Io e te sulla rupe
la rupe è l’ultima vertebra
della terra
poi comincia la testa
le nuvole
il cielo.
lì sopra io e te
coi corpi appoggiati
in disordine
un po’ sulla carne
un po’ sull’erba
un po’ muti
un po’ mossi dalla parola,
così fino a vedere
il cuore che mentre batte
vola.

Potrei risultare antipatico. 🙂 Ma non mi dice niente. Il punto è che non è poesia, per lo meno dal mio punto di vista che è sotto la rupe. Non me ne voglia troppo l’autore, però meglio dire che non dire.
Mi mette un gran buon umore questa poésia.
🙂 buona domenica.
poesia non poesia
questo non è il problema
già già già … un caro saluto Arminio.
le mie ultime vertebre,le cervicali, ormai sono da disa(r)mo,praticamente è come essere sempre in navigazione, in alto mare…o forse mi confondo ed è di a(h)…mare che mi parla?
Un testo davvero pieno d’aria buona, una sorsata di piacere in libertà, anche dalla scrittura e dai suoi canoni. Grazie ferni
Mi piace tantissimo Franco Arminio,purtroppo nella mia città non riesco a trovare i suoi libri. Una poesia, la sua, che parla un linguaggio che capisco, mi emoziona e mi rende partecipe del suo sentire. Al contrario della signora Marina Pizzi al cui cospetto resto di sasso e di cui non comprendo una parola. Peccato che certa poesia debba essere così intellettuale e parlare un linguaggio per iniziati!
Buonasera e grazie.
filo
se mi dà un suo indirizzo le mando un libretto di versi in uscita.
io, come ho detto altrove, cerco la linea retta, una dizione senza aloni e poetese.
so che ci sono altre strade, ovviamente, ma questa mi pare la più adatta ai tempi che viviamo