Quando l’adulto non è stato bambino da grande non è solo un uomo ma anche un bambino cattivo, povero uomo! Quando un bambino era un adulto il mondo era vuoto e il vuoto era pieno di sogno e il sogno sparito non il vento soltanto che urlava in silenzio di notte ma anche il suo pianto.
Quando l’adulto non era bambino non c’era colore o poesia o tremore che non ricordasse i suoi occhi l’estate mentre tutti giocavano a palla e l’adulto guardava la palla arrivare ai suoi piedi e le piccole bocche stridenti socchiuse aspettare col calcio la palla tornare. Quando il bambino chiedeva mi scusi signore la palla mi scusi e l’adulto lisciava la pelle a pentagoni il bambino sorrise le braccia allungate in attesa curiosa e affanata la palla. Quando l’adulto era un bambino e aveva del sangue di un cane ammazzato sul volto spiaciuto e stordito dal lampo esplosivo di un fischio dal cielo, aveva capito che non solo il cane era morto stecchito ma il suo sogno breve di essere bambino e l’adulto lo scrisse poi nel futuro con molta retorica (ovvio) per far finta di esserlo stato non per finta ma davvero un bambino.
grazie del bel videopost, fabrizio. scusate se mi sono permesso di scrivere il primo commento. buonanotte.
🙂
Quanti adulti hanno gli occhi di un bambino? Quanti riescono a conservarli intatti e puliti fino alla fine? Non lo so, se solo ci provassimo!!
Grazie del link, è veramente un bel sito!
A presto!!
Complimenti per la scelta. Bellissimi versi di Peter Handke, indimenticabili immagini di Wenders (che purtroppo non si è più ripetuto a questi livelli, misteri della creatività umana). La poesia è stata concepita in tedesco.
“Quando il bambino era bambino
scagliò un bastone come una lancia contro l’albero
e lì vibra ancora oggi”
Lied Vom Kindsein
Als das Kind Kind war,
ging es mit hängenden Armen,
wollte der Bach sei ein Fluß,
der Fluß sei ein Strom,
und diese Pfütze das Meer.
Als das Kind Kind war,
wußte es nicht, daß es Kind war,
alles war ihm beseelt,
und alle Seelen waren eins.
Als das Kind Kind war,
hatte es von nichts eine Meinung,
hatte keine Gewohnheit,
saß oft im Schneidersitz,
lief aus dem Stand,
hatte einen Wirbel im Haar
und machte kein Gesicht beim fotografieren.
Als das Kind Kind war,
war es die Zeit der folgenden Fragen:
Warum bin ich ich und warum nicht du?
Warum bin ich hier und warum nicht dort?
Wann begann die Zeit und wo endet der Raum?
Ist das Leben unter der Sonne nicht bloß ein Traum?
Ist was ich sehe und höre und rieche
nicht bloß der Schein einer Welt vor der Welt?
Gibt es tatsächlich das Böse und Leute,
die wirklich die Bösen sind?
Wie kann es sein, daß ich, der ich bin,
bevor ich wurde, nicht war,
und daß einmal ich, der ich bin,
nicht mehr der ich bin, sein werde?
Als das Kind Kind war,
würgte es am Spinat, an den Erbsen, am Milchreis,
und am gedünsteten Blumenkohl.
und ißt jetzt das alles und nicht nur zur Not.
Als das Kind Kind war,
erwachte es einmal in einem fremden Bett
und jetzt immer wieder,
erschienen ihm viele Menschen schön
und jetzt nur noch im Glücksfall,
stellte es sich klar ein Paradies vor
und kann es jetzt höchstens ahnen,
konnte es sich Nichts nicht denken
und schaudert heute davor.
Als das Kind Kind war,
spielte es mit Begeisterung
und jetzt, so ganz bei der Sache wie damals, nur noch,
wenn diese Sache seine Arbeit ist.
Als das Kind Kind war,
genügten ihm als Nahrung Apfel, Brot,
und so ist es immer noch.
Als das Kind Kind war,
fielen ihm die Beeren wie nur Beeren in die Hand
und jetzt immer noch,
machten ihm die frischen Walnüsse eine rauhe Zunge
und jetzt immer noch,
hatte es auf jedem Berg
die Sehnsucht nach dem immer höheren Berg,
und in jeden Stadt
die Sehnsucht nach der noch größeren Stadt,
und das ist immer noch so,
griff im Wipfel eines Baums nach dem Kirschen in einemHochgefühl
wie auch heute noch,
eine Scheu vor jedem Fremden
und hat sie immer noch,
wartete es auf den ersten Schnee,
und wartet so immer noch.
Als das Kind Kind war,
warf es einen Stock als Lanze gegen den Baum,
und sie zittert da heute noch.
tanto per cambiare, mi tocca rispondere da una postazione di fortuna.
