10 pensieri su “Una profezia sulla società occidentale contemporanea

  1. nina maroccolo

    Caro Fabrizio, oggi il mio primo Post… Credevo lo avessi letto:-(
    Ci tenevo.
    Un abbraccio,
    Nina

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  2. fides&ratio

    nessun dolore… l’assoluta insensibilità della gente che non capisce, che non vuol capire…

    poveri noi, fabry

    cerchiamo di resistere 🙂

    un abbraccio

    f&r

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  3. nina maroccolo

    Caro Fabrizio, stavo giusto pensando la stessa cosa… [riferendomi a un tuo commento lasciato su LA DEVOZIONE…] In realtà, attraverso Masa e Cechov non plasmo solo l’eterea e argillosa “materia teatrale”.
    Dentro la matrice originaria del Post, affronto e argomento un’estensione di tematiche che vanno dalla psicologia ai tratti caratteristici di una società come quella russa di fine Ottocento; dal dolore individuale a quello collettivo: il più insospettabile, quello collettivo, perché nell’umano essere vi è la naturale tendenza a “salvaguardare-ripiegare-risolvere” il proprio. Ed esso, il dolore appunto, tende ad assumere una scala di valori. Scandalosa e oscena – direi.
    Poi c’è l’amore che non incontra l’amore o, se l’incontra, è soltanto muto dialogo tra perfetti loquaci estranei.

    Ma dove sta, dove si annuncia la solidarietà nel mondo, esattamente come nel microcosmo dei personaggi del Gabbiano?

    Un caro abbraccio non “anestetizzato”, Fabrizio.
    Notte serena a te e a Fides&Ratio.

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  4. Chiara Daino

    Nel NOMEN-OMEN di Lucio [ presagio e profeta ] si illumina: quale ragione? Del diserto del deserto che tanta parte prende…
    Qui – nello spazio spartito – della strada, della scelta: Stairway to Heaven? Highway to Hell? So solo che qui – nelle maglie/nella magia della Rete – qui sì, r’esiste: chi prova. Strappando pelli per conciare parole. Tutto il massacro e tutta la meraviglia. L’impermeabile dell’indifferenza non è veste che – comoda – che calza chi [nell’ora del ritorno è per Voi il pensiero che sapete che siete] versa Poesia e versa Spirito. E riversa e si rivolta l’anima e ribalta l’assetto asettico. E destina domani. Migliori.

    Grazie,

    Chiara

    P.s. Nina, forse siamo tutti Nina, forse siamo tutti “un soggetto per un breve racconto”. Dipende solo dalla mano che ci firma e ci ferma: come persone – oltre ogni personaggio.
    Basta una consonante [ dolce o sonora ] basta un suono [ aspro o sordo ] perché l’oggetto sia soggetto. Per vivere e non lasciarci vivere…

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  5. nina maroccolo

    Carissima Chiara,
    hai ragione. Condivido ogni tua parola.
    … E fai sicuramente teatro, come me.
    Sei una creatura molto sensibile, lo avverto dalle vibrazioni delle tue parole, da come le fai sorgere: nascenti e acquatili, poi battenti come il miocardio. Conquista, infine, la tua componente animale fortemente istintiva&intuitiva. Tutto questo lo trasformi in pensiero-scrittura-vita. Bellissimo!
    *
    “So solo che qui – nelle maglie/nella magia della Rete – qui sì, r’esiste: chi prova. Strappando pelli per conciare parole. Tutto il massacro e tutta la meraviglia.”
    Grazie, dolce meraviglia. To resist!

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  6. Chiara Daino

    @ Nina:

    e grazie per la condivisione [ quella comunione che: chi macera copioni conosce ]. Più che fare Teatro è il Teatro che fa [di] me – una persona migliore. Perché è il dove mi trovo; e mi trovo *al sicuro*, come reCita l’eco giunto da quella Contrada Caos…
    Alla Festa dei Sensi, Nina!

    Stand and fight!

    @ Fabry:

    A te che tieni – nel nido di dita – la mano capace di quel tutto che. Tutto converte.
    In luce.

    Grazie

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