Stanze per il giorno dei morti. Di Nadia Agustoni

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(campagna)

Stanze per il giorno dei morti.

di Nadia Agustoni

 

il buio non nasconde i morti

ma gli occhi vedono il giorno

e io mi illudo della campana

che chiami l’ora soltanto ci lasci vivere

 

pensando radici

come pianta nei rami toccare l’alto:

è nella terra il cielo

qui il fiore capisce l’erba lo spino

e l’ombra che lo salva.

 

così la sera incanta le case

e rogge dilagano in campi

in slarghi di fango dove non c’è colore

e si sconfina ciechi e si sta soli e filari d’alberi

sono a sentinella e ogni cosa gira ritorna

e stringe i paesi un silenzio d’inverno

il bruno di corteccia a metà dell’aria.

 

gli uccelli notturni mai festosi

hanno grida vuote nel vuoto

e un rimbombo è l’unica voce

il nome che scende dalle imposte

scappa via nella luce e all’alba

ognuno è rinnegato tre volte

dio non sai che fatica sbagliare.

 

i morti rubano memoria

diventano i ricordi e a notte

parlano dentro le grondaie in spifferi

improvvisi con improvviso significato

ma nulla è come prima i vivi

non ritornano non cercano più

hanno chiavi a ogni porta.

 

un giorno i morti risorgeranno

e noi li aspetteremo sui campi

con altra terra per loro: vedete

che terra è rimasta non ha più cuore

la terra senza di voi.

 

i nomignoli dei morti

non stanno nei cimiteri

si scrive il nome che uno

ha avuto non cosa diventa

abele e non caino e si dice

è pace la pace eterna.

18 pensieri su “Stanze per il giorno dei morti. Di Nadia Agustoni

  1. lambertibocconi

    Bellissime, più di sempre. Bella anche la foto. Davvero brava. Una forza espressiva e concettuale senza la minima sbavatura. Un paragone azzardato e pazzo, ma qui mi è sorto e qui lo dico: mi ricorda i tuffi dei campioni di tuffi, quando dopo le evoluzioni entrano in acqua come proiettili senza sollevare una goccia.
    FIERA DI OSPITARE NADIA AGUSTONI alla rassegna di poesia mia e di Francesca Genti “I Giovedì di Sud”, a Milano il 19 novembre. Venite, eh? Anzi adesso se ci riesco metto in lista di comparizione su LPELS il calendario. Ciao Nadia, brava!

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  2. robertorossitesta

    La religione del ricordo: l’unica che si può discutere (anche più delle altre) ma che non si può negare.
    Grazie e un abbraccio,
    Roberto

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  3. Giorgio

    Preziosa questa doppia vista che ci dà la poesia, per tenere insieme i vivi e i morti.

    Grazie, Nadia.

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  4. nadia agustoni

    @ tutti

    In un giorno non certo allegro vi ringrazio della presenza.
    Ho la connessione che salta di continuo e sono quindi breve, ma vi sento vicini.

    Un caro saluto

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  5. mariapia

    cara Nadia, mi ha mangiato il commento, acc…Dicevo che seppure solo l’autore ha diritto a dare versi, accapo e dunque indicazione di esecuzione, io l’ho riletta raddoppiando i versi, mi veniva naturale, mi pareva valorizzasse lo scivolamento narrativo, verso il poema, che c’è, come motus,e l’aratura delle parole, suggerita dalla foto, fa spaziare questa diramazioen calma in fioritura orizzontale, concentrata nelle essenza. Brava Nadia!
    maria Pia Q

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  6. carmine vitale

    davvero il livello si alza e di molto
    mi piacerebbe venire a sentirla il 19.
    ma.
    un caro saluto
    c.

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  7. Fiastro

    per l’inverno mancano quasi due mesi, sarà antipatia ma di questi tempi non c’è concessa licenza

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  8. Fabio Franzin

    Colpisce sempre, Nadia, colpisce e al contempo scolpisce questo tempo infame che ci porta ad avere nostalgia di ci manca, di chi è mancato a noi (penso ad Alda, per esempio, a Simone…), che ci ha fatto compagnia, coi suoi versi, che ci ha fatti sentire meno soli.
    Un abbraccio. Fabio

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  9. francesco t.

    Io penso che Nadia sia in una sorta di stato di grazia, maturato a lungo, conquistato e voluto.
    Una fortuna per chi legge.

    Francesco t.

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  10. enrico

    che belli

    c’è questa compresenza dei morti e dei viventi che affascina ed ancora ad un senso sempre ulteriore – grandi versi d’una grande

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