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da qui
Ogni tanto se ne abbatte uno: a Berlino ha fatto rumore, se ne sarebbero accorti anche gli angeli che volavano sopra la città. Angeli tristi, a volte. Perché se un muro cade, cento se ne alzano: per un colore diverso, un ceto inferiore, idee cosiddette incompatibili. Ma soprattutto per denaro: la radice di tutti i mali, si diceva un tempo. La radice di tutti i muri, si può dire oggi. Quando il bambino era bambino, sapeva cosa fosse un muro, ma non pensava si potesse costruire in mezzo a una città, in mezzo al mondo.

C’è un muro tra di noi :non ci capiamo, perciò non ci amiamo, non ci vediamo neanche.I muri invisibili sono i più difficili da abbattere.
grazie Annamaria.
il cammino è questo: abbattere muri, prima che ci crollino addosso.
costruire ponti potrebbe essere un’alternativa interessante
esserne capaci… speriamo non sia solo un’utopia.
un abbraccio, fabry
f&r
“Se un muro cade, cento se ne alzano”. Stupisce (o forse no) nel variopinto brodo delle rievocazioni di piazza, l’ostinato tacere sui muri invisibili, quotidianamente edificati e, inevitabilmente, i più duri da abbattere. Accade raramente che li si riconosca come tali.
difficile fare un commento originale, fabry.
grazie perché è sempre bene riflettere sui propri muri interiori.
ciao!
claudia
How many Walls must a man walk down
before he can call him a Man?
How many seas must one dove sails
before she sleeps in the sand..
and how many cannonballs..
we must see flying…before
we can hear people CRYING?
the answer, my friend,
IS BLOWING IN THE WIND….
Un abbraccio, Marlene
grazie care.
le donne capiscono meglio cosa sia un muro…
un abbraccio
fabry