Francesco Gori: un poeta che “vive la vida”

di Giovanni Agnoloni

Oggi voglio presentarvi un altro giovane poeta fiorentino, Francesco Gori. Qui di seguito inserisco tre sue poesie, due tra il musicale e il carnascialesco (“E musica” e “Di stagione in stagione”), e l’ultima in lingua spagnola, suggestiva e con venature meditative (“En el mediodía”), che traduco.

Segue anche una breve intervista con lui.

FRANCESCO GORI, nato a Firenze il 5 settembre 1976, vive e lavora nel capoluogo toscano. Laureatosi in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” e giornalista pubblicista, da anni collabora con un settimanale sportivo che si occupa di calcio giovanile, nel ruolo di articolista, organizzatore e redattore; per alcuni mesi ha collaborato anche con un quotidiano locale. La scrittura e lo sport sono, dunque, i suoi interessi principali, insieme alla musica e al cinema. Il suo percorso di vita interiore si è intrecciato con la passione per la scrittura, prendendo forma in poesie, piccoli racconti e, di recente, un romanzo. La necessità di narrare in prosa o poesia è sbocciata in lui all’improvviso, dimostrandosi un fuoco irrinunciabile per andare avanti nelle fatiche del vivere quotidiano. In questo breve spazio creativo, tre opere in versi (Sorgente di vita, Ricordo e Con gli occhi di un bambino) sono state segnalate, inserite nelle antologie dei concorsi “G.L.Byron”, “Poeti dell’Adda” e “Città di Melegnano” del 2006 – organizzati dalla casa editrice Montedit – e sul sito www.domist.net. Nello stesso anno ha frequentato il corso di formazione “Lavorare in editoria. Il consulente letterario e il redattore nelle case editrici” promosso dall’Agenzia letteraria Herzog di Roma, terminato il quale è stato selezionato per lo svolgimento di uno stage alla casa editrice Cadmo di Fiesole (Firenze), con la quale saltuariamente lavora come correttore di bozze.

E MUSICA

Ti scrivo col pensiero
di un giorno qualunque
che con te sarebbe
Giorno di sole
Raggio di luna
e invece sei lontana
chilometri e persone
distanza incolmabile
piacere negato
nel quale perdermi vorrei
per allentare e dimenticare
per recuperare forza
e donarti
passione di vita
istanti divini
e musica
e musica
e musica.

DI STAGIONE IN STAGIONE

Gennaio
non vive
di solo amor-gattaio:
cinico il freddo
del post-stravizio,
inutile rimpiangere
il bambin-novizio.
Febbraio,
bisestile o meno,
porta con sé gioie supreme:
ci sollazza di carnevale
e dell’attesa di una
primavera carnale.
Ecco Marzo, evviva è Primavera!
Pazzo mese,
che nel presente
con un occhio guarda al passato,
e con l’altro richiama al futuro.
Con un pesce si inaugura l’Aprile,
poi quel tempo solare
che allunga il ciclo della vita vitale.
Predica saggezza quel ciliegio fiorito
bagnato dai pispoli allergici,
come neve d’inverno.
Festa del lavoro e tocca a Maggio:
odore d’estate in giornate
ove il sole ci ubriaca col suo raggio
nonostante quelle gocce dissacrate;
stagion di sagre per noi golosi,
stagion di verdetti per noi calciofili.
Giugno appare con parate militari,
poi i primi bagni
e si sta come ragni
sui granelli appiccicosi
mentre appare nitida
la stagione degli amori.
Passato il solstizio
tocca a Luglio, focoso amante
che trasuda afa ad ogni istante
e richiama voglia di lontananza
dopo un anno di faticosa latitanza.
Avido nel succhiare ogni energia
negli interminabili pomeriggi
d’asfissia:
non si muove una foglia
e di far qualunque cosa
ci privi la voglia.

Tutti sudati
tutti assetati,
in concreto le vacanze
nelle sere di Agosto.
Alla mezza
solitudine in città,
quindi i temporali
che attenuano il calore
e riflettono
il declino del tepore.
Buon compleanno Settembre!
Del dio Bacco ti ubriachi
per stordire
il mesto ritorno
alla normalità.
Gli ultimi scampoli d’estate
ed è già autunno, ottobre:
tempo di girasoli tristi,
chini e ricurvi
come anziani
sulla via del tramonto,
coi bastoni marron-castagno
spazzar foglie sotto i lecci
fungherecci.
Novembre ambiguo e solitario,
dall’impermeabile bagnato
dall’ombrello sempre acceso
nelle ossa fai sentir
l’umidità di santi e morti.
Quanti scorpioni
nell’anticamera dell’inverno!
Mercatini e mille luci
nel dicembre nuovamente natalizio,
col suo freddo vitalizio.
In famiglia
tra le carte
intorno al fuoco
nelle tavole imbandite,
mentre lontano
cadono i fiocchi
ed echeggiano
i rintocchi
del nuovo anno.

