Non so perché sia così difficile scrivere al computer la parola buonanotte. Forse è un problema mio. Tra l’altro, è un’espressione che ritorna spesso, e a tarda ora è un incubo accorgermi che ho scritto buonnaotte perché devo tornare sui miei passi e soffermarmi su dialoghi che avrei voluto troncare prontamente. Sono tanti i contatti che sogno d’interrompere da quando non fanno che mettermi alla gogna, cercando nella vita pubblica e privata motivi d’accusa e di denuncia. A volte si fa strada il desiderio di prendere un aereo e di svanire, senza alcun preavviso. Potrei mandare un video su youtube con l’annuncio del suicidio, per esempio. Agli altri non rimarrebbe che un’immagine, con la sottile sensazione di una colpa legata all’accaduto; io, invece, starei come un pascià, brindando alle vittorie del Milan con la busta dei popcorn e la mente gremita di futili pensieri. Soprattutto questo m’interessa: liberarmi dall’assillo delle cose serie, la nazione da salvare, le responsabilità che non mi danno tregua. Cerco un modo per produrre l’ozio perfetto, il puro nulla. Mi trasformerei in un asceta del rilassamento, in un mistico dell’inerzia estrema. Sarei io, finalmente, il clandestino e il fannullone, scoprirei l’altra faccia del mondo, il mollare la presa, l’assentarmi dalla mischia. Potrei fuggire sull’isola degli sconosciuti, nella casa del Grande Estraneo, del compagno ignoto, solitario y final, come l’ombra di un McCain sconfitto, la cugina inutile della Marcegaglia, l’insignificante cognato di Spike Lee. Non mi coinvolgerebbero più le morti bianche, non dovrei documentarmi sull’ultima sortita di Veltroni, i miei sonni non sarebbero interrotti dal fantasma ululante di Di Pietro. Non prenderei le distanze dalle mie dichiarazioni, anzi, indugerei nei pensieri contrastanti su Vespa e su Del Noce, e manderei a quel paese Emilio Fede. Potrei agguantare la prima TV che capitasse a tiro e ne farei un falò per una notte di sogni senza senso.
Chissà perché non scrivo mai correttamente la parola buonanotte. Forse è un problema mio. Ci torno sopra, come un passato che m’inghiotte, e mi chiedo se l’errore inevitabile non sia il segno che sono ancora vivo, che non tutto è programmato dal me stesso che non conosce tregua e non dà tregua, come il forcing compatto del mio Milan.


Ho dovuto ripostare l’articolo per motivi di feed.
riporto qui di seguito i commenti.
1. Roberto Plevano Says:
October 6, 2008 at 4:16 pm e
Potere della letteratura: dare parola all’ineffabile. Bravissimo, Fabry.
2. Giocatore D’Azzardo Says:
October 6, 2008 at 6:33 pm e
Fabrizio, magari il Milan fosse ancora quello del forcing asfissiante. Eccheccavolo: non rigirare il dito nella piaga 😉
Berlusconi che si ritira? E’ più facile che io smetta di giocare a carte…
Blackjack.
3. Lambertibocconi Says:
October 6, 2008 at 10:20 pm e
Sei troppo buono, Fabry…
4. Fabrizio Centofanti Says:
October 7, 2008 at 12:13 am e
Roberto, Black e Anna, grazie.
mi permetto di riportare qui quello che mi ha scritto Massimo (Sannelli):
è bello quello che scrive il Presidente – non ho saputo commentare, posso solo dire: va bene così, è quello che deve essere un uomo e un prete, saper parlare la lingua di un altro. lo chiamano teatro, è solo un po’ di orecchio – una cosa semplice, e quindi rara!
è quello che volevo fare.
sono convinto anch’io che Berlusconi non si ritirerebbe mai.
5. Giovanni Nuscis Says:
October 7, 2008 at 12:13 am e
“Soprattutto questo m’interessa: liberarmi dall’assillo delle cose serie, la nazione da salvare, le responsabilità che non mi danno tregua.”
Dino Buzzati diceva che l’uomo tende all’inerzia; o, aggiungo io, a ciò che ama di più, o che sente più congeniale. Questo farebbe ben sperare, nel caso di specie, se non fosse che il personaggio in questione “deve” dimostrare a se stesso e al mondo di cosa può essere capace. Bisogna allora incrociare le dita, sperare che “le grandi cose da realizzare” siano esattamente quelle che vorremmo tutti, e la vedo dura, salvo passare, il nostro, dalle parti di Damasco…
Grazie, Fabrizio
6. Fabrizio Centofanti Says:
October 7, 2008 at 12:16 am e
grazie a te, Giovanni.
oggi, poi, è una giornata nera per il capitalismo.
ma penso che nessuno vorrà imparare la lezione.
7. Enrico De Lea Says:
October 7, 2008 at 9:27 am e
MI piace e concordo col primo commento “Potere della letteratura: dare parola all’ineffabile”,
ma fa parte anche della finzione, oltre che della realtà, quel vecchio detto siciliano (in fondo, universale, però): “è cchiù bellu cumannari ca futtiri”, con licenza parlando.
Ciao, davvero un bel testo.
concordo, Enrico.
è proprio questo che rende difficili certe revisioni di rotta.
grazie.
fabrizio
CIAO Fabrizio,
ciao a tutti.
Ho avuto modo di leggere alcune interviste alla signora Rosa, la mamma ormai angelo, del Presidente.
E’ vero, ogni “scarrafone …(don scusa ma il napoletano non è la mia lingua), però la signora Rosa era una gran donna e nelle rare interviste concesse, ha parlato bene e male del figlio. Da qui ho tratto le mie conclsioni e dico, onestamente, se avessi modo di parlare con Silvio: ma chi te lo fa fa’?!? Al posto tuo, dopo aver creato un impero economico dal nulla, sfruttando idee geniali e gli “agganci” giusti (per usare un eufemismo), a 72/73 anni, ma come te va’? Io me ne starei in una bella isola, coccolato e vezzeggiato da veline, soubrette e attrici (senza fare i nomi … ma una certa signora con un nome poco carino per la signora Berlusconi… uomini!!! onestamente non ci fareste un penserino?) perchè Silvio esiti? gloria pesonale? passare alla storia? ci sei già nel bene e nel male! “Qualcosa” non funziona?
Mah! misteri! quanto è complesso e diffile l’essere umano! e forse ha ragione proprio Giovanni a meno che l’uomo, Silvio, non abbia deciso di scoprire qual è il suo limite. e poi onestamente fa parte di una specie che non sa rinunciare al lavoro per dedicarsi all’ozio. e pensatela come volete, per la gioia o la diperazione di noi poveri mortali che invece un nome non lo lasciamo da nessuna parte, abituati al conformismo e ad essere solo un numero nell’Universo, lui è lì, indirettamente ne sono responsabile.
a proposito della giornata nera del capitalismo, avete bisogno di una camomilla? avete bisogno di aiuto? ho fatto la Cassandra quando tutto andava bene ora faccio il pompiere o il valium, come preferite.
caro don,
“potere della letteratura” ma considerato quanto fai al di là delle umane possibilità non è che per caso vuoi prendere tu quell’aereo? ….
Prima Obama, ora Silvio uhmmmmm! oltre che famoso letterato, non è che per caso “zio Benedetto” deve tenersi stretta “la sedia papale”? Sto scherzando sia chiaro a tutti.
Abbiate pietà di me, dopo un anno di borsa “nera”, considerato che sono ancora viva dopo ieri, e ho una sedia che scotta oltre 3 telefoni che squillano, fatemi prendere in giro un po’ gli amici! chiedo perdono pubblicamente per le amenità scritte.
io quell’aereo lo prenderei e considerato che ha “salvato” l’Alitalia, perchè no? qual è il punto d’imbarco della compagnia di bandiera per le Hawaii?
