d’accordo, Carla, ora comincio con le pistole. ai tric trac pensi tu:-)
fides&ratio
“Finché non ci sarà più nemico ma solo pace”
difficile non cogliere l’ironia tragica di questa pseudo preghiera.
fa male al cuore soprattutto sapendo che è più reale del vero che qualcuno creda davvero che si possa portare la pace coi fucili.
una sana provocazione oggi 10 dicembre 2008 a sessant’anni dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, bellissima carta e forse per questo ancora lettera muta, (speriamo non morta)
questo film mi ha sempre spaventato, mi sembrava un altro mondo, e invece è questo mondo, molto più di quanto io non sappia o voglia sapere. Anche perché non so dire davvero come si combatta la violenza, e forse già l’uso del verbo combattere in questa frase è sbagliato, allora diciamo, più accuratamente, come si può mettere in piedi una linea di tendenza che la faccia diminuire. Forse massa e potere di Canetti è ancora un libro da leggere e meditare.
Sono d’accordo con Antonio. Vidi questo film una ventina d’anni fa e restai colpito dalla violenza inaudita e rivoltante delle immagini. Pensai allora che proprio questo, forse, era l’intento del film, o, per lo meno, un effetto considerato. Non c’è sequenza, in un grande film e per un grande regista come Kubrick, che possa dirsi casuale, nella forma e nell’effetto. Ed è così anche in letteratura, ma persino nei post, e nei commenti; nulla è mai casuale, buttato lì:)
E per questo, grazie a Fabrizio, per questa e per le altre proposte quotidiane da Youtube, sempre stimolanti, e volte ad aprire, a far riflettere.
Giovanni
La guerra purtroppo penso sia insita nell’uomo, anche noi nel nostro piccolo possiamo farla nei confronti degli altri, non è necessario avere dei fucili in mano….
Grazie Fabrizio per queste immagini che fanno riflettere…
Il fucile è il mio migliore amico. Non avrò altro amico all’infuori del fucile. Il mio fucile è la mia donna. Il mio fucile è tutto. Senza il mio fucile io non sono niente. Il mio fucile è il mio unico e solo Dio. Il mio fucile è parte di me e io sono parte di lui. Io sono il mio fucile. 😀
E’ molto comodo, troppo comodo, fare i benpensanti, gli ironici e gli intellettuali, quando c’è qualcuno che fa il lavoro sporco per noi. Polizia, Carabinieri, Militari, etc… spalano, tutti i giorni, anche la nostra parte di ‘rogne’; e uso un termine gentile.
E’ uno dei difetti di questa società: quello che non ci piace fare lo abbiamo demandato ad altri. I militari per la guerra, i preti per i poveri, i volontari per le calamità, gli avvocati per fare i cattivi sentendoci sempre buoni. Per ogni ‘cosa sporca’ abbiamo inventato qualcuno che se ne deve occupare.
di veramente pulito non c’è nessuno, Black. abbiamo tutti bisogno di una buona scartavetrata. ciò non impedisce di ricordare da che parte bisogna togliere.
un abbraccio
fabrizio
Potremmo farlo noi il lavoro sporco senza demandarlo a preti e militari? Ma se anche lo facessimo noi il lavoro sporco ho netta l’impressione che per togliere una macchiolina creeremmo una fogna ben più profonda e puzzolente di quella che oggi ci lasciano preti e militari, corpi di polizia e avvocati. La società perfetta non esiste né mai esisterà: se ognuno di noi si facesse giustizia da sé l’umanità terminerebbe nel giro di un anno o meno. Chi sceglie di fare un determinato lavoro si spera lo faccia per bene, al meglio della riconosciuta moralità: ma non illudiamoci, a produrre lo sporco è la società e per quanto si possa demandare a qualcuno le pulizie queste non saranno mai perfette. Molte volte serviranno solo ad inquinare di più: eppure non ne possiamo fare a meno.
Giuseppe, le tue considerazioni mi trovano d’accordo. La mia constatazione era molto più semplice: non solo demandiamo tutto il ‘lavoro sporco’, ma ci prendiamo anche la libertà di dileggiare chi lo fa. Ecco, è questo che non piace.
Fabrizio, e lo vieni a dire a me che di completamente pulito non c’è nessuno? (bambini esclusi aggiungerei) Poi, non sono del tutto convinto che sia necessario ricordare ‘da che parte bisogna togliere’; lo sanno tutti benissimo, eppure…
grazie a Giuseppe e Black.
dobbiamo vivere tra luci e ombre, non c’è niente da fare.
Calvino ha scritto un bel racconto su quelli che pensano tutto bianco e tutto nero. il protagonista era un certo Medardo di Terralba.
un abbraccio
fabrizio
Io adoro questo film!
Il sergente è una di quelle persone che non vorrsti mai incontrare, anche se sotto certi aspetti fà pure ridere. Secondo me un genio chi ha scritto le sue battute 😀
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e basta con questi fucili…
d’accordo, Carla, ora comincio con le pistole. ai tric trac pensi tu:-)
“Finché non ci sarà più nemico ma solo pace”
difficile non cogliere l’ironia tragica di questa pseudo preghiera.
fa male al cuore soprattutto sapendo che è più reale del vero che qualcuno creda davvero che si possa portare la pace coi fucili.
una sana provocazione oggi 10 dicembre 2008 a sessant’anni dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, bellissima carta e forse per questo ancora lettera muta, (speriamo non morta)
grazie, fabry
tric trac?
quale strumento fa tric trac?
