L’ACQUA E SE ACCADE LA VITA

di Nadia Agustoni

 

 

 

uno

“ sì, questa è la vita vista dalla vita”*

c’è un pensiero, no, è bellezza domenicale

una festa

il tempo è qui e là forse.

l’erba scivola nella luce, i prati aperti

a cominciare il cielo,

l’ acqua e se accade, la vita    se accade ti accorgi

che non c’è altro di noi.

 

 

 

due

“tutto quello che ho vissuto sarà di una povertà superflua” *

senza nome proprio    ci succede

di essere reali

la finzione è quel vuoto che scopri,

ma prima del vuoto

è la paura

nella mano dovrebbe esserci e non c’è una linea di sole

siamo superstiti, siamo e non siamo, possiamo crescere,

diminuirci,

venire al mondo.

 

 

 

tre

“sono sola, io e la mia libertà” *

lo stesso è uscire dall’ombra e dire “sembra luce”

non s’impiglia nel ramo lo prosegue

le radici sono osso

e il gioco del bambino è selvatico, quasi uguale al cane

fiuta l’abbandono,

dell’animale sa l’estinzione.

 

 

 

quattro

“mi lecco il muso come la tigre dopo che ha divorato il cervo” *

c’è chi ha un volto    chi la pena di un volto

non basta un io vorticoso

e voci cieche

“ qui è cresciuta di un palmo la bambina

che aspetta con lische nel piatto ed esche”

l’insetto ha zampette criminali

“Giacobbe lotta con l’angelo:

sono una sola parola”.

 

 

 

 

* La prima riga di ogni frammento è una citazione da Acqua Viva, di Clarice Lispector.

 

18 pensieri su “L’ACQUA E SE ACCADE LA VITA”

  1. francescomarotta

    Incantato dalla sapienza artigianale e dalla maturità espressiva di una poeta che, ormai, può stupire solo chi non la conosce o si avvicina ai suoi versi per la prima volta.

    Io la leggo, sempre, con il piacere, irrinunciabile, che sa offrire soltanto tutto ciò che lascia tracce. Addosso e dentro.

    fm

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  2. nadia agustoni

    Ringrazio Carla e Fabrizio.

    Le vostre parole, come ovvio, mi fanno piacere, anche se il confronto con i propri testi è sempre difficile.

    Un saluto

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  3. viola

    davvero belli per questo andante circolare che attraversa, riapre e rimette in circolo la vita, lasciamola accadere, un abbraccio nadia, Viola

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  4. nadia agustoni

    @ Viola

    lettrice attenta, cui mando un saluto

    @ Carla

    gentile? normale gentilezza umana.

    grazie

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  5. paolarenzetti

    Complimenti Nadia per le tue poesie e per aver individuato questa radice-origine, in un’altra donna poetessa da incontrare.
    Un saluto

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  6. rmorresi

    sguardo magico e sapiente, quello di lispector nella foto, quello di nadia nei suoi versi

    un saluto caro,
    r

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  7. enrico de lea

    “siamo superstiti, siamo e non siamo, possiamo crescere,
    diminuirci,
    venire al mondo”

    credo si “sia” poesia, nel segno ineluttabile di una spoliazione/sacrificio, in cui la vita (non) basta alla vita –

    i tuoi versi mi dicono splendidamente questo (un caro saluto, enrico)

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  8. Daniela Monreale

    Bellissimo questo contrappunto tra Nadia e la Lispector, come sempre la nostra poetessa sa donare delle intuizioni poetiche folgoranti.
    Grazie per questo intenso frutto di creatività, sembra una lama di luce in mezzo all’opacità del quotidiano.

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  9. augusto

    Cara Nadia, intanto devo dirti che sei bellissima e intensa nell’immagine in bianco e nero , e il volto è sempre ( o quasi ) lo specchio dell’anima, poi mi ssembra di vedere in te , in quel viso ( ancora più che nella tua poesia tra Montale e Raboni, con qualche spruzzata caproniana e spazianiana ) un galoppo di cavalli neri che passano per i fondi sentieri della chitarra, quei cavalli completamente lorchiani che occupano tutto lo spazio metaforico della foresta “degli orologi , i cespugli di campane , le radici del gemito” , e tutto sembra tessere una grande rete sonora per la speranza piena di incantesimi di luce.
    Ciao. Complimenti. E molti auguri.

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  10. cristina annino

    Di Nadia Agustoni sto leggendo “Taccuino nero” con la bellissima prefazione di Francesco Marotta. Ammiro molto questa poesia. Quando si riesce, come Nadia fa, a rendere in qualche modo “semplice” il complesso della vita, a sottintenderlo perché si avverte, poesia-prosa,eccome!, ma quando si riesce lo stesso a respirare, ad essere salvi e limpidi, a volte persino sentendoci “leggeri”,ecco, la poesia sta assolvendo almeno a una funzione su questa terra.

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