EN EL MEDIODÍA

Los sueños acaban
con la locura,
esperanza de abrir
las puertas del mar
y amar
serà como vivir
y vivir
serà como amar
perlas del cielo,
bebidas infinidas
en máscaras de humanidad.
Estrella mezclada,
guía sin dirección
entre mesas de vasos
y barrios que el gotico dibujan,
al cabezón del dia siguente
seguirá otro,
se olvidarán penas y fadigas.
Demasiada soledad
demasiada socialidad,
en el mediodía
¿hará alto el sol?

Traduzione italiana
A MEZZOGIORNO

I sogni terminano
in follia,
speranza di aprire
le porte del mare
e amare
sarà come vivere
e vivere
sarà come amare
perle del cielo,
bevute infinite
dentro maschere di umanità.
Stella rimescolata,
guida senza direzione
tra tavoli ingombri di bicchieri
e quartieri che disegnano linee gotiche,
alla sbornia del giorno dopo
ne seguirà un’altra,
e si dimenticheranno pene e fatiche.
Troppa solitudine
troppa socialità,
a mezzogiorno
il sole si leverà alto?

(Trad. di Giovanni Agnoloni)

1- Qual è per te il significato dello scrivere, e soprattutto dello scrivere in versi?

Per me scrivere significa dare voce alla parte nascosta dentro di me, a quella zona che naviga nel profondo e che ha bisogno di esprimersi in qualche modo. Il fatto di scrivere in versi mi è venuto naturale, spontaneo, solo adesso mi sto avvicinando anche alla prosa. Ma la poesia si è accesa in me all’improvviso. In ogni caso la scrittura è qualcosa che ti connette con un mondo “altro”, che va oltre quello materiale.

2- Da cosa ti è nato il desiderio di iniziare a scrivere?
La scrittura è avvenuta. Sono diventato strumento per “lei”. Sono arrivato ad un punto della vita nel quale scrivere è diventato necessario. Soprattutto per cercare di risolvere i miei nodi interiori, che sono tanti. Credo che chiunque scriva o svolga un’attività artistica parta da qui, dalle sue problematiche. L’arte cerca di esprimerle e risolverle.

3- Attualmente stai seguendo dei progetti letterari?
Dopo un periodo di ispirazione soprattutto poetica, ho appena terminato la stesura di un romanzo. E’ la prima volta che mi cimento seriamente con la prosa. Ho scritto qualche breve racconto e ho già qualche idea per il futuro, sempre in fatto di romanzi.

4- Da dove viene, e in che direzione va, principalmente, la tua ispirazione?
L’ispirazione è il quotidiano, la vita di tutti i giorni. La vita personale e sociale ma in genere lo spunto è sempre autobiografico. In questo sono un po’ ossessivo.

5- Perché ami scrivere anche in spagnolo? Hai un rapporto particolare con la
Spagna?
Adoro la musicalità dello spagnolo, una lingua che ho appreso e che mi è rimasta nel cuore. Alla Spagna sono legato per tanti motivi: ho vissuto a Siviglia per qualche tempo, ho lasciato là amici e ricordi importanti. In generale è un paese che conosco bene e del quale apprezzo il lato festoso e carico di emotività disordinata.

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Kamala Harris, Arsène Wenger, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

6 pensieri su “Francesco Gori: un poeta che “vive la vida”

  1. annamaria immesi smorto

    e’ UNA STELLA RIMESCOLATA QUELLA CHE DA SOLA PUO’ FAR VIVERE ,”I SOGNI TERMINANO IN FOLLIA “MA E’ VERO ANCHE CHE SOLO “LE PORTE APERTE DEL MARE FANNO AMARE E VIVERE E AMARE PER LE VIE DEL CIELO”fRANCESCO CON POCHI TRATTI HA DELINEATO UNA STRUGGENTE CAPACITA’ DI LEGGERE DENTRO L’ANIMA E CAPTARNE I MESSAGGI
    E SE C’E TROPPA SOLITUDINE E IL SUO OPPOSTO,TROPPA SOCIALITA’,L’IO PIU’ NASCOSTO DEVE TROVARE LA PROPRIA DIMENSIONE ,IL PROPRIO RIFUGIO NEI CASSETTI SEGRETI DEL CUORE ALTRIMENTI ALLA sbornia del giorno dopo ,ne seguira’ un’altra.

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  2. Giovanni Agnoloni

    Sono d’accordo, Annamaria. Si tratta di un poeta capace di cogliere le “virgole emotive”: sfumature di sentimento che trasudano dagli ambienti e dalle situazioni di vita vissuta. Vita lasciata scorrere addosso, come un fiume metafisico, della consistenza dolceamara di un bicchiere di sangria gustato alla fine di una festa.

    Giovanni A.

    Rispondi
  3. maria

    Vorrei ringraziare Giovanni per questa bella scoperta che io ho appena fatto: Grancesco Gori

    Concordo con il paragone sulla sangria ma bevuta all’inizio della festa, alla fine non se ne apprezza il vero gusto.

    Ne approfitto per ringraziarvi di questo bel blog, ben messo e costruito che scopro essere importante e famoso, ahimè lo scopro ora ma tornerò a trovarvi.

    Maria

    Rispondi
  4. maria

    Pardon Francesco
    chiedo ulmilmente scusa all’artista per l’errore di battitura …. sarà stata la sangria a stomaco vuoto:-)

    maria

    Rispondi

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