“L’aquila”, di Alberto Pezzini

Vado a scuola. Faccio le medie. Alla mattina mi alzo sempre verso le 8.00. Da casa mia si vedono le montagne ed il mare. E’ per questo che mi sento sempre un ragazzo a metà. Un po’ di terra ed un po’ di mare.Adesso siamo in inverno. Perciò quando esco da casa trovo sempre una mantella di gelo che imbianca le piante. Per uscire dal luogo in cui vivo si deve percorrere un lungo viale. Io lo faccio sempre a piedi perché mi piace guardare l’erba e gli alberi. Ed anche perché così aiuto mia madre che mi porta con l’auto. Le apro il cancello ed andiamo a scuola. Abitiamo fuori città. I miei compagni a volte mi prendono in giro perché dicono che vengo dalla campagna. Dicono che sono un topo di lì. Io sinceramente me ne frego. Prima mi dispiaceva ed un po’ me la prendevo. Oggi, come ho detto, non sto più a posarci sopra neanche un pensiero. Dopo che ho visto come vivono loro, preferisco la mia casa sulle montagne. Da dove si vede anche il mare.
Da qualche notte mi succede di fare dei sogni strani. Mi sembra di volare. E mi sento al mattino le braccia e le gambe sempre intorpidite. Come se avessi corso molto. E’ la stessa sensazione di quando vado a giocare a pallone in piazza al sabato con i miei compagni del catechismo. Giochiamo per delle ore ed al ritorno a casa sento sempre le gambe un poco stracche. Però sono felice. Mi sento quasi sollevato al mattino. Come se potessi muovermi senza fatica. Senza peso, non so se capite.
Poi c’è un’altra cosa che non ho ancora detto a nessuno. Neanche a mia sorella. Neanche a Luccio. Lui è il mio migliore amico. I suoi genitori coltivano i fiori vicino a casa mia. Siamo molto amici. La cosa è questa.
Al mattino, quando mia mamma mi viene a svegliare, e lo fa sempre lievemente, la prima immagine che mi schiude il giorno è un cielo immenso, pieno di luce ed aria. Lo strano è che mi capita anche quando fuori piove. Ho una luce negli occhi che mi riempie subito. La sensazione è bella. Sembra di sentire un infinito che brilla come il sole quando si alza. Quando sento quell’aria libera, senza nuvole, mi arriva poi un odore di resina, anzi di pino.
I pini io li conosco bene. Sopra casa mia, con Luccio, andiamo sempre per muschio. Soprattutto quando si avvicina il Natale. Lo raccogliamo insieme per il presepe. Luccio mi aiuta poi a farlo. Andiamo a raccoglierlo nel bosco sopra da me. Ci sono pini alti come giganti, e larghi come botti. Sotto il muschio è sempre verde, bello bagnato e soffice come una spugna.Lì sento sempre l’odore dei pini e mi sembra sempre di averli dentro i polmoni tanto forte è il loro profumo.
E’ lo stesso che avverto al mattino. Come se avessi trascorso la notte in mezzo ai pini. Il bello è che il pensiero dovrebbe farmi venire una paura matta. Io non ho un grande coraggio. Quando vado in cantina, per esempio, se sento un rumore che non conosco, ed è buio, scappo. Allora ho preso ad andarci con i miei cani. Uno si chiama Moro e l’altro Marlo. Sono un pastore tedesco ed un pointer. Con loro vado dappertutto.
Però, vi dicevo, la paura di passare la notte nel bosco, o il pensiero di farlo, non so perché, non mi crea alcun timore. Non so spiegarmi il motivo.
Stamattina ho guardato per caso il tappeto su cui poggio i piedi quando mi alzo ed ho trovato una pigna. Piccola, fresca, con un filo di resina trasparente che la circondava come una corona sottile. L’ho annusata. Sapeva di pini e resina, ed aria chiara come il vento. Ho controllato le finestre. Erano chiuse. Allora l’ho nascosta subito nella tasca del pigiama. Non sapevo cosa dire a mia mamma. Non riesco a capire da dove sia venuta.
La giornata è bella, senza vento. Ho pensato a ieri sera. Sono sicuro che non c’era. E’ un bel mistero. Vado a lavarmi i denti e vedo un piccolo bernoccolo. Dolce, però. Non troppo grosso. Non so cosa sia potuto accadere questa notte.
Devo parlarne a Luccio. Magari gli viene qualche idea.

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Kamala Harris, Arsène Wenger, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

2 pensieri su ““L’aquila”, di Alberto Pezzini

  1. Piera

    Un racconto coinvolgente, l’inspiegabile, il mistero che passano attraverso le finestre chiuse.
    Immagini che rimangono impresse, come i ritratti tutti “interiori” dei due ragazzi e di una tenera madre. E poi i contrasti, il mare e i monti, la vita “dentro” e “fuori” dalla città. Davvero un bel racconto.
    Un cordiale saluto. Piera

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