4 pensieri su “Una strana lingua

  1. domenicol

    il cuore rallenta, la testa cammina, in quel pozzo di piscio e cemento…
    ci si rivolge alla gente come “consumatori”, ognuno ha il sacrosanto “diritto al consumo”, che è poi mezzo di coesione sociale, da una parte, e mezzo di segregazione dall’altra. se non consumi, è normale che tu sia frustrato, d’altronde quale stile di vita migliore e invidiabile è se non quello di chi consuma e spende senza pensieri, e appunto spensieratamente si rivolge a sé stesso e agli altri? ma quanta superbia e abiezione c’è in tutto questo, in una persona che usa il consumo come anestetico, per sentirsi giusto tra i giusti? poi questa persona, perfettamente a suo agio con sé e con gli altri, a volte ai margini delle nostre città vede questi soggetti orribilmente diversi, che con quattro cianfrusaglie vivono con la sola ricchezza dei figli. e allora, dagli allo zingaro, dagli al rumeno, dagli al diverso.

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