18 pensieri su “Dialoghi

  1. fides&ratio

    Eutanasia: 99% italiani (disabili) vuole essere tenuto in vita come Eluana Englaro

    il 99 per cento degli italiani che vivono una situazione simile (addirittura anche peggio) a quella di Eluana Englaro, (che vengono nutriti attraverso un tubo SNG o PEG ed aiutati dal respiratore) vogliono essere tenuti in vita.

    E’ questo il clamoroso risultato che emerge da un sondaggio condotto dai familiari di Salvatore Crisafulli (risvegliatosi dallo stato vegetativo dopo due anni ndr), su un campione di 953 disabili gravissimi e le rispettive famiglie. Solo l ‘1% invece direbbe sì ad un testamento biologico.

    La famiglia Crisafulli, precisa che il sondaggio riguarda solo le persone affette da questa gravissima forma di disabilità e delle rispettive famiglie. (Stato vegetativo, minima risposta, sindrome Locked.in, sla e similari).

    Che per quanto riguarda i dati dei sondaggi, diffusi da vari media e dalle riviste, si riferiscono a sondaggi eseguiti su persone “sane” che non vivono davvero l’esperienza di una vita condizionata dall’infernità.

    Pertanto gli italiani interpellati non sono in grado di rispondere a questa domanda, in quanto sicuramente hanno tanta, ma tanta paura, paura del dolore, paura della solitudine, dell’abbandono, della sofferenza, dell’invalidità del corpo, della fine dell’amore, ed infine sopraggiunge una grande disperazione.

    Fam. Crisafulli

    da qui http://www.salvatorecrisafulli.it/

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  2. swan

    “vogliono essere tenuti in vita” questa frase mi fa pensare a persone “vive” capaci di intendere e volere. per eluana englaro non è così. è prigioniera di un corpo morto, sostenuto da macchine, da ben 17 anni! almeno il suo spirito, vogliamo lasciarlo a Dio? perché, santo cielo questo accanimento. la scienza a volte supera i confini che Gesù stesso ci ha indicato.

    scusatemi.
    tutto il bene!
    swan

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  3. lucy

    io credo che il tormento ad eluana e famiglia sia un calvario troppo grande da sopportare che i cattolici che vogliono tenerla in vita a tutti i costi amano contemplare per sentirsi al sicuro dal rischio che questa sospensione di cure possa chiamarsi eutanasia. non è eutanasia (i cui confini tuttavia vanno individuati caso per caso).
    mi hanno colpito le parole del neurologo della clinica che ha ricevuto eluana. ha detto di essere rimasto colpito dall’immagine reale di quello che è ora eluana, rispetto a quello che i media ci presentano quotidianamente: una ragazza bellissima sanissima giovanissima. io credo che eluana sia da tempo nel regno dei cieli e guardi con malinconia l’accanimento sul suo corpo e la mancanza di carità, cavillosa e tutta teologica, nei confronti della sua famiglia.
    io, stabilito un certo periodo di tempo, fatti tutti gli accertamenti del caso, riconosciuto il coma depassé, o come si chiama, vorrei staccassero la spina: per ridare la vita alle persone che amo.

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  4. laura

    Davide Rondoni sul medico che ha accompagnato Eluana a Udine:

    E ora il medico dice: sono devastato. Il medico che ha accompagnato in ambulanza Eluana e che, come ci spie­ga il Corriere della Sera, proviene da que­gli ambienti ex-socialisti che di più han­no premuto per una ‘soluzione’ friula­na. Il dottor Amato De Monte, che il Cor­riere ci presenta in un articolo a metà scritto con stile tra libro Cuore e rivista di moda («Il bocconiano con l’orecchi­no » è il titolo), si premura di farci sape­re due cose: che lui è sconvolto a vede­re come è Eluana oggi e che lei «è mor­ta 17 anni fa». Il che è sorprendente per due motivi. Primo perché se un medico fosse abituato ad assistere a malati gra­vi non dovrebbe poi così tanto ‘deva­starsi’ nel vedere lo stato di Eluana (a proposito, perché non ce la fanno ve­dere?).

