Strappi / poesie e foto di Sabrina Manfredi

crepe

[Da: Strappi – di Sabrina Manfredi – Sguardiversi 2006]

Tagli su legno
Distogli lo sguardo dal disegno
illuminato l’occhio
Aguzzo e acuminato, duro, freddo:
come un amante
diamante.

———————

QUEL silenzio
genera
ossessioni.

E non puoi
farne poi a meno.

———————-

Carpaccio
di emozioni controllate
Sale sulle ferite
sempre aperte.

Brucia lo stesso quella fiamma
troppo alta
che vola basso.

Carpaccio di carne con molto limone.

E niente Stupidi
ringraziamenti.

———————-

Memorizzazione
di attimi
lunghi ore

sguardi fissi di occhi
nero e ciglia
potrei anche dirtelo

ma è presto

e il dolore
dopo di noi
muto attende.

dislocazione fisica e mentale

———————-

tree2

Invidio chi
sa prendersi il tempo
necessario
per ogni cosa e…
non corre incontro
la morte

ma si fa
raggiungere

anzi l’aspetta
fermo
ad occhi chiusi
su una panchina
verde scrostata

———————-

Pulsa il sangue
nella vena
chiusa e ottusa
Pensieri inquietanti

———————-
memoria

11 pensieri su “Strappi / poesie e foto di Sabrina Manfredi

  1. Gaja

    L’autrice di queste bellissime poesie è la mia “Socia”: la chiamo così, su Facebook.
    Premetto che non ho mai permesso all’amicizia o alla simpatia di influenzare le mie opinioni, quando leggo poesia o narrativa scritte da persone che conosco e non ho intenzione di farlo nemmeno ora
    Sono convinta che Sabrina abbia del talento *vero*, sia come poetessa che come fotografa. Mi è capitato spesso di aver imparato qualcosa da lei, qualcosa che non sapevo, qualcosa che non avevo visto. Dopo aver letto la sua raccolta di versi ho imparato anche che le sue poesie sono – e qui ci sta benissimo – laceranti. Bello come solo sa esserlo un dolore cui non si sa e non si può rinunciare.
    Grazie, Franz, di averle pubblicate.

    “QUEL silenzio
    genera
    ossessioni.

    E non puoi
    farne poi a meno.”
    E grazie a Sabrina Manfredi.
    Qui solo Sabrina Manfredi l’autrice. Altrove, sempre, la mia Socia.

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  2. MarioB.

    Mi sembra che sia proprio brava,
    poi al veder la prima foto della crepa, con le marezzature di quel pioppo, credo, sono stato subito preso.
    Le poesie sono in perfetta sincronia d’atmosfera.

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  3. riccionascosto

    Potrei sottoscrivere il commento di Gaja Cenciarelli parola per parola (ad eccezione di Facebook e “Socia”, in verità).

    In più, aggiungerei che l’occhio di Sabrina coglie spesso quegli strappi (di cui la prima foto è un esempio) che fanno parte della nostra vita, ma ai quali si sopravvive. E le sue parole li incidono in profondità.

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  4. eventounico

    Gli strappi non sono sempre facili da cogliere.
    A volte non si vuole vedere perchè il loro dolore è indispensabile alla vita, in quella mancanza tutta una presenza di senso. Le parole scelte sono un buon viatico alla comprensione, ma non violano il bisogno. Altrimenti sarebbe stata una profanazione.
    Complimenti all’autrice.

    Rispondi

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