Famiglia e piccola impresa. Ricetta italiana contro le crisi

di Amedeo Teti *

La crisi economica internazionale che stiamo attraversando – e che non non sappiamo quanto possa durare – lascerà pesanti strascichi  ma sarà una lezione per molti.

Anche l’Italia è stata colpita dallo shock finanziario, ma in modo più lieve  rispetto ad altri Paesi: non sono state prese le imponenti misure pubbliche di salvataggio per le banche e i risparmiatori, come è accaduto in altri Stati.

Gli istituti bancari italiani si sono dimostrati più solidi, le nostre esportazioni non sono diminuite, ma è soprattutto la particolare struttura dell’economia italiana, fondata su basi industriali e contadine, che potrà permetterci di venir fuori dalla crisi.

Quello che sta succedendo ha confermato che un’economia, per essere stabile, deve poggiarsi – almeno in parte – sui pilastri dell’industria e dell’agricoltura. Pilastri che l’Italia, nonostante la veemente concorrenza di paesi emergenti, come la Cina, non ha mai voluto abbandonare. Al di fuori delle basi dell’economia reale,  si apre un mondo di carta straccia, quello dei titoli tossici che stanno avvelenando inesorabilmente la finanza.

Il nostro sistema produttivo si sta rivelando sano, immune dal contagio più pernicioso.

L’economia concreta, fatta da italiani laboriosi e responsabili, si basa sul modello della piccola e media impresa, che assorbe oltre il 95% delle nostre aziende. Le piccole e medie imprese (PMI) italiane sono sopravvissute alla globalizzazione modernizzandosi, coniugando le due anime del made in Italy, la tradizione e l’innovazione, e realizzando prodotti di qualità per i consumatori italiani e internazionali.

Le PMI hanno accettato la sfida di continuare a nutrirsi di economia reale, fatta di prodotti e servizi concreti, non di obbligazioni o biglietti di banca, distinguendosi con una classe di seri imprenditori.

La piccola impresa non nasce per caso; è un fenomeno soprattutto italiano perché sorge attorno alla nostra unità di misura sociale, la famiglia. Certo, talvolta l’impresa si allarga e diventa società di capitali; talaltra nasce e muore nell’arco di una o due generazioni; ma più spesso si radica attorno a un nucleo famigliare, con la collaborazione di molti suoi partecipanti.

Oggi, nell’era della globalizzazione, la piccola impresa deve affrontare le sfide e internazionalizzarsi,  con alter ego degli imprenditori nelle unità produttive aperte all’estero. Sovente l’imprenditore è il capofamiglia, e il figlio è l’alter ego che risiede lontano. Ci sono oggi in Italia 200.000 imprese che esportano beni all’estero in modo non occasionale e almeno 30.000 che hanno investito oltre i confini italiani.

La forza delle PMI sta nel riuscire a destreggiarsi nell’attuale contingenza negativa con flessibilità e versatilità, che contribuiscono ad attutire i problemi derivanti dalla recessione, a cercare nuove soluzioni e nuovi orizzonti. Risalta la complementarità con la famiglia, anch’essa pronta a fare sacrifici – quando arriva il tempo delle “vacche magre” – e a reagire compattandosi, soffrendo in silenzio e confidando in una saggia gestione della situazione politica.

Nel dna delle imprese italiane sono spesso riflessi i valori della famiglia: potenzialità utili per poter guardare al futuro con fiducia. E questo può contribuire a fare dell’Italia un Paese sempre più solido.

Ai politici spetta oggi la responsabilità di impegnarsi, adottando strategie di sviluppo finalizzate a risolvere i problemi dei giovani e a prevenire future recessioni. Se tali strategie verranno perseguite con coerenza, le imprese – e le famiglie – non saranno tradite e sapranno di poter contare su un avvenire di sviluppo.

La fiducia necessaria per superare il difficile momento di crisi è radicata pertanto in valori profondi come l’unità famigliare, la forza e la vivacità della piccola impresa italiana.

* Direttore Generale per la Politica Commerciale Internazionale

Ministero Sviluppo Economico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *