Paul Boldt: L’effetto primario

Der Primäraffekt

Jemand, den Kopf in Mädchenknien, sagt:
Daß deine Schenkel früher zu mir kamen.
Wie Krähen fraßen Huren mich Einsamen.
Immer war Winter. Ich bin angenagt!

Dein roter Mund, ein Nest voll weißer Küsse,
Ist unerreichbar nah. Du bist so keusch.
In meinem Herzen da ist ein Geräusch,
Als ob es röchle und ersticken müsse.


L’effetto primaria

Qualcuno, la testa tra le ginocchia di una ragazza, dice:
Fossero le tue cosce giunte da me prima.
Come cornacchie mi hanno mangiato le puttane, me solitario.
Era sempre inverno. Mi hanno rosicchiato.

La tua bocca rossa, un nido colmo di bianchi baci,
è vicino irraggiungibile. Sei così pudica.
Qui nel mio cuore, un rumore,
come se rantolando soffocasse.

Quasi nulla si sa della vita del poeta espressionista Paul Boldt (1885-1921) .
Il suo lascito letterario, conservato dopo la sua morte prematura dalla sorella,
si perse durante la seconda guerra mondiale. Nemmeno una fotografia è rimasto di lui.
Boldt aveva studiato lettere a Monaco e a Berlino. Dal 1912 aveva pubblicato le sue poesie in importanti riviste letterarie come Die Aktion. Nel 1914 uscì la sua unica raccolta di poesie Junge Pferde! Junge Pferde!. Nella prima guerra mondiale fu chiamato alle armi, ma a cause dei suoi crescenti problemi psichici, fu congedato.
Degli ultimi anni della sua vita, non si sa praticamente niente. Nel 1921, muore di embolia.
Misterioso come l’uomo, è la sua poesia – esagerata, abissale, sconfinante – che una piccola casa editrice in Germania finalmente ha raccolto in un volume!

2 pensieri su “Paul Boldt: L’effetto primario

  1. apolide

    Qui , in questi versi, si legge bene il malessere di questo autore:

    > Qui nel mio cuore, un rumore,
    > come se rantolando soffocasse.

    E come mi piacciono le chiuse forti, che si arrestano su un’immagine lapidaria.

    Grazie per avercelo fatto conoscere.

    ciao

    Apo

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  2. mimma

    Bella e drammatica, si riconoscono i tratti della lirica espressionista. Molto intensi e sofferti i due versi finali.

    Grazie Stefanie per prestare la tua memoria a chi è stato dimenticato.

    un affettuoso saluto
    m.

    Rispondi

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