
C’è un film che mi ha sempre affascinato, Il cielo sopra Berlino, di Wim Wenders: il soprannaturale che scende sulla terra, la presenza che tutto comprende, supera gli ostacoli, vola, parla all’orecchio, attrae, guida, consola. Il contraltare è un mondo senza Dio: greve, incosciente, incapace di dire un Padre nostro.
La potenza della preghiera si staglia su uno sfondo grigio, informe, sgangherato: il cielo sopra Berlino, Roma, New York, è la bellezza che rovescia il mondo, che lo rende ciò che può essere. Che, anzi, è.
Ciò che può essere
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