Ma quante cose succedono intorno all’hula hoop. Dice Wikipedia: “L’attrezzo può essere fatto ruotare, oltre che al bacino, anche sugli arti inferiori o superiori a diverse altezze come attorno al collo”. Oggi è Natale e l’hula hoop sembra un’aureola. E’ un fatto ben strano che il mondo, prima ancora di creare una moneta universale, una legge universale, un governo universale, una lingua universale e un sistema di pesi e misure universali, abbia inventato un Natale universale. L’hula hoop di oggi 25 dicembre è un’aureola che qualcuno sta facendo girare intorno al mondo. Il Natale è la festa del solstizio d’inverno, poi diventata la festa cristiana della Natività. In questo giorno i pagani celebrano la rinascita del sole. Per in cristiani, invece, questo è il compleanno di Gesù Cristo: “nuovo sole”, “sole di giustizia”, “luce del mondo”. Sant’Agostino esorta i cristiani a “non adorare in quel giorno il sole ma colui che l’ha creato”. Il solstizio d’inverno, dal latino SOL (sole) e STARE (fermarsi), significa letteralmente “arresto del sole”, segna la fine del declino dell’astro e ne annuncia anche la rinascita. Il Natale è anche il giorno di nascita di tutte le divinità orientali, ma è anche il luogo d’incontro del mistero della rinascita con quello del monoteismo. Anche quando sono nato io un hula hoop ha incominciato a girare. Questa versione “celestiale e straziante” di KNOCKIN’ON HEAVEN’S DOOR mi ha fatto tornare in mente il buon vecchio Charles Dickens: “Ci sono persone che vi diranno che il Natale per loro non è più quello di una volta, che ogni Natale che passa ha visto svanire o dissolversi qualche speranza che coltivavano. Non fate che il giorno più lieto dei 365 che compongono l’anno sia per voi un momento di tristi ricordi, ma avvicinate la poltrona alla fiamma del caminetto, riempitevi il bicchiere e unitevi al coro”. Auguri a tutti, anche a quelli che cantano fuori dal coro.
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Antony & the Johnsons, underground moderno, matrice inglese, territorio americano, una cover davvero particolare.
Ma quante cose succedono intorno all’hula hoop. Dice Wikipedia: “L’attrezzo può essere fatto ruotare, oltre che al bacino, anche sugli arti inferiori o superiori a diverse altezze come attorno al collo”. Oggi è Natale e l’hula hoop sembra un’aureola. E’ un fatto ben strano che il mondo, prima ancora di creare una moneta universale, una legge universale, un governo universale, una lingua universale e un sistema di pesi e misure universali, abbia inventato un Natale universale. L’hula hoop di oggi 25 dicembre è un’aureola che qualcuno sta facendo girare intorno al mondo. Il Natale è la festa del solstizio d’inverno, poi diventata la festa cristiana della Natività. In questo giorno i pagani celebrano la rinascita del sole. Per in cristiani, invece, questo è il compleanno di Gesù Cristo: “nuovo sole”, “sole di giustizia”, “luce del mondo”. Sant’Agostino esorta i cristiani a “non adorare in quel giorno il sole ma colui che l’ha creato”. Il solstizio d’inverno, dal latino SOL (sole) e STARE (fermarsi), significa letteralmente “arresto del sole”, segna la fine del declino dell’astro e ne annuncia anche la rinascita. Il Natale è anche il giorno di nascita di tutte le divinità orientali, ma è anche il luogo d’incontro del mistero della rinascita con quello del monoteismo. Anche quando sono nato io un hula hoop ha incominciato a girare. Questa versione “celestiale e straziante” di KNOCKIN’ON HEAVEN’S DOOR mi ha fatto tornare in mente il buon vecchio Charles Dickens: “Ci sono persone che vi diranno che il Natale per loro non è più quello di una volta, che ogni Natale che passa ha visto svanire o dissolversi qualche speranza che coltivavano. Non fate che il giorno più lieto dei 365 che compongono l’anno sia per voi un momento di tristi ricordi, ma avvicinate la poltrona alla fiamma del caminetto, riempitevi il bicchiere e unitevi al coro”. Auguri a tutti, anche a quelli che cantano fuori dal coro.
Bella l’idea dell’hula hop come un’aureola. Il video mi era piaciuto qanto la musica. Tanti auguri a tutti.