Lpels sul Corsera

corriere della sera

La poesia e lo spirito sul Corriere della Sera

Il ruolo dei blog nell’attività letteraria italiana è ormai una realtà. Mentre il dibattito in rete, e non solo, si sviluppa in modo costante (vedasi l’articolo di Marco Filoni sul Domenicale del “Sole 24 Ore”), l’argomento è diventato anche oggetto di studi e ricerche: se ne è fatta portavoce, recentemente, la ricercatrice universitaria Giulia Iannuzzi con il libro “L’informazione letteraria nel web” (Biblion edizioni). Ora è proprio la stessa Iannuzzi a comparire tra le pagine del nuovo supplemento della domenica del “Corriere della Sera”, La cultura, a fianco di firme quali Magris e De Cataldo, e con una rubrica dedicata: “Il blog @”.

Ospite della puntata di domenica 8 novembre è stato proprio il blog La poesia e lo spirito, con un breve e fulminante commento, che illustra, sia pure nella brevità, i caratteri tipici di questa rivista web: “La poesia e lo spirito: un esercizio di tolleranza. Davvero ricco questo blog collettivo (lapoesiaelospirito.wordpress.com) nato nel 2007 che vanta firme (una quarantina) di intellettuali, artisti, poeti, giornalisti e studiosi. Dunque recensioni ma anche testi inediti, riflessioni, aggiornamenti sui dibattiti più interessanti compongono una produzione eterogenea, all’insegna di apertura, tolleranza, confronto. (Giulia Iannuzzi)”.

Certo, potrà sembrare un po’ sciovinistico il fatto di sottolineare che oggi il primo quotidiano italiano abbia dedicato una sua rubrica a Lpels. Ma, in fondo, ciò riveste un motivo di sottile orgoglio circa il fatto che questa comunità eterogenea, fatta di tante persone che vivono, lavorano, soffrono e condividono una passione per le culture, non soltanto quelle legate alla lettura e alla scrittura, si stia ritagliando pian piano uno spazio significativo nel panorama culturale italiano.

20 pensieri su “Lpels sul Corsera

  1. Roberto Plevano

    Significativa segnalazione, sono d’accordo. La distanza tra la cultura di carta e quella in rete tuttavia rimane, qui in Italia più che in altri paesi.

    Forse adesso si può accennare a un piccolissimo episodio, che tocca diversi aspetti del rapporto tra la produzione (critica, narrativa, poetica ecc.) dei cosiddetti “blog letterari” e la cultura cartacea. Tempo fa fu pubblicato qui in LPELS una recensione di un memoir di Barry Callaghan, significativa voce letteraria nordamericana. Tre settimane dopo, apparve una recensione dello stesso libro sul Corriere della Sera, a opera di un autorevolissimo (e chiarissimo) pubblicista/critico/docente universitario specialista di letteratura inglese.
    La recesionsione cartacea viene debitamente segnalata nello spazio commenti, accompagnata da una leggera osservazione scherzosa sulla gratuità della recensione LPELSiana vs. l’articolo commissionato e retribuito.
    Tempo 24 ore, l’autorevole chiarissimo comunica privatamente di non apprezzare per nulla l’ironia, tacciandola di infantilismo. Invitato a lasciare un commento sul LPELS, declina l’invito perché lui “non scrive in rete”. Il commento scherzoso viene cancellato, per amor di quieto vivere.
    È plausibile che, ceteris paribus, la reazione verso un’osservazione ironica sarebbe stata diversa se il medium della prima recensione fosse stato tradizionale.
    Presso l’establishment culturale accademico e editoriale resta insomma condivisa l’opinione di Eco e altri che l’assenza di controllo e di selezione proprio della rete prevenga l’instaurarsi qui di un canone qualitativamente accettabile di comunicazione (ed espressione) letteraria. Si potrebbe osservare che questa mentalità, un tantino discriminatoria, riflette, in sede critica, le regolari pratiche di cooptazione che sono l’unico mezzo di ricambio nella comunità intellettuale “ufficiale”.
    Sarebbe un’osservazione ovvia. Eppure, ci vorrebbe forse un albo (informale, per carità) dei siti letterari degni di rispetto e attenzione, se non altro per riconoscere ormai l’evidenza che l’informazione culturale che si può ricavare, su molti argomenti, da una selezione ragionata di articoli scritti per la rete è pari o superiore a quella del sabato di Repubblica, per esempio, o di altri inserti culturali.
    (detto senza la presunzione di gettare un sasso nello stagno)