🙂
Buona giornata, qui nevica…
tric trac… mi pare sia il suono di certi cervelli arrugginiti 🙂
bel pezzo!
dai fucili, immagino…
si, c’è parecchia gente abituata a sparare… 🙂
questo film mi ha sempre spaventato, mi sembrava un altro mondo, e invece è questo mondo, molto più di quanto io non sappia o voglia sapere. Anche perché non so dire davvero come si combatta la violenza, e forse già l’uso del verbo combattere in questa frase è sbagliato, allora diciamo, più accuratamente, come si può mettere in piedi una linea di tendenza che la faccia diminuire. Forse massa e potere di Canetti è ancora un libro da leggere e meditare.
Sono d’accordo con Antonio. Vidi questo film una ventina d’anni fa e restai colpito dalla violenza inaudita e rivoltante delle immagini. Pensai allora che proprio questo, forse, era l’intento del film, o, per lo meno, un effetto considerato. Non c’è sequenza, in un grande film e per un grande regista come Kubrick, che possa dirsi casuale, nella forma e nell’effetto. Ed è così anche in letteratura, ma persino nei post, e nei commenti; nulla è mai casuale, buttato lì:)
E per questo, grazie a Fabrizio, per questa e per le altre proposte quotidiane da Youtube, sempre stimolanti, e volte ad aprire, a far riflettere.
Giovanni
La guerra purtroppo penso sia insita nell’uomo, anche noi nel nostro piccolo possiamo farla nei confronti degli altri, non è necessario avere dei fucili in mano….
Grazie Fabrizio per queste immagini che fanno riflettere…
grazie, amici.
è un altro modo per pensare; cosa rara, di questi tempi.
un abbraccio
dal fabry
(sembra Bonolis di profilo):-)
A ognuno il suo, Carla.
Il fucile è il mio migliore amico. Non avrò altro amico all’infuori del fucile. Il mio fucile è la mia donna. Il mio fucile è tutto. Senza il mio fucile io non sono niente. Il mio fucile è il mio unico e solo Dio. Il mio fucile è parte di me e io sono parte di lui. Io sono il mio fucile. 😀
E’ molto comodo, troppo comodo, fare i benpensanti, gli ironici e gli intellettuali, quando c’è qualcuno che fa il lavoro sporco per noi. Polizia, Carabinieri, Militari, etc… spalano, tutti i giorni, anche la nostra parte di ‘rogne’; e uso un termine gentile.
E’ uno dei difetti di questa società: quello che non ci piace fare lo abbiamo demandato ad altri. I militari per la guerra, i preti per i poveri, i volontari per le calamità, gli avvocati per fare i cattivi sentendoci sempre buoni. Per ogni ‘cosa sporca’ abbiamo inventato qualcuno che se ne deve occupare.
Blackjack.
di veramente pulito non c’è nessuno, Black. abbiamo tutti bisogno di una buona scartavetrata. ciò non impedisce di ricordare da che parte bisogna togliere.
un abbraccio
fabrizio
Potremmo farlo noi il lavoro sporco senza demandarlo a preti e militari? Ma se anche lo facessimo noi il lavoro sporco ho netta l’impressione che per togliere una macchiolina creeremmo una fogna ben più profonda e puzzolente di quella che oggi ci lasciano preti e militari, corpi di polizia e avvocati. La società perfetta non esiste né mai esisterà: se ognuno di noi si facesse giustizia da sé l’umanità terminerebbe nel giro di un anno o meno. Chi sceglie di fare un determinato lavoro si spera lo faccia per bene, al meglio della riconosciuta moralità: ma non illudiamoci, a produrre lo sporco è la società e per quanto si possa demandare a qualcuno le pulizie queste non saranno mai perfette. Molte volte serviranno solo ad inquinare di più: eppure non ne possiamo fare a meno.
Giuseppe, le tue considerazioni mi trovano d’accordo. La mia constatazione era molto più semplice: non solo demandiamo tutto il ‘lavoro sporco’, ma ci prendiamo anche la libertà di dileggiare chi lo fa. Ecco, è questo che non piace.
Blackjack.
Fabrizio, e lo vieni a dire a me che di completamente pulito non c’è nessuno? (bambini esclusi aggiungerei) Poi, non sono del tutto convinto che sia necessario ricordare ‘da che parte bisogna togliere’; lo sanno tutti benissimo, eppure…
Blackjack.
grazie a Giuseppe e Black.
dobbiamo vivere tra luci e ombre, non c’è niente da fare.
Calvino ha scritto un bel racconto su quelli che pensano tutto bianco e tutto nero. il protagonista era un certo Medardo di Terralba.
un abbraccio
fabrizio
Io adoro questo film!
Il sergente è una di quelle persone che non vorrsti mai incontrare, anche se sotto certi aspetti fà pure ridere. Secondo me un genio chi ha scritto le sue battute 😀