Provocazione in forma d’apologo 72

Al risveglio da un sonno più fondo e buio del solito ho notato sul mio avambraccio destro, quasi all’altezza del gomito, il segno come di un morso. Dormo solo, e non posso essermi morsicato da me, perché il segno è sull’esterno dell’avambraccio.

Pare proprio che una piccola bocca dall’arco perfetto mi abbia inferto un morso deciso, fino a incidermi in alcuni punti la pelle, a farmene uscire del sangue che si è raggrumato in crosticine minute.
Nessun dolore né alcuna variazione, col passar delle ore, dei giorni.
La prima domanda che mi son fatto in proposito è questa: per chi rappresento, o credo di rappresentare, una possibile preda, o addirittura il frutto proibito? A questa prima domanda mi son dato risposte che qui preferisco tralasciare. Anche perché poi ho pensato che forse la promessa evangelica dei capelli contati e la minaccia apocalittica del marchio della bestia vanno lette di conserva. Perciò, se ci compare qualche segno strano, all’esterno come all’interno, non abbandoniamoci al cinismo o alla disperazione, ma meditiamo, restando vigili, sempre.

2 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 72

  1. Carla

    chissà di che bestiolina si trattava, non è una posizione felice, quella del morso…
    Ciao Roberto
    Buone vacanze
    C.

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  2. robertorossitesta

    Cara Carla,
    chissà se era una bestiolina tanto -ina.
    Un caro saluto e buone vacanze a te,
    Roberto

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