Filastrocca del girasole. Di Nadia Agustoni

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(girasoli sul pendio)

Filastrocca del girasole.

di Nadia Agustoni

 

Di giorno seguo il sole

la notte so aspettare

 

mi inventa la pazienza

un mondo da guardare.

 

Giro la corolla

c’è il cielo da vedere

 

i prati, il campo

e le api serene:

 

stanno sulla terra

senza sogni

 

o hanno sogni muti

da ascoltare

 

ali trasparenti

dove la luce

 

è riposare.

12 pensieri su “Filastrocca del girasole. Di Nadia Agustoni

  1. véronique vergé

    Amo la poesia di Nadia,

    Il girasole mi mette il cuore nella festa.
    L’esperanza del giorno, vedere la pianeta fiore,
    cuore di miele,
    la notte è attesa: “la notte so aspettare”;
    bella l’idea… La sagezza dell’attesa.
    C’è una giraluna? Immaginare un fiore tornata verso la luna…
    Sarebbe uan bella invenzione della natura, no?

    Grazie per la luce dei versi.

    Nadia Agustoni ha la lingua pura dell’infanzia.

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  2. robertorossitesta

    Le api purtroppo stanno perdendo la serenità, se non anche altro.
    Ma nominare poeticamente un mondo a rischio di scomparsa può contribuire a conservarlo:
    questa è sempre stata la grande certezza, oggi “derubricata” a speranza, magari a sfida.
    Grazie e un saluto,
    Roberto

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  3. nadia agustoni

    Vi ringrazio Veronique e Roberto.

    Sì, osservo un mondo poco sereno, eppure a volte in certi luoghi pare intatto. O sono gli occhi, non so.

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  4. enrico de lea

    terra, tu sei per me piena di grazia – scriveva Sbarbaro, con quanta quanta consapevolezza della barbarie a lui contemporanea

    ovviamente i miei complimenti, ciao, enrico

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  5. lucy

    quanti miti agresti ci vogliono a formare queste non semplici parole? il ronzio della pecchia, elianto paziente, un tempo gelosa. mi piace pensare al girasole come colui(colei) che sa aspettare. il tema della pazienza mi si para di fronte ogni giorno, ultimamente, come irrinunciabile. la tua poesia è un segno. grazie.

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  6. carmine vitale

    eppure a volte pare intatto e il non so esprimono tutto quello che si sente leggendo le tue parole
    la tua poesia è sogno e realtà
    incanto e serenità
    memoria e futuro
    bello
    c.

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  7. nadia agustoni

    A Lucy e a Carmine grazie.

    Non direi “miti”, per me sono immagini (in questo caso) della campagna toscana, dove ho a lungo transitato e vivevo poi in zona Appennino. Diciamo che certi luoghi non sono ancora persi, ma lo saranno forse e forse in parte già sono cambiati.
    Però ritornano così e io devo dire che osservare è una scuola, si vede quello che a volte appare solo per un attimo brevissimo. Scrivere di questo o di una fabbrica o di altro, ma alla base c’è questa attenzione, uno sguardo che per forza poi è il mio. Se arriva o meno poi non sta a me dire.

    Un saluto

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  8. Chiara Daino

    E SEGUE sempre il Sole, Nadia che sa. In attesa perché può – passi pazienti, chi è luce dentro. E nello spazio delle ciglia – chiude e dischiude mondi. Migliori.

    Grazie a chi, come te, può dire “mi inventa” e può negare ogni “inventario/inventariato imposto”

    Ti bacio l’anima

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