    Migliaia di medici assistono ma­lati in quelle condizioni senza che per questo prevalga in loro lo sconvolgi­mento ma la realizzazione della missio­ne per cui sono diventati medici, cioè prendersi cura. Le stesse suorine e i va­ri altri che hanno assistito Eluana in que­sto periodo non hanno sentito la ne­cessità di questa ultima strana ingiuria. Non si sono detti «devastati», ma han­no continuato a chiamarla «bellissima», e non per vezzo, ma perché bellissima è ogni persona per la dignità assoluta che ha. Questo è lo sguardo che vede la di­gnità di un essere umano, e non l’appa­renza soltanto. Che sguardo è quello del dottor De Mon­te? Addirittura, l’articolo ce lo presenta come se fosse lui da ‘consolare’ per la tremenda esperienza di aver viaggiato con il “mostro”. Ecco, l’ultima definiti­va (e – si può dire? – un po’ vigliacca) in­giuria a Eluana. Lo sguardo che si sente «devastato» da come lei è, poco prima di mettere in atto pratiche che sì, quel­le, devasteranno con la sete il suo cor­po. In questo sguardo che sotto le men­tite spoglie di un sentimentalismo dol­ciastro cela una scorza durissima c’è po­tenzialmente la sconfitta di tutti i medi­ci italiani. De Monte probabilmente è un medico preparato, si sa che ha un ot­timo curriculum.

    Ma non basta, per fa­re il medico, essere preparati. E a questo proposito ecco il secondo motivo di sorpresa: egli afferma peren­toriamente che «Eluana è morta 17 an­ni fa». Non la pensano così migliaia di medici. Non la pensano così le prese di posizione ufficiali di diversi Ordini dei medici, migliaia di medici impegnati o­gni giorno in situazioni simili, di lumi­nari di primo piano. Da dove viene que­sta granitica certezza al dottor De Mon­te? Lui che ha lo sguardo così sensibile, non ha nemmeno un dubbio scientifi­co nell’affermare che lei è morta di­ciassette anni fa mentre migliaia di suoi altrettanto stimabili colleghi afferma­no il contrario e si prodigano in ragio­ne del contrario? Che strano medico. Che strana ‘immagine’ di medicina ci stanno dando, suonando la grancassa dei media, che sguardo di medico mol­to preso sentimentalmente e poco pru­dente dal punto di vista scientifico. Sia­mo sicuri che è da sguardi di questo ge­nere che vogliamo farci visitare? È que­sto il genere di sguardo che vorremmo si posasse a decifrare lo stato di salute nostro e dei nostri cari, e che si posas­se a misurare se siamo ancora degni di vivere o no?

    È strano, qui fanno tutti le vittime: il pa­dre che si diceva vittima del diritto, il medico che si dice vittima di un’espe­rienza terribile, i tutori che si dichiara­no infastiditi dalle lungaggini. E intan­to occultano la vittima, o peggio, con oc­chi molli di commozione la ingiuriano. Io spero che migliaia e migliaia di occhi di medici, in questi giorni, non si senta­no «devastati». Spero che siano occhi di medici, che non siano ciechi di fronte al valore della persona. Che guardino co­me siamo, come possiamo diventare senza per questo dire o pensare che un essere umano in brutte condizioni è un essere che vale di meno, tanto da chia­marlo roba morta.

    Davide Rondoni

    da qui

    http://www.avvenire.it/Commenti/QUEL+VOLTO+NASCOSTO+EPPURE+CONTURBANTE.htm

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  5. lucy

    appunto: il valore della persona, la sua dignità: non la consolazione di chi non ha il coraggio di assumersi l’onere di una seconda morte e la chiama terroristicamente assassinio. per tenere alto il repertorio delle belle parole ci fa comodo trovare da ridire su un medico che si dice devastato. ma meno male che c’è qualcuno nella classe medica che ancora prova orrore, pietà, dolore. vorrei trovarne di medici che piangono con me il mio male! e non vorrei trovare sulla mia strada preti con la summa theologiae in mano: ma con in mano solo il luoro cuore e il crocefisso.
    siccome tutto questo è enormemente più grande di noi, taciamo. facciamo silenzio. non sono le idee di nessuno quelle che sono da portare avanti, ma al contrario è ora che TUTTI facciano un passo indietro. e preghino.

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  6. enea

    La Chiesa e la “resurrezione della carne”.

    Il successo della chiesa Cristiana ai danni della religione pagana dell’antica Roma, fu proprio la risurrezione della carne per la vita eterna… amen.

