenda avvio dal “foglio” che si ripiega in parti e che, in trasparenza, lascia sovrapporre le scritture. Così le poesie (le “bozze”) si tengono sulla continua differance che le rimanda l’una all’altra…

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  3. rmorresi

    Dov’è la VOCE in tutto questo? La voce è pericolosa per la poeta la voce è “sirena” (sarà per questo che Rosselli diceva che la poesia era in fondo afona?), la voce riproduce la logica del ritorno alla presenza che per la poeta è la rischiosa presenza del solo corpo\utero.
    Per questo la voce qui risuona come voce dalla maschera (teatro: eccolo), come voce doppia in canto e controcanto (obliqua!), come voce riprodotta nella traduzione tramite la lingua (biforcuta, traditora e riscrittora de li santi padri) di Lo Russo.

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  4. Il Famiglio

    Che dire…I’m in love with this woman!
    Ad essere sincero anche la traduttrice non è proprio da buttar via…quasi quasi un pensierino…

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  5. rmorresi

    intendevi la traduzione, la traduzione non è proprio da buttar via… la traduttrice lassamola sta’ (don’t shoot the piano-player)

    r

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  6. rmorresi

    Grazie Nadia, questa certo non è “poesia da blog” (se mai ne esista una): va districata, masticata, meditata, re-intrecciata ai suoi milioni di trame.
    A me interessa molto una poesia che non sia meramente “ornamentale”, che non sia solo contemplativa o puramente lirico-soggettiva (ne esiste di ottima e di tutte le marche, certo).
    Mi piace una poesia insomma che non si guarda la pancia tutto il tempo ma fa critica, ri\ferisce il mondo.

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  7. fabrizio centofanti

    una poesia che aspira a trasformare il mondo, cercando le parole che non gli riesce (al mondo) di dire.
    grazie, Renata, e brava!
    fabry

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  8. nadia agustoni

    Grazie, intanto ho trasmesso il link, poi mi trovi in sintonia su quanto dici. Una poesia che impegna spesso ci cambia. Anche se sembra banalissimo dirlo.

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  9. rosaria lo russo

    bella prova, renata, bellissima traduzione di un testo molto interessante, sia dal punto di vista ritmico che dei “contenuti”, poesia buona e giusta, insomma. Complimenti per la necessaria empatia!
    Rosaria

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  10. rmorresi

    Visto il tema del componimento (“donne e poesia”, su cui “i santi padri” hanno calcato col cinico sarcasmo tipico della censura repressiva: “Fatte intellettuali le donne si fan sciocche \ e perdon la nativa arguzia di puttane naturali” – T.S.Eliot) non potevo non usare un po’ della cifra “parodiante” e “sonettessa” di Rosaria.
    Prova impegnativa, comunque, anche per voi lettori: grazie quindi!
    r

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