10 pensieri su “Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?”
ang
Potrà questa bellezza rovesciare il mondo? putroppo, per me, disincantata cronica la risposta è: NO!
però è anche vero che ci sono delle musiche che provocano una sospensione momentanea degli stati negativi, e si fanno varco/apertura di una bellezza/felicità, che -a volte- può trasformarmi in azione (questo lo esprimo cmq con molta cautela).
ecco uno dei miei cd preferiti, di certo non ha nulla a che vedere con mahler, ognuno cmq ha i suoi “sproni” musicali…
già, caro fabrizio, gustav mahler, luchino visconti, thomas mann, difficile oggi riproporre un simile impasto di bellezza. Non so se la bellezza salverà il mondo, ma già quella aveva un non lieve sentore di crepuscolo autunnale che virava rapidamente verso il lezzo della morte…
un saluto
G.
Caro Cerrai, beati coloro che non hanno paura di tramontare (come diceva Zarathustra), anche perché tramontare si deve, pur se ci dà fastidio l’idea. L’arte è appunto qualcosa che ci aiuta a guardare in faccia la realtà e, miracolo!, a osservare con serenità senza perdere la capacità di emozionarci.
Con tutto ciò che si può rimproverare a Mahler resta il fatto che lui ha saputo trovare la strada per il miracolo. Ultimamente Baricco ha detto che l’Inno alla Gioia della nona sinfonia di Beethoven è una banalità (o qualcosa del genere). Può anche avere la sua parte di ragione. Resta il fatto che B. ci dice qualcosa di fondamentale.
caro Ferrazzi, temo di essermi spiegato male, nel mio commento rivolto peraltro a Fabrizio che è una “vecchia” conoscenza. Riconoscevo appunto, in tre giganti che non ho mai smesso di amare, la capacità anche profetica di considerare l’abisso, capacità che mi sembra nessun artista attuale (con forse rarissime eccezioni) abbia. In quanto a Baricco, nel dare del banale a Beethoven dimostra un coraggio da leone…
saluti
grazie, amici.
per me la bellezza, anche questa, può salvare il mondo.
perché il mondo va inesorabilmente verso la bellezza, ne è attratto in ogni caso, anche quando ne ha paura, o noia.
andiamo verso l’armonia, con i nostri stridori, con l’angoscia dell’incompiuto e dell’irrealizzabile.
la fraternità ci sorprende come un temporale, o un singhiozzo.
o una struggente nota di Mahler.
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.
Potrà questa bellezza rovesciare il mondo? putroppo, per me, disincantata cronica la risposta è: NO!
però è anche vero che ci sono delle musiche che provocano una sospensione momentanea degli stati negativi, e si fanno varco/apertura di una bellezza/felicità, che -a volte- può trasformarmi in azione (questo lo esprimo cmq con molta cautela).
ecco uno dei miei cd preferiti, di certo non ha nulla a che vedere con mahler, ognuno cmq ha i suoi “sproni” musicali…
http://www.youtube.com/watch?v=iOMOJ6ChBaA
grazie per l’ascolto/proposta della quinta sinfonia di Mahler (perdonami non me intendo molto) ;))
ang
già, caro fabrizio, gustav mahler, luchino visconti, thomas mann, difficile oggi riproporre un simile impasto di bellezza. Non so se la bellezza salverà il mondo, ma già quella aveva un non lieve sentore di crepuscolo autunnale che virava rapidamente verso il lezzo della morte…
un saluto
G.
Grazie.
Caro Cerrai, beati coloro che non hanno paura di tramontare (come diceva Zarathustra), anche perché tramontare si deve, pur se ci dà fastidio l’idea. L’arte è appunto qualcosa che ci aiuta a guardare in faccia la realtà e, miracolo!, a osservare con serenità senza perdere la capacità di emozionarci.
Con tutto ciò che si può rimproverare a Mahler resta il fatto che lui ha saputo trovare la strada per il miracolo. Ultimamente Baricco ha detto che l’Inno alla Gioia della nona sinfonia di Beethoven è una banalità (o qualcosa del genere). Può anche avere la sua parte di ragione. Resta il fatto che B. ci dice qualcosa di fondamentale.
Chiedo scusa: il commento n°4 è mio.
Riccardo Ferrazzi
Temo di no, Fabrizio, ma potrà almeno salvare qualche persona, il che è già molto.
Un caro saluto,
Giovanni A.
caro Ferrazzi, temo di essermi spiegato male, nel mio commento rivolto peraltro a Fabrizio che è una “vecchia” conoscenza. Riconoscevo appunto, in tre giganti che non ho mai smesso di amare, la capacità anche profetica di considerare l’abisso, capacità che mi sembra nessun artista attuale (con forse rarissime eccezioni) abbia. In quanto a Baricco, nel dare del banale a Beethoven dimostra un coraggio da leone…
saluti
grazie, amici.
per me la bellezza, anche questa, può salvare il mondo.
perché il mondo va inesorabilmente verso la bellezza, ne è attratto in ogni caso, anche quando ne ha paura, o noia.
andiamo verso l’armonia, con i nostri stridori, con l’angoscia dell’incompiuto e dell’irrealizzabile.
la fraternità ci sorprende come un temporale, o un singhiozzo.
o una struggente nota di Mahler.
Potrà la bellezza salvare il mondo? Forse. Spesso penso di sì, ma bisogna crederci.
… e agire di conseguenza, senza sentirsi ridicoli. Carla