il paese è quel luogo
dove tutti i giorni
chi aspetta di raccogliere qualcosa
resta a mani vuote.
la colpa è di chi
ci ha bucato le mani
e sciupato la voce
noi poveri cristi
senza croce.
il “paese” evoca certe elegie provinciali, o anche lo struggimento doloroso, che pure si compie, si piange – invece qui il paese è diventato un non-luogo, un non-cuore, una non-croce. bello, e fa pensare.
r
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povero cristo si, chi si piange addosso sempre!
il paese è quel non luogo dove tutti i Barabba e i quaranta ladroni hanno già raccolto i loro futti. 😉
Ciao Marco
il paese è un luogo chiuso
.
ciao Arminio!
la colpa è sempre di qualcuno, immancabilmente…
sicuramente di chi non abita questi paesi
ma noi, NOI…li abitiamo veramente?
Testo breve, scarno, senza fronzoli. Bello. Sembra di vederlo,il paese, fuori e dentro di noi. Piera
il paese è il luogo del mio rimorso di esule volontario in un nord tutto urbano
(complimenti per i tuoi versi e le tue riflessioni di paesologo)
il “paese” evoca certe elegie provinciali, o anche lo struggimento doloroso, che pure si compie, si piange – invece qui il paese è diventato un non-luogo, un non-cuore, una non-croce. bello, e fa pensare.
r
Caro Franco sei il nostro paesologo, un abbraccio
Bella lirica, architettata attorno a quell’immagine cristologica che non sa di religione, ma di impotente e dolente vissuto.
ciao
Apo