Cecilia e Roberto, grazie!
sì, bellissimi versi, e bellissimo film.
poi, Roberto, la creatività è davvero un mistero.
un abbraccio
fabrizio
fides&ratio
un pensiero a tutti quei bambini che bambini non hanno mai potute essere o che, per i più diversi motivi, non lo sono stati abbastanza a lungo.
un pensiero a tutti i bambini che incontrano adulti cattivi che hanno incontrato da bimbi adulti cattivi.
un pensiero a *chi* mi ha fatto incontrare il miglior adulto che conosca che conserva il cuore e la fantasia di un bambino accanto alla forza e al coraggio di un grande uomo.
roberto, se sapessi! non scherzeresti così. però, sì, è anche superman, ora che mi ci fai pensare. i suoi amici e i suoi medici dicono così. io non faccio testo perché l’ho sposato per amore ventisei anni fa, fra qualche giorno è il nostro anniversario e, grazie sempre allo stesso che ci ha fatto incontrare, lo festeggiamo assieme, qui, sulla terra.
buone feste a tutti, con tutto il cuore.
(scusate anche la dolcezza che mi trabocca, ma è un po’ colpa del cielo sopra berlino).
“Infatti gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia: mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori: per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della luna e quelli del sole e degli astri, o i problemi riguardanti la generazione dell’intero universo”(Aristotele, Metafisica, 982b-983a,Giovanni Reale cur.Rusconi)
ma sta anche scritto che bisogna tornare come bambini per vedere il Regno di Dio
mantenere uno sguardo trasparente nonostante la crescita è cosa difficile, purtroppo
grazie, amici, sono felice di aver condiviso con voi sentimenti profondi, che questo film non può fare a meno di suscitare.
domenico lombardini
l’angelo che annucia un avvento, disgrazie anche, una rivelazione, oppure piccole verità, una nuova via da percorrere, ecc.: queste sono cose reali, persone che si incontrano e fanno deviare la tua traiettoria umana, che sennò sarebbe quasi deterministica, – un’eccezione al destino. non sono tante: tra queste, oltre a mia moglie e su un altro piano, Massimo Sannelli, che da qui saluto con affetto.
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Quando l’adulto non è stato bambino da grande non è solo un uomo ma anche un bambino cattivo, povero uomo! Quando un bambino era un adulto il mondo era vuoto e il vuoto era pieno di sogno e il sogno sparito non il vento soltanto che urlava in silenzio di notte ma anche il suo pianto.
Quando l’adulto non era bambino non c’era colore o poesia o tremore che non ricordasse i suoi occhi l’estate mentre tutti giocavano a palla e l’adulto guardava la palla arrivare ai suoi piedi e le piccole bocche stridenti socchiuse aspettare col calcio la palla tornare. Quando il bambino chiedeva mi scusi signore la palla mi scusi e l’adulto lisciava la pelle a pentagoni il bambino sorrise le braccia allungate in attesa curiosa e affanata la palla. Quando l’adulto era un bambino e aveva del sangue di un cane ammazzato sul volto spiaciuto e stordito dal lampo esplosivo di un fischio dal cielo, aveva capito che non solo il cane era morto stecchito ma il suo sogno breve di essere bambino e l’adulto lo scrisse poi nel futuro con molta retorica (ovvio) per far finta di esserlo stato non per finta ma davvero un bambino.
grazie del bel videopost, fabrizio. scusate se mi sono permesso di scrivere il primo commento. buonanotte.
🙂
hai scritto una cosa bellissima, Leo.
grazie.
Quanti adulti hanno gli occhi di un bambino? Quanti riescono a conservarli intatti e puliti fino alla fine? Non lo so, se solo ci provassimo!!
Grazie del link, è veramente un bel sito!
A presto!!
Complimenti per la scelta. Bellissimi versi di Peter Handke, indimenticabili immagini di Wenders (che purtroppo non si è più ripetuto a questi livelli, misteri della creatività umana). La poesia è stata concepita in tedesco.
“Quando il bambino era bambino
scagliò un bastone come una lancia contro l’albero
e lì vibra ancora oggi”
Lied Vom Kindsein
Als das Kind Kind war,
ging es mit hängenden Armen,
wollte der Bach sei ein Fluß,
der Fluß sei ein Strom,
und diese Pfütze das Meer.
Als das Kind Kind war,
wußte es nicht, daß es Kind war,
alles war ihm beseelt,
und alle Seelen waren eins.
Als das Kind Kind war,
hatte es von nichts eine Meinung,
hatte keine Gewohnheit,
saß oft im Schneidersitz,
lief aus dem Stand,
hatte einen Wirbel im Haar
und machte kein Gesicht beim fotografieren.