    La delusione e l’angoscia di tutte le Chiese Cristiane del mondo di oggi, è che, la promessa della risurrezione in vita della carne dettata dal loro Redentore, a tutt’oggi ha deluso non pochi credenti, parando su tutte le altre aspettative che cominciano vacillare sotto i risultati della scienza.

    “Mille e non più mille e tutto si avvererà”. Ciò era la certezza che tutti i dogmi si fossero avverati entro la fine del secondo millennio, tra cui la risurrezione della carne. Quindi, la Chiesa, non può venire a meno del suo credo, e su questo non ci piove, invitando all’ “atto di fede”, tutte generazioni che si sono succedute e quelle presenti.

    Siamo quasi alla resa dei conti.

    Il tentativo di tenere in vita un corpo morto, oggi chiama in causa un altro dogma fondamentale che sta vacillando nella religione Cristiana, ed è : l’Anima.

    La domanda che si deve porre il cristiano moderno, è la seguente: se l’anima, abbandonato un corpo morto per compiere il suo destino extra terreno, determina l’effettivo stato di morte, a che pro tenerla prigioniera ergastolandola sepolta viva nella carne?
    L’arcano scientifico (tecnologia) di tenere in vita la sola “carne”, da modo di speculare pensieri e parole a iosa. Di fatto, in materia di resurrezione, è possibile dimostrare la resurrezione della carne senza lesionare il volere e il sapere dell’anima stessa?

    Facciamo un esempio.

    Mettiamo il caso che, la vittima eccellente Luana, per un fatto divino o casuale uscisse dal
    coma profondo cui sottostà, gioiremo tutti per un simile “miracolo” : ma se ella, una volta riprese tutte le sue funzioni cerebrali e, si trovasse di fronte allo specchio in un corpo del quale dice di non appartenergli, perché mostruoso o irriconoscibile o altro, ovvero, non suo, e chiedesse di sua volontà, di tornare in uno stato di coma perenne piuttosto che convivere nel corpo alieno e di un altra persona sconosciuta, cosa facciamo? Legiferiamo dei comma legalizzando il suicidio medico o il coma perenne volontario? Tutto ciò a che titolo?
    Certamente si aprirebbe un contenzioso non da poco tra chi crede che la vita non appartenga all’essere, ma ad un Creatore sconosciuto a tutti, e che, assente da millenni, viene millantato come l’unico Dio da chi sostiene di esserne per diritto il Vicario in terra.
    Dico io: ma Dio di tutti o di chi?
    Oppure: è forse meglio cercare di delegare allo Stato sovrano il dovere falsamente laico di disporre della nostra vita come esso crede, anche se, il partito in carica non copre le nostre aspettative?

    Le domande sono mille come mille sono le risposte, perché sono miliardi i modi di credere in Dio visto che ce n’è uno per ogni singolo fedele, mentre il parlamento, è più spiccio e grossolano in quanto tristemente unico veramente, con dei partiti allo sfascio, che stanno andando pericolosamente verso il “partito unico”.

    Ma quello che mi fa specie, sono gli uomini di scienza, perché attraverso una serie di sperimenti scientifici sulla mummificazione (ibernazione) o stato vegetativo perenne, ci dimostrando che la strada della resurrezione non passa attraverso il volere divino o politico, ma all’accanimento terapeutico della scienza; e siccome il caso Luana, come altri casi, non hanno dato i risultati sperati, cercano attraverso il nervo scoperto della religione, dandogi apparentemente ragione, le future cavie umane e volontarie, per nuovi sperimenti scientifici.

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  7. swan

    “Il medico che ha accompagnato in ambulanza Eluana (…) proviene da que­gli ambienti ex-socialisti (…)”

    disgustata! sono disgustata! che pure alla tragedia s’impasti la politica.

    disgustata! sono disgustata! che si punti il dito a vanvera fra dottori e famiglia. ma che si sta a fare, del giornalismo squallido? è la sindrome del gossip?

    Vergogna!
    e, come la Famiglia Englaro ha chiesto, ha supplicato: “silenzio”!

    swan

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  8. lambertibocconi

    Io sbatterei fuori dal blog uno che su un caso del genere scrive Luana. Chi mi capisce, bene. Non sto scherzando! Vuol dire essere infimi.

