da “L’invadenza del relitto” di Marina Pizzi, 2009

42.

un rullio di tempie e sembra morire

questo antefatto lungo una stirpe

rantolando rantolante cent’anni.

nei venti che blasfemi staccano le rondini

tu il collo lungo di Modigliani inventi

per disperdere le fiaccole crocefisse.

le pene che sbocciano dentro il calendario

benesseri nel bilico di davanzali

zonzo d’angeli che non sanno chi proteggere.

le malattie congenite del tetto

narrano nidi patrioti

eremi che imperlano le nuche.

oggi è colmo il male asperrimo

di chiudere le spalle all’avvenire.

43.
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Now playing: Bruce Springsteen – Tougher Than The Rest
via FoxyTunes

6 pensieri su “da “L’invadenza del relitto” di Marina Pizzi, 2009

  1. Carla

    il malessere di vivere viene esaltato in questo rullio di tempie
    nel mondo che più non ascolta, non ci ascolta
    e la confusione si annida ovunque senza più
    l’antica fiaccola nel cuore.
    ma c’è chi ancora crede nell’airone.
    un bacio, Marina
    c.

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  2. cettina

    Dopo aver letto questi versi penso a quando,giovanissima, l’aspettativa nel fututo era pura e incontaminata, cosciente , fiduciosa…invece adesso è così come descrivono questi versi di Marina, perchè non si tratta di malinconia, di pessimismo del poeta …E’ il mondo,invece di progredire come una sorta di promessa , se si vuole immaginaria, un grado di civiltà che doveva progredire di pari passo con il progresso,per motivi che inutile approfondire in questa sede, non è stato così…. e adessso questi versi si fanno leggere e ci confortano come una morbida coperta di pail.
    Complimenti, Cettina

    Rispondi

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