Als das Kind Kind war,
war es die Zeit der folgenden Fragen:
Warum bin ich ich und warum nicht du?
Warum bin ich hier und warum nicht dort?
Wann begann die Zeit und wo endet der Raum?
Ist das Leben unter der Sonne nicht bloß ein Traum?
Ist was ich sehe und höre und rieche
nicht bloß der Schein einer Welt vor der Welt?
Gibt es tatsächlich das Böse und Leute,
die wirklich die Bösen sind?
Wie kann es sein, daß ich, der ich bin,
bevor ich wurde, nicht war,
und daß einmal ich, der ich bin,
nicht mehr der ich bin, sein werde?
Als das Kind Kind war,
würgte es am Spinat, an den Erbsen, am Milchreis,
und am gedünsteten Blumenkohl.
und ißt jetzt das alles und nicht nur zur Not.
Als das Kind Kind war,
erwachte es einmal in einem fremden Bett
und jetzt immer wieder,
erschienen ihm viele Menschen schön
und jetzt nur noch im Glücksfall,
stellte es sich klar ein Paradies vor
und kann es jetzt höchstens ahnen,
konnte es sich Nichts nicht denken
und schaudert heute davor.
Als das Kind Kind war,
spielte es mit Begeisterung
und jetzt, so ganz bei der Sache wie damals, nur noch,
wenn diese Sache seine Arbeit ist.
Als das Kind Kind war,
genügten ihm als Nahrung Apfel, Brot,
und so ist es immer noch.
Als das Kind Kind war,
fielen ihm die Beeren wie nur Beeren in die Hand
und jetzt immer noch,
machten ihm die frischen Walnüsse eine rauhe Zunge
und jetzt immer noch,
hatte es auf jedem Berg
die Sehnsucht nach dem immer höheren Berg,
und in jeden Stadt
die Sehnsucht nach der noch größeren Stadt,
und das ist immer noch so,
griff im Wipfel eines Baums nach dem Kirschen in einemHochgefühl
wie auch heute noch,
eine Scheu vor jedem Fremden
und hat sie immer noch,
wartete es auf den ersten Schnee,
und wartet so immer noch.
Als das Kind Kind war,
warf es einen Stock als Lanze gegen den Baum,
und sie zittert da heute noch.
tanto per cambiare, mi tocca rispondere da una postazione di fortuna.
Cecilia e Roberto, grazie!
sì, bellissimi versi, e bellissimo film.
poi, Roberto, la creatività è davvero un mistero.
un abbraccio
fabrizio
un pensiero a tutti quei bambini che bambini non hanno mai potute essere o che, per i più diversi motivi, non lo sono stati abbastanza a lungo.
grazie, fabry
F&R
un pensiero a tutti i bambini che incontrano adulti cattivi che hanno incontrato da bimbi adulti cattivi.
un pensiero a *chi* mi ha fatto incontrare il miglior adulto che conosca che conserva il cuore e la fantasia di un bambino accanto alla forza e al coraggio di un grande uomo.
Ciao Lucy, buone (e vere) feste. Mi ha piacere che tu abbia incontrato Superman
roberto, se sapessi! non scherzeresti così. però, sì, è anche superman, ora che mi ci fai pensare. i suoi amici e i suoi medici dicono così. io non faccio testo perché l’ho sposato per amore ventisei anni fa, fra qualche giorno è il nostro anniversario e, grazie sempre allo stesso che ci ha fatto incontrare, lo festeggiamo assieme, qui, sulla terra.
buone feste a tutti, con tutto il cuore.
(scusate anche la dolcezza che mi trabocca, ma è un po’ colpa del cielo sopra berlino).
Lucy, sono un gaffeur nato. Auguri
“Infatti gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia: mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori: per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della luna e quelli del sole e degli astri, o i problemi riguardanti la generazione dell’intero universo”(Aristotele, Metafisica, 982b-983a,Giovanni Reale cur.Rusconi)
ma sta anche scritto che bisogna tornare come bambini per vedere il Regno di Dio
mantenere uno sguardo trasparente nonostante la crescita è cosa difficile, purtroppo
bellissimo flim, ottima scelta
grazie, amici, sono felice di aver condiviso con voi sentimenti profondi, che questo film non può fare a meno di suscitare.
l’angelo che annucia un avvento, disgrazie anche, una rivelazione, oppure piccole verità, una nuova via da percorrere, ecc.: queste sono cose reali, persone che si incontrano e fanno deviare la tua traiettoria umana, che sennò sarebbe quasi deterministica, – un’eccezione al destino. non sono tante: tra queste, oltre a mia moglie e su un altro piano, Massimo Sannelli, che da qui saluto con affetto.