8.
Con una treccia materna taglia
l’impasto familiare di seme e sangue,
campane per l’allarme dai ladri
che dalla palma attentano alla casa.
La cassapanca nell’ombra
è sovrastata dal quieto ritratto della sabbia
sul volto del figlio, dalla rabbia dei torti
inaugurati, dalle attese di una luce intera.
9.
Gelo di verità ai vetri stende
una tela di schiuma per le dita.
Il selciato di mastri scalpellini,
forse provenienti da altre valli,
e poi svaniti come un popolo
di voci, di vesti zingaresche,
conserva la nota del clarino
del soldato appiedato, da un oltralpe
di fame di un paesaggio.


Enrico mi si conferma l’impressione della lettura precendente.
Un ottimo lavoro. Il frammento 9 mi piace molto.
hai raggiunto una misura classica che non elude i tormenti della modernità, Enrico.
è la cosa più difficile.
spero tra un po’ di pubblicare gli ultimi tempi di questa composizione – vi sono assai grato per l’attenzione ed il giudizio nei cnfronti dei miei testi