Fabrizio, sei grande, io alzo bandiera bianca.
Stella
Va bene: il nostro caro Silvio non se ne andrà mai, neanche se riuscisse a scrivere correttamente la parola buonanotte. Mi chiedo soltanto come fate ad esserne così sicuri. Io l’ho sognato l’altra notte e mi pareva una persona così modesta… Non vorrete mica farmi credere che potrebbe diventare un casalingo alla John Lennon o, che ne so, magari anche il fratello buono di Evilenko? Lui è convinto di essere uno di noi, e noi siamo convinti che lo sia. Altro che apocalisse o Mastro Lindo, qui ci vorrebbe una bella parodia di Gregorio Samsa. Lo so, credo sia un po’ come la storia dei cavoli a merenda, ma io ho appena finito di leggere HISTOIRE DE RATS di Georges Bataille e, se permettete, adesso ne trascrivo un pezzettino qui in calce a questo commento. ” Ho le vertigini e ho la testa che mi gira. Mi scopro fatto della mia “fiducia in me stesso” – proprio perchè questa mi tradisce. Se non ho più la mia sicurezza, un vuoto si apre davanti ai miei piedi. La realtà dell’essere è certezza ingenua della chance e la chance che mi innalza mi porta alla rovina. Arrossisco di credermi inferiore al più grande: al punto di non pensarci mai, di dimenticare che gli altri mi ignorano”. Il nostro caro Silvio è molto fesso o molto furbo, fate voi, e siccome è anche un fedele lettore di LPELS, vedrete che uno di questi giorni ci manderà tutti quanti a cagare.
grazie a Stella e Loris.
mi trovo bene come curato di campagna, Stella.
Loris, se Silvio ci leggesse, forse ci avrebbe già oscurati.
fonti attendibili mi hanno riferito che lo siamo già in vari paesi.
sarà un onore?
un abbraccio
dal fabry
Onestamente,
io ho stima di Silvio, posso non condivider alcune cose ma lo stimo. Se vi leggesse non vi oscurerebbe. Ricordate le imitazioni della Guzzanti? (troppo divertenti anche quelle a D’Alema) le fece i complimenti pubblicamente e rideva, sul serio, perchè è un uomo di spirito anche se qualche volta le sue battute sono infelici. Se non ricordo male intervenì anche in trasmissione telefonicamente.
Inoltre siate sereni (scusa Massimo per il copyright rubato), perchè i “cattivi” fanno più notizia dei buoni. gli scomodi hanno più successo dei conformisti e se vi hanno oscurato in alcuni paesi o è per gelosia o perchè siete troppo “buoni e bravi”.
Una recensione negativa incuriosisce l’essere umano più degli elogi e spinge le vendite, nel vostro caso le visite al sito. Come diceva la grande Vanda Osiris? “parlate di me, parlatene male, ma parlate”
“Un grande uomo è colui che sa farsi piccolo e umile nonostante il suo essere eccezionale” non ricordo chi lo ha detto ma se non lo ha detto nessuno lo dico io, dopo aver ripassato la storia, questa è una verità non proprio assoluta ma forte. perciò caro curato …. continua così.
buona giornata a tutti, la mia è un’altra odissea, riuscirà il prode Ulisse (io) a ritrovare la sua Itaca (serenità dei mercati mondiali) e riabbracciare la sua Penelope (la pace e il telefono muto)?
Per fortuna che ci siete, così evito di guardare i siti di finanza!!!! quelli andrebbero …. perchè a parte un paio che non cito, il resto …. non ve lo dico per evitare che vi censurino per colpa mia.
finchè sono viva e senza camicia di forza vi abbraccio tutti
Stella
grazie, Stella: in questo momento, in effetti, è meglio essere preti che commercialisti.
in bocca la lupo anche per il resto.
fabrizio
ahi! consulente finanziario.
e poi ogni buon consulente che si rispetti, ama il rischio!!!!
mi dispiace per il lupo però…
stella