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  9. enea

    Non sono un Tele-comandato.
    Questo nome ed evento l’ho sentito due volte dai miei colleghi di lavoro, discutendolo a fondo.
    Non ho una TELEVISIONE in casa da 15 anni.
    Lavoro all’estero circa 150 giorno all’anno.

    Luana resta sempre Luana così come lo pronuncia la mia collega meridionale. (le ho chiesto conferma)
    Poi , al signor Lambertibocconi, piaccia o no, visto che non conosco il caso televisivo in quanto non sono un teleutente, potrei anche chiamarla “Quella li” con la Q- maiuscola, ma dalla mia analisi sulla resurrezione non mi sposto.

    Le televisioni sanno come si confezionano le tifoserie, ma internet, mio caro Lamberti, è fato per gente che ha voglia di “leggere” e scambiansi opinioni, altrimenti, egregio signore, chiuda pure le porte in faccia a chiunque passi di qui, con tanto di passw, facendo la fine di tutti i forum che hanno seguito questa linea di condotta, trosandosi dopo un anno a sbadigliare tra loro, o inventare finti provocatori conosciuti per animare discussioni sterili, chiudendo.

    Se invece vogliamo intavolare un discorso etico sulla medicina italiana con relativa ricerca annessa, volendo rabbrividire, son ben lieto di servirvi ottime informazioni anti-etiche, perché davanti al danaro, non c’è etica medica, religiosa o politica che tenga.
    Tutto è ordinatamente allineato al profitto.
    Il paziente deve essere, e restare, sempre paziente, perché a lui o a lei, ci pensano loro.
    Tutti gli ospedali quando hanno un terminale lo cacciano gentilmente verso infrastrutture apposite, o a casa propria, altrimenti gli si accumulano punti negativi, dove, raggiunto un certo numero, vengono commissariati. La clinica S. Rita di Milano è un esempio palese.

    Poi, il fatto che non si voglia sentire ciò che è contrario alle vostre intenzioni, ciò non mi stupisce, è prassi normale ovunque, e non solo nei forum, in quanto, “diniego” è una prassi consolidata presso i conservatori di ogni stile di vita e pensiero.

    Signor Lamberti, le posso darei una massima da WEB?

    “Tutti sanno scrivere, ma pochi sanno leggere”

    Rispettosamente

    enea

    ps:
    rilegga la mia resurrezione… la rilegga attentamente e senza pregiudizi.

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    1. lapoesiaelospirito

      Sto riflettendo da tempo sulla vicenda di Eluana, e mi sembra difficile venirne a capo. Recentemente è morta la persona a me più cara: ha avuto un infarto con edema polmonare; stava riprendendosi, ma poi è sopraggiunto un ictus e ha perso conoscenza. Ho sperato che non entrasse in coma permanente, perché ritengo sia la condizione più dolorosa, sia per il malato sia per i suoi cari. Questa esperienza ha reso ancora più arduo trovare una risposta soddisfacente alla situazione di Eluana. Se il mio amico deceduto si fosse trovato in frangenti analoghi cosa avrei fatto? Certamente non avrei staccato il sondino. Con che diritto avrei potuto? L’avrei fatto per sollevare lui da una condizione priva di coordinate precise o per togliere me dall’angoscia di vederlo sospeso in uno stallo senza fine?
      L’unica certezza è che avrei vissuto con il dolore di vederlo lì, vivo ma privo di reazioni visibili, nell’impossibilità di comunicare e di condividere i suoi pensieri, i suoi sentimenti. Eppure, credo che mi sarei affezionato anche a quella vista, a quella compagnia: era il mio amico e lo sarebbe stato per sempre, sveglio o addormentato. Magari lui avrebbe sorriso di me, che lo guardavo in modo ebete: e non avrebbe mai pensato di staccarmi la spina.
      fabry

  10. lucy

    enea: lei non ne becca una di giusta: l.b. è una signora (in tutti i sensi). sa, luana è un nome non, come dire? fine. evoca altri scenari. che non è il caso. e, accidenti: cambi tastiera. se non guarda la tele, può sempre leggere i giornali, e lì si “vede” e-l-u-a-n-a, ché se la sua collega non ci sente, o pronuncia male, come si dice: scripta manent.

