A Paesana echeggia il grido schiavi di Roma mai!
La Stampa del 13 settembre 2008 dedica una pagina in nazionale e due in cronaca di Cuneo al rinnovarsi del Rito dell’Ampolla. Il giorno prima si è celebrata in alta Valle Po la tredicesima festa dei Popoli Padani.
C’era suspence sull’arrivo del Capo, si paventava il forfait, i rappresentanti dei Popoli Padani temevano di doversi accontentare del figlio del Capo.
E invece il Capo è arrivato. Alla due del pomeriggio il Rito dell’Ampolla si è ripetuto per la tredicesima volta. Le mani del Capo ancora una volta hanno levato in alto la boccetta con l’acqua del Po, ancora una volta ai piedi del Monviso si è celebrato il gesto che unisce i fieri Popoli Padani.
Il cronista riporta una lamentela del Ministro della Semplificazione Normativa sul fatto che lì, al Pian del Re, esca dalla roccia solo un timido rigagnolo. Insomma, i rappresentanti dei Popoli Padani meriterebbero ben altro fiotto. Ma il Capo si lancia in un’ardita similitudine: qualche anno fa eravamo in pochi, eravamo un rigagnolo come questo torrente di montagna che poi diventerà il grande fiume Po, il fiume della libertà.
Nell’articolo si apprende che il figlio del Capo è rimasto in disparte seduto su un masso, mentre il Capo a domanda risponde che non è vero che il figliuolo è il suo delfino, dice che per ora è solo una trota, è un ragazzo curioso, come tutti quelli della sua età si interessa alle cose più importanti, anche se sarebbe preferibile che continuasse a studiare, che facesse Economia e commercio, che diventasse commercialista, che è più sicuro.
Il figlio del Capo, futura trota commercialista, rimane in disparte sul masso, incassa e non replica, informa il cronista. C’è anche una foto del figlio del Capo. Indossa una maglietta verde, nel centro della maglietta è raffigurato un pugno con il dito medio alzato e la scritta “Schiavi di Roma mai”. Ha una faccia un po’ così, il figlio del Capo, non molto convinta, ma il dito sulla maglietta quello sì che è convinto, nodoso e celodurista punta dritto contro la parola Roma.
In cronaca di Cuneo si riporta che dopo il Rito dell’Ampolla si sono alternati i discorsi degli altri leader, granitici come le pareti delle montagne che li circondano. E’ tutto un dettare riforme, tempi, agende, priorità e progetti. Le incertezze svaniscono al sole del Monviso, esulta pure Mario Borghezio, deputato europeo, dice che questa è la dimostrazione che vince solo chi non molla e noi piemontesi non molliamo mai.
Io piemontese prendo in parola Mario Borghezio deputato europeo e non mollo, continuo a leggere il resoconto dell’Ampolla. C’è un’altra foto con un dito medio alzato, è addirittura quello del Capo, che però, chiarisce il cronista, non ce l’aveva con Roma ladrona, ma con i giornalisti rei di scrivere quello che vogliono, cioè solo stronzate.
Mondovì. Arrestato. Se non paghi farò circolare le tue foto nuda su internet, vittima una giovane che aspirava a entrare nel mondo dello spettacolo. Evito di distrarmi con la giovane, torno all’articolo dell’Ampolla dove si spiega che lo stato maggiore del partito è stato accolto da un bagno di folla in quel di Paesana, principale centro della Valle Po, 3072 viventi a 614 metri di altitudine.
A Paesana, gli aficionados, dopo aver acclamato il Capo e i suoi leader, si sono concessi un pic nic padano, il menù prevedeva toma, salame, pomodori cresciuti in orto padano, barbera e grissini del Piemonte, l’acqua (pochissima) era quella del Monviso. La festa dei Popoli Padani è proseguita con un pregnante intervento del figlio del Capo su I Giovani E L’Europa, chiusura alla sera con il concorso per eleggere Miss Padania, più cosce per tutti. Scrosciano gli appalusi dei militanti.
Alba. Se vuoi la moto dammi 500 euro preso il ricattatore. Il cronista riporta che a Paesana c’è stata l’apoteosi finale all’annuncio del Capo voglio fare Natale qui ci vediamo in un alberghetto con la mia famiglia. Ma ormai sono definitivamente distratto dalle altre sensazionali notizie della Provincia Granda, Ceva, ruba in cartoleria del centro ladro bloccato alla stazione. La titolare parlava con la madre fuori del negozio, ma sono bastati pochi secondi perché un giovane rom riuscisse a prendere parte del denaro in cassa, 400 euro, la donna ha fatto solo in tempo a rivolgere la parola al giovane rom che chiedeva (con un cartello) un’offerta in denaro per mangiare, immediato l’intervento dei Carabinieri, mentre i passanti hanno iniziato a rincorrere il ladro.
Vento del Nord, spira forte e possente nelle nostre terre da Paesana a Ceva, 5811 viventi in altitudine di 385 metri, vento del Nord, gonfia i cuori dei cebani e li spinge a rincorrere il giovane rom, perché, come dice Mario Borghezio deputato europeo, noi piemontesi non molliamo. Mai.

Da Cuneo a Parma a Napoli, passando per Milano: bell’Italia, finalmente unita.
speriamo che liberi davvero, Paolo.
* Giorgio: alla faccia dell’unione…
* Fab:sì, ma da cosa?
P.
dalle ingiustizie e dalle discriminazioni, Paolo.
Ho girato il link a più persone stamattina.
un saluto
Grazie Nadia, linkiamoci e moltiplichiamoci ;-)))
P.