Il nero della lavagna

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da qui

Non posso crederci. Cerchiamo spazi al chiuso per questi poveracci, diventiamo matti per costruire un dormitorio, trovare un luogo, un simbolo per dire che ci sono, che non si possono abolire, cancellare del tutto. Tra loro c’è il santo bevitore, il povero di Assisi; c’è Gesù, c’è Dio, l’ultimo degli ultimi, il più disperato della terra. Il mondo non è un cancellino per fare pulizia, per esaltare il nero della grande lavagna della vita. Ridateci un gessetto per scrivere il nome di chi piange, di chi impreca perché non trova più la sua panchina, la sua casa.

12 pensieri su “Il nero della lavagna

  1. fides

    è una perversione! perché invece di spendere i soldi (nostri) per comprare panchine inagibili si potrebbero usare per dare un posto a chi non ce l’ha.

    arrabbiamoci, fabry, perché qualcuno ci ascolti

    un abbraccio

    f&r

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  2. robertorossitesta

    Il punto vero secondo me l’ha toccato Fides: “arrabbiamoci”.
    In certi momenti la preghiera è questa.
    Grazie e un abbraccio,
    Roberto

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  3. antonio

    questa ci mancava. ma dove trovano idee così bislacche? cosa devono fare questi poveretti, dormire seduti? e intanto si discute se dare a bruno vespa un milione e due o un milione e sei (più dei sostanziosi extra, e ricordo che sono sempre pagati da noi tassati alla fonte)

    sono d’accordo, arrabbiamoci, ma troviamo un modo per farci vedere, per farci sentire.
    dovremmo avere nuove idee.
    si faccia avanti chi ne ha

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  4. Francesca

    NOOO….nn ci posso credere 🙁
    andiamo a smantellare questa ingiustizia…il razzismo e l’indifferenza contro i più deboli deve essere affrontata!!!
    Fabry è una cosa troppo assurda….

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