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  2. lambertibocconi

    Che bella soddisfazione l’articolo! 🙂
    Pertinente l’osservazione di Plevano. Anche perché si dice, e io ci credo, che il web è sempre più fonte di furto per i giornalisti poco scrupolosi, o anche semplicemente di gioco “di prima” (metafora calcistica) per quelli che vogliono essere in tempo reale sulle cose.

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  3. Enzo Galastri

    Caro Fabrizio, ho scovato l’articolo sul Corriere della sera e mi sono sentito orgoglioso come se fosse cosa mia. La cosa che mi ha maggiormente gratificato, pur nella brevità dello scritto è stata la frase in cui si parla di “esercizio di tolleranza”. E noi tutti sappiamo che tolleranza non significa che tutto è permesso.
    Enzo

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  4. ezio

    Mi accodo con entusiasmo. Grande, grande soddisfazione.
    Ora mi tocca capire in quale delle categorie elencate dal Corsera mi dovrei riconoscere (essendo uno della quarantina di intellettuali, artisti, poeti, giornalisti e studiosi.)
    Escludendo certamente quella dei poeti, dei giornalisti e degli artisti, rimangono libere intellettuali e studiosi. Studioso no di certo (purtroppo non studio più, non ne ho il tempo). Resta l’intellettuale. Evvai. Il Corriere della Sera mi definisce un intellettuale! Ho alla fine raggiunto lo scopo che mi ero prefissato a 17 anni (deriso da buona parte di familiari e amici – e a ragione, s’intende).

    Ezio

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  5. ramona

    Ottimo Ezio, e anche a buon diritto, direi…

    Io invece la mia collocazione proprio non l’avrei trovata…. nè poeta, nè giornalista, nè artista, nè intellettuale e men che meno studiosa!
    Mi sa che mi viene una crisi d’identità….

    Evviva e complimenti a tutti!

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  6. Lucia Olini

    Mi pare che questo blog si caratterizzi per: cultura, garbo, attenzione, rifiuto della banalità e della banalizzazione ma anche semplicità senza vezzi, oltre naturalmente a tolleranza, apertura, confronto: tutta merce rara di questi (tristi) tempi!

    Quindi davvero mi unisco agli incoraggiamenti a tutti gli autori.
    E mi fa molto piacere la menzione sul corsera: che sia la rete un possibile spazio di democrazia e di collettiva autoeducazione democratica, visto che i mass media a larga diffusione (TV) sono ormai quasi del tutto colonizzati da conformismo, volgarità e ossequio al potere?
    Non dico nulla di originale nè di nuovo, anzi, so bene di ripetere una ovvietà, ma forse è il momento che anche gli educatori e gli intellettuali di professione si pieghino a questo mondo, non vedendone solo al solito i rischi e la labilità. Ed io, da insegnante, spingerei verso una presenza sempre più consistente della rete anche nella didattica.

    Un saluto,
    Lucia

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  7. Nina Maroccolo

    Per me è una gioia soprattutto per Fabrizio. Già scritto su email privata, appena visto-letto l’articolo e poi segnalato:-)
    Ed è gioia per me, perché sono qui con tutti voi.

    E’ una notizia positiva che sottolinea, ancora una volta, quanto sia importante l’unione e la compattezza.
    FARE ANIMA, si chiama.
    BACI A TUTTI:-)

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  8. monica

    In tempi come questi, dove odio, discriminazione e violenza sembrano avere la meglio, un blog che inneggia alla tolleranza è come uno spiraglio aperto in una stanza buia.
    Un abbraccio virtuale a tutti
    Monica

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