Claudio Pagelli

è ora, lo sai

di coricarsi nuovamente,

non scordare

gli antichi insegnamenti

del cauto occidente –

metti spine alle finestre

e doppia mandata alle porte.

la notte nasconde

i lupi nel ventre

e una lama che scatta

quando vede la gola distratta

***

sappiamo di eva

della serpe e della mela –

ma nel giardino pensato perfetto

perché una biscia

col dono dell’inganno ?

errore di distrazione, contraddizione

necessaria all’ordine delle cose ?

***

ora che tutto pare

rovesciarsi –

gli occhi del mondo,

il ferro dei cardini.

la debole cartilagine

delle nostre mappe,

cancellati i punti cardinali,

le distanze, le virgole

del bene e del male…

incrocio ventoso

di stelle feroci,

un’ostia di vuoto

il pane quotidiano

che mastica la tua bocca.

***

sarà qualche presenza

che muove, nel soffio, la tenda

o una ferita d’aria

nel cardine più debole, un’invisibile

crepa che corre come un lampo il vetro ?

***

per un filo sbilenco d’inchiostro

s’insegna l’antica disciplina –

una benda di sassi agli occhi,

in gola la pietra più nera.

è nel buio, si dice, che s’affilano

i ferri del sangue, che s’impara

il mestiere feroce dell’inganno.

eppure la luce persiste scaltra,

mondo dopo mondo,

a tatuare di stelle la schiena della notte…

NOTIZIA

Claudio Pagelli è nato a Como nel 1975, vive e lavora a Rovello Porro, è autore de “L’incerta specie” (LietoColle, 2005, prefazione di Manrico Murzi ) e di “Le visioni del trifoglio (Manni, 2007, prefazione di Fabiano Alborghetti ).

Premiato in vari concorsi di interesse nazionale tra cui “Il Fiore”, “De Palchi Raiziss”, “Città di Capannori”, “Antica Badia di San Savino”, “Dialogo”.

Sue poesie sono pubblicate in antologie, siti a tema e riviste.

E’ Presidente dell’Associazione Culturale Helianto.

6 pensieri su “Claudio Pagelli

  1. sparz

    per un filo sbilenco d’inchiostro
    s’insegna l’antica disciplina

    sento molti echi in questa poesia, lontani e piacevoli. Grazie.

    Rispondi
  2. 8avio

    ma nel giardino pensato perfetto

    perché una biscia

    col dono dell’inganno ?

    errore di distrazione, contraddizione

    necessaria all’ordine delle cose ?

    il ritmo è importante in una poesia, e mi pare, ma forse sbaglio, che arrivati a questi versi si perde, non “suona” più…
    Ottavio

    Rispondi
  3. Claudio

    Ringrazio per l’attenzione e per i commenti, in particolare Fabrizio Centofanti.
    Raboni e Sereni appartengono alla mia memoria di lettore, entrambi splendidi poeti.
    sul “ritmo” di una poesia bisognerebbe, per meglio intendersi, possedere un unico modello di valutazione edi gusto, ma così non è.
    ad maiora
    Claudio

    Rispondi

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