Dopo aver camminato tutto il giorno un uomo e una donna si erano persi. Lei, testarda, non aveva mai voluto chiedere indicazioni; lui ne aveva chieste, ma ricevendone di sempre differenti, che si annullavano l’un l’altra, quindi inutilizzabili.
Avevano proseguito fin quasi a notte lungo una strada che mostrava sempre meno diramazioni, possibilità di svolta o di fuga. Nell’ultima incerta luce avevano visto un cartello, lui aveva fatto qualche passo verso di esso per leggerlo ma lei subito gli aveva ingiunto: “Lascia perdere, le indicazioni scritte non varranno più di quelle parlate”, così lui aveva desistito ed i due avevano continuato a mettere un piede dietro l’altro, nell’ombra che diventava sempre più fitta.
Quando il buio fu totale l’uomo disse alla donna, che non vedeva più, ma sentiva al suo fianco: “Dammi la mano. Quel cartello che tu non volevi che leggessi in realtà sono riuscito a leggerlo, diceva: “STRADA INTERROTTA – PERICOLO”. Noi abbiamo proseguito senza nemmeno fermarci in attesa del’alba di domani, ogni passo perciò può essere l’ultimo. Che almeno si cada per mano.”
E la donna, con voce ansimante: “Sei sempre stato uno sciocco, ti sei sempre agitato per nulla sprecando il nostro fiato in discussioni inutili. L’ultima, poi: è tutto il giorno che camminiamo per la nostra strada, che va dove dobbiamo andare, e ti eri messo in testa che ci eravamo persi. Ma sei il mio sciocco. Ecco la mano. ”

stavolta c’è anche qualcosa in più del solito, Roberto: una struggente poesia.
Caro Fabrizio,
certo non ci permettiamo di parlare dei fatti nostri, ma partiamo da essi; a volte questo è più evidente, e fa più evidente anche lo struggimento.
Grazie e un abbraccio,
Roberto
C’è anche tanta verità. Sono fatti nostri, sì, ma di tutti.
Roberto, di solito sono gli uomini che non chiedono mai informazioni, ma va bene comunque 🙂
Blackjack.
Caro Blackjack,
la tua osservazione coglie, a modo tuo 🙂 , uno dei punti cruciali del post, quello del “chiedere qualcosa a qualcuno”.
Non vinci nulla ma complimenti lo stesso,
ciao,
Roberto
Dopo aver camminato tutto il giorno un uomo e una donna si erano persi.
Mi piace moltissimo questo!
Gena
è quel “sei il mio sciocco” che non capisco….
trattandosi di un apologo il racconto può essere assunto (più di altri qui comparsi) alla lettera e (allegoricamente) metaforicamente. nella vita di coppia a volte si perde il “senso” e il “pericolo”, sempre incombente, si para di colpo di fronte o si fa vagamente intravedere nell’ombra. spesso, croce e delizia, sono le donne a dare una/la mano, come dice bene la poesia di montale:
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
in questo spesso l’uomo è sciocco alla sua donna, ma con amore.
L’eterno gioco degli opposti, Roberto, ruoli a volte interscambiabili, o aspetti della stessa natura: prudenza e ragione da una parte, e intuito, sano fatalismo dall’altra. Ma la donna qui mi sembra che si faccia allegoria (della vita, della coscienza?), oltre che partner esasperata e recriminante.
Cari amici,
grazie per il vostro interesse.
Grazie in particolare a Lucy che forse senza volerlo ha risposto a Carla come meglio non avrei potuto.
Confesso (forse non dovrei) che nel gioco dei ricordi c’è anche quello della stretta di mano chiesta e accordata fra il Commendatore e Don Giovanni; c’entrerà qualcosa?
Giovanni, preparati, è in arrivo un post senza donne, soltanto animali: una vera mazzata.
Un caro saluto,
Roberto
http://it.youtube.com/watch?v=dK1_vm0FMAU&feature=related
grandissimo Mozart
caro Roberto…rendevi bene l’idea anche omettendolo…
attendo con fervore il prossimo sugli animali…:-)
Cara Carla,
era per addolcire la pillola; prometto che non lo farò più.
Ciao,
Roberto