
commesso
a Nadya Andjoman (1980-2005)
così la pioggia sanguina laggiù:
frantumi da fessure craniche
in pieno giorno
una comincia a morire dalle mani
l’altra dai piedi
e l’altra ancora dal suo grembo
in una mattina di maggio
sillaba dopo sillaba si spezza
nella sua bocca
nessun grido
in nessun orecchio
colpito
prima che la parola lo trovi
tra pugni e sassi
il sangue a terra
pulisce, straccio in bocca,
l’altra
silenzio poi
faccenda commessa
nessuna parola
in nessuna gola
la porta chiude dietro di sé
la muta testimone
ora della lepre
a Marina Cvetaeva (1892-1941)
quando nella gola degli scoiattoli scava sogni
mentre pulisce le aringhe
la mano destra nuota
nelle loro fredde pance –
la felicità è un concerto di rane,
sacco di patate quasi non marce,
quando una rima precipita in gola
e un’ abbraccio stende per terra,
quando i rondini si gettano contro il cielo,
e il sole è un fulmine nel manto della gatta tigre
così fa, più o meno, la mia legenda:
all’ora della lepre
monto in sella
do una spronata alla mia cavalla
tra betulla e betulla colgo
il bianco dei tuoi occhi in fiamme
questo voglio che voi aveste saputo di me :
la mia spaventata spensieratezza
e gli scoiattoli nell’eucalipto
Marina, pattinando, cadendo, ridendo
stuzzicata da piume
(se l’amore non è uno spreco,
che altro, che altro?)
fino a Elabuga si estende la mia voluttà rabbiosa,
la mia disperata forza.
e non finisce qui
non finisce qui
del caldo vivere
a Alejandra Pizarnik (1936-1972)
vedo ma non vedo
che un immagine non immagine
la vergogna di vita non vita
di tanto vano
tanto caldo vivere sotto nessuna pioggia
da te è richiesto l’impossibile
perché tu non ti spaventi
dici di si, sono pronta, voglio piovere
pioverò su alberi specchi amanti, veri e falsi,
sazierò l’avida terra
del mio donarsi senza limite
verrò e per la parola non parola
sarò quasi neve
la calda lepre della sera
nell’aria che sfugge a chi la cerca
una parola sola rimane in gola
pietra pulsante come fosse
mortale tra i mortali
cani di corsa sono
le mie voglie che mirano
alla meta di tutti
oscuro appagamento
di tanto soffrire
di tanto baciare bocche senza volto
ecco dice il mio signore
così ti voglio
dissolversi senza fine
anfora generosa di denti e volti
cani e lepre
cose con e senza nomi
(Foto Johanna Combi)

molto belle, anche la foto di johanna, brava stefanie!