    Rispondi
  11. lucy

    fabrizio: anche i numeri hanno una loro forza. diciassette anni non sono una passeggiata. io credo che non si debba chiedere a dei genitori la riproposta quotidiana per così lungo tempo della perdita della loro figlia.
    l’altro aspetto che mi preme sottolineare rispetto a questa vicenda “politicizzata” è che i politici che non si peritano di farsi scudo, a caccia di consensi, del corpo e della (non)vita di eluana, sono quelli che propongono ai medici di denunciare i clandestini, di impedire che essi vengano curati. questo è abominio.
    un abbraccio.
    lu

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  12. enea

    Cara Lucia,

    ti rinnovo il mio concetto con un copia incolla, pregandoti di leggerlo, come anche il Lamberti o la Lamberti, che della sua sessualità a me poco importa quando sui forum si analizza il pensiero e non il sesso promotore. (comunque chiedo scusa alla signora Lamberti se si è sentita trattata da transessuale, sperando di ricordarme-La effe in futuro)

    Ecco-vi l’oggetto della contesa invitandovi a rileggere bene la parte virgolettata:

    vrote enea:
    Ma quello che mi fa specie, sono gli uomini di scienza, perché attraverso una serie di sperimenti scientifici sulla mummificazione (ibernazione) o stato vegetativo perenne, “ci dimostrano che la strada della resurrezione non passa attraverso il volere divino o politico, ma all’accanimento terapeutico della scienza;” e siccome il caso Luana, come altri casi, non hanno dato i risultati sperati, cercano attraverso il nervo scoperto della religione, dandogli apparentemente ragione, le future cavie umane volontarie per nuovi sperimenti scientifici.

    Quando dico “cercano” intendo la scienza, chiamandola in causa.

    Quindi, mia cara Lucia, le future cavie umane saranno prescelte tra i cattolici timorosi di Dio, SOSTENITORI di quel macabro sperimento terapeutico a lunga gittata, sperimento atto alla RESSUREZIONE della carne. Una volta legiferato il tutto, la legalità per qualsiasi sperimento e accanimento in materia, ne uscirà immacolata concezione, chiedendo pesanti esborsi economici alla comunità italiana.

    Mi pare di essere stato chiaro? ricordandoti inoltre che ho introdotto il mio post cosi: La Chiesa e la “resurrezione della carne”.

    Se poi in materia di resurrezione della carne, la Lamberti non ne capisce una cippa, abbia la cortezza di chiedere la propria espulsione dal forum in questione e lasciare che si approfondiscano le ragioni per le quali, i fedeli delle associazioni cattoliche italiane hanno inscenato tanta forzuta difesa a favore del loro Dogma Principe; perchè quello di “E-Luana” è un esperimento scientifico in matera di “Resurrezione dell’Anima”

    Chiaro?

    enea

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  13. lambertibocconi

    Vabbè, questo non sa neanche l’ortografia…
    Mister Enea, e poi, mi dica un po’: ha qualcosa contro i transessuali? Perché mai mi dovrei sentire offesa? Tutto ciò che dà fastidio ai benpensanti, piace a me, quindi evviva i trans! Per il resto, è vero, sono una splendida e simpaticissima signora bionda.
    Infine: seguirò il suo consiglio e chiederò di espellermi dal foro, perché è così, lo ammetto, non so niente di resurrezione della carne, anzi le dirò di più, non ne so niente perché non esiste, la trovo una gran bufala. Non me ne vogliano gli amici credenti!
    (E’ più forte di me, questa gente scatenata mi stuzzica, mi diverto male, lo so). PAATROCLOOOO!!!! (vecchioni come me, vi ricordate questo urlo alla radio tanti anni fa?)
    Mio vecchio e buon Enea, ci ubriacheremo io e te una notte aggressivi col Tavernello, non ricorderemo di essere quelli che siamo, e ci trascineremo sorreggendoci penosamente fino ai rispettivi portoni, avanti e indietro, avanti e indietro, fino al primo fischio della sirena… 🙂

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  14. enea

    mi spiace signora dai capelli d’oro, sono astemio, tutte le mie finestre di casa danno sui filari… e sinceramente, di filari e filoni non ne posso piu.

    Magari due passi all’obitorio? che ne dice? Offro io. *___=

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