Una volta al mese

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da qui

Sembra che tutto frani: una reazione a catena, un domino di crolli assassini, falle improvvise si spalancano inghiottendo vite umane, animali, vegetali e minerali. Facciamo da soli: incriniamo i meccanismi naturali, provocando disastri, e celebriamo composti funerali di stato. Dovremmo organizzare cerimonie previe per i travolti dalla prossima catastrofe, annunciata, come sempre. Ci occuperemmo una volta al mese delle vedove e degli orfani, della  fragilità umana di cui dovremo rendere finalmente conto, prima o poi.

6 pensieri su “Una volta al mese

  1. f&r

    la natura è madre e matrigna ma l’essere umano è spesso un figlio ottuso, incapace di prendersene cura.
    purtroppo.

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. Giocatore d'Azzardo

    Fabrizio, lascia che cada, questa nostra terra; solo cadendo ti puoi rialzare!

    Blackjack.

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  3. la funambola

    …signora lei è una donna piuttosto distratta

    oggi mi sono frullate nella testa tutto il giorno
    che bello fabrizio, siamo alla telepatia! 🙂

    un abbraccio di conforto
    la funambola

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  4. claudia

    pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
    debba in qualche modo incominciare una chitarra.

    da ragazzina avrei voluto che alla fine delle mie dita incominciasse un violoncello:
    i miei non me lo hanno permesso e ormai è troppo tardi anche solo per rimpiangere.

    ciascuno di noi ha dentro frane senza rimedio, causate dalle distrazioni degli altri,dall’indifferenza, dalla sufficienza: è così e basta, (anche se poi non basta) come l’ora al mese della canzone.

    forse sarà l’attenzione a rovesciare il mondo

    ciao!

    claudia

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  5. Carla

    “catastrofe annunciata” è una dicitura più che giusta…
    il mondo va incontro alle catastrofi annunciate!

    Confidiamo in ciò che non possiamo prevedere.

    un abbraccio
    c.

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  6. roberto bugliani

    Quello che frana periodicamente è la dignità dell’essere umano che vive nella e grazie alla Madre Terra, la Pachamama, come la chiamano gli indigeni latinoamericani. E l’essere umano senza dignità è, direbbe Paolini, un miserabile. La natura risponde di conseguenza, rendendoci pan